Il nuovo sogno di don Tonino Intiso

Don Tonino Intiso è
un pezzo importante della storia e del cuore della città di Foggia. Una vita
dalla parte degli ultimi, a tessere reti di solidarietà che hanno dato vita a
momenti di grande impegno e partecipazione. In alcuni casi hanno gettato ponti tra
Foggia e il mondo, come accadde in occasione della Giornata Mondiale della
Lebbra che si svolse nel capoluogo dauno, e produsse la costruzione
dell’ospedale di Nalgonda in India. In altri, hanno regalato una speranza di
futuro a persone che l’avevano perduta, come nel caso della raccolta dei fondi
per dotare gli Ospedali Riuniti della radioterapia.
E poi gli anni
trascorsi come parroco del SS.Salvatore, con l’esperienza pedagogica
d’avanguardia realizzata con La Casetta e la Scuola Shalom, quelli da Direttore
della Caritas, ad affrontare i problemi degli immigrati albanesi prima e dei
nomadi poi, per finire agli anni passati come assistente all’ospedale
Psichiatrico Don Uva a quelli attuali, che lo vedono da sette anni parroco di
una comunità di estrema periferia, San Filippo Neri, e la Chiesa ospitata in un
garage.

Don Tonino non ha
fatto tutto questo da solo: a cominciare dai ruggenti anni postconciliari, che
lo hanno visto assistente diocesano della Gioventù di Azione Cattolica,
migliaia di persone sono state compagne di questo viaggio nella speranza e
nella fede, per tratti più o meno lunghi. Ma tutte insieme, ed assieme a don
Tonino, hanno scritto pagine della vita cittadina tanto importanti, quanto
forse troppo presto dimenticate.
Ma è proprio in un
momento così difficile per la città che queste pagine andrebbero rilette e
questo messaggio, questo impegno andrebbe ripreso.
Un’occasione
propizia è rappresentata dalla imminente pubblicazione del libro “La
nostra vita, la Storia di Dio” in cui don Tonino ripercorre, con un ricco
corredo di fotografie ed altri documenti, le diverse tappe di questo lungo
viaggio.
L’uscita del libro
e i diversi incontri in cui verrà presentato intendono essere non solo
un’occasione per ripensare e rinverdire tanti significativi momenti, ma anche
una chiamata a raccolta di tutti quanti hanno lavorato assieme a don Tonino per
fare in modo che dalla memoria possa tornare a sprigionarsi una nuova speranza
di futuro.
All’orizzonte c’è
un altro sogno, un altro obiettivo: la costituzione di una Fondazione che
dichiari “lotta continua alla mediocrità e all’analfabetismo circa i
diritti e i doveri nella costruzione del bene comune e all’analfabetismo
religioso”.
Per condividere
questo nuovo obiettivo, don Tonino Intiso ha inviato una lettera aperta a tutti
gli amici che hanno condiviso le esperienze di cui si è detto, ai Soci
dell’Associazione “Il pensatoio”, “agli amici cresciuti insieme
negli anni ’65/’75, nella ricerca del senso della vita nel clima
“68ino” della contestazione e del rinnovamento del Concilio Vaticano
ll”.
“Carissimi
amici, quando lo Spirito  – scrive don
Tonino – concepisce in te un “sogno”, non puoi non accoglierlo,
contemplarlo e… comunicarlo! Ecco perché sento di doverlo condividere con voi,
compagni degli ”ultimi anni” della mia vita di “laico” vissuta
nella G.M.A.C. (S.
Michele), nella F.U.C.I., nel C.T.G. e nel C.S.I. e dei miei “primi
anni” di impegno pastorale sacerdotale, ed anche perché concepito in
questo tempo di rinnovamento, richiesto dall’Anno della Fede e dalla riproposta
del Concilio Vaticano II, ne colgo l’appello a “rinverdire” le
“radici” del nostro cammino di ricerca di senso e impegno cristiano e
civile, per una nuova chiamata a ”ripartire” con più lena e
consapevolezza di prima!”
Nella lettera aperta
viene lanciata la nuova sfida: il sogno di una fondazione,  il cui fondo di partenza sarà formato da
tutti i suoi, libri personali , le 
pubblicazioni, le registrazioni, i filmati…). “È un
“sogno” che al presente, guardandosi intorno, sembra difficile da
realizzare, ma l’unica via per ottenere l’impossibile, è pensare che sia
possibile, come ci hanno insegnato mons. Camara, Mazzolari e Balducci. E poi,
non si tratta di un “nuovo sogno”, ma di un sogno antico, sognato e
vissuto insieme sino a quando la vita di ciascuno di noi ci ha dispersi (…per
passare al crogiuolo il cammino comunitario!) ed oggi viene a ricordarci di
“riprendere e completare” la missione affidataci con più passione e
lena di prima, proprio perché più ricchi di esperienza e convinzioni, e rendere
quel sogno un “sogno nuovo”!”
Tra i principali
obiettivi della Fondazione figurano la costituzione di laboratori di studio e
di ricerca sull’educazione del pensiero e al dialogo; sulla persona (unicità-
diversità – identità); sulla partecipazione quale unico modo di guidare il
cambiamento (“siamo tutti responsabili di tutti”, diceva Giovanni
Paolo Il); sul pluralismo ”delle” e “nelle” istituzioni,
sulla’* impegno politico e sociale (dal “servizio” alla “condivisione”
e alla “convivenza”); sulla globalizzazione della solidarietà e il
mercato “solidale” a servizio della persona e su diversi temi etici
come etica ed etiche, la ricerca della verità per un’ “etica
condivisa” e la possibilità di cambiamento in una politica più etica.
La costituenda Fondazione
intende infine istituire una Scuola permanente per la conoscenza di tutti i
testi del Concilio Vaticano II.
QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA APERTA. SE SEI INTERESSATO ALLA INIZIATIVA E SE CONOSCI ALTRI CHE POTREBBERO ESSERLO, TI PREGO DI FARMELO SAPERE COMMENTANDO QUESTO POST, INDICANDO LE PERSONE CHE HAI CONTATTATO O CHE EVENTUALMENTE DESIDERI VENGANO RAGGIUNTE DA QUESTO DOCUMENTO.
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Autore: Geppe Inserra

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