Provincia o Regione? Chi salvereste?

Sembrava soltanto
una boutade, quella di Davide Leccese, che in un commento al mio post
sull’imminente fine della Provincia aveva proposto provocatoriamente di abolire
piuttosto le Regioni: “resto dell’idea – paradossale quanto volete – che
non si dovevano abolire le Province ma le Regioni – aveva scritto l’ex preside
del Lanza -. Paradosso, dicevo. La Puglia, in particolare, per tanto tempo era
definita da “Le Puglie”; denominazione al plurale che di fatto
confermava la natura disomogenea del territorio, sia dal punto di vista storico
che culturale ed economico. Abolite le Province vi immaginate l’attribuzione
dei suoi poteri o al Comune capoluogo (Foggia) e a tutti gli altri comuni,
nella parcellizzazione delle logiche e delle decisioni, o alla Regione Puglia
che, da quando è nata, si è sempre distinta per sguardo obliquo, tutto
incentrato sul capoluogo di regione?”
Ho chiesto un
parere sulla “provocazione” di Davide Leccese ad un po’ di amici, e
ne  è venuto fuori un dibattito intenso,
ricco di spunti di riflessione, che mi piace condividere con i
lettori di Lettere Meridiane. Ecco gli interventi, in ordine cronologico. Da segnalare quello del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che è un
personaggio che conosce molto bene la tematica, essendo un primo cittadino ed
essendo stato, in passato, amministratore regionale e provinciale.

Raffaele de Seneen
L’idea va coltivata
positivamente. Per anni, nonostante la Costituzione le prevedesse, abbiamo
fatto a meno delle Regioni. Oggi, queste, sono all’indice per sprechi e
personale politico spregiudicato. Riaccorpiamo Province, eliminiamo quelle
sorte solo per interessi elettoralistici e per piazzare politici trombati. Ci
sono Province che hanno meno abitanti della città di Foggia. Il Consiglio sia
formato dai Sindaci del territorio, si risparmiano altri soldi.
Manrico Trovatore
È anche la proposta
della Società Geografica Italiana: abolire le Regioni e lasciare 38 Province
(Foggia andrebbe con il Molise, come proposto dall’ingegner Amodeo). Ma sarà
difficile, specie in tempi di ubriacatura federalista. Spero piuttosto che le
Province vengano abolite del tutto, e che non ne resti lo sghembo moncherino
annunciato.
Savino Russo
Vanno abolite le
province pure secondo me e la sola ipotesi di un’unione al Molise mi fa rizzare
i capelli in testa: stiamo già combinati male di nostro, immaginarsi se ci
unissimo ad un altro Subappennino… Circa le Regioni: è forte la tentazione di
farne tanti staterelli (e pensiamo al progetto del Grande Nord) con tanti
satrapi a capo. Il problema è quello di dare autonomia ma nel quadro degli
interessi (e dei conti) dello Stato che è uno e non può essere considerato solo
la sommatoria dei particulari.
Anna Maria Zampino
…e secondo te sarà
bello che un abitante di Vieste o di Celle dovrà andare a bari per espletare
pratiche che oggi avvia e risolve a foggia? questo per limitarsi alla sola
nostra zona!
Girolamo Arciuolo
ma le
“pratiche” nei paesi moderni si fanno via web, stando a casa.
Michele Lauriola
Con la tecnologia,
oramai ad uno stadio elevatissimo, nulla risulterà impossibile. Intanto, grazie
alla tecnologia, abbiamo ascoltato e letto il programma del nuovo governo letto
in Parlamento. Mi riporto a questo programma per dire che poi parlare di
abolizione delle Province o delle Regioni è anacronistico.
Mario Pierrotti
Agli abitanti paesi
moderni. Stop. Qui Mario Pierrotti dalla terra. Stop. Specificate.stop. Uso
tecnologia. Stop. Qui molti enti pubblici. Stop. Non usano posta certificata.
Stop. Anche se obbligatoria per legge. Stop. Ma di cosa parlate stop.
Girolamo Arciuolo
io non ho
intenzione di pagare stipendi inutili perché qualcuno non vuole adeguarsi ai
tempi. stop. e mi impegnerò perché ciò non accada. stop
Mario Pierrotti
Ti impegnerai
come…. Vorrei impegnarmi anch’io
Girolamo Arciuolo
Io voglio spendere
poche risorse pubbliche per persone in condizione di disagio, anziani poveri,
portatori malati, istruzione, ricerca, servizi a imprese, innovazione, cultura,
qualità della vita. stop
Mario Pierrotti
Siamo d’accordo…
Ma non mi dici come. Ci ribelliamo… Protestiamo… Scendiamo in piazza…
Prendiamo i forconi? È solo una domanda .
Girolamo Arciuolo
Parlare di cose
concrete. Operare in maniera conseguente. Copiare gli altri paesi europei.
Superare la cultura formalistica che abbiamo soprattutto al sud. I forconi
contro la democrazia stupida e formalistica? sarebbe una buona idea. Chiedo
scusa, non contro la “democrazia”, ma contro la burocrazia stupida e
formalistica …”
Mario Pierrotti
Quindi bisogna
andare oltre la politica…. Gli stipendi inutili che paghiamo sono indirizzati
anche ad una struttura gestionale che non risponde ai canoni che chiedi e che
chiediamo.. Il problema e’ molto ampio….
Girolamo Arciuolo
Per andare al tema
proposto da Geppe, io sono per il sistema francese, semmai fortemente
aggiornato. La prima cosa importante sarebbe quella di limitare le conseguenze
negative del sistema delle autonomie: l’azione di governo non deve essere
bloccata dai “territori”. Bisogna quindi ricostruire la
“coesione territoriale” che è a ben vedere anche “coesione
sociale”. L’azione amministrativa, inoltre, deve essere rapida. Chi ha
bisogno di un servizio non può attendere i tempi lunghi della burocrazia
irretita da una cattiva cultura giuridica di impronta tutta formalistica.vanno
responsabilizzati i cittadini utenti nel senso che devono letteralmente
scattare le manette in caso di comportamenti truffaldini nei confronti di ciò
che è pubblico. Deve essere annichilito l’atteggiamento diffuso per il quale
“i beni comuni sono beni di nessuno”.
L’ente Provincia
potrebbe essere fortemente virato in strumenti di studio e ricerca dei sistemi
economico-produttivi, socio-culturali e paesistico- ambientali, per promuovere
azioni di governo integrate tra comuni appartenenti ad aree omogenee.
Anna Maria Zampino
Certo le pratiche
si fanno via web? infatti c’è una marea di pensionati e vecchiettini che usano
il pc al posto della scolapasta!
Girolamo Arciuolo
Ci sono però figli,
nipoti, patronati, associazioni … È come sostenere che siccome la vecchina
non guida l’auto, l’ufficio provinciale dovrebbe essere posto nel quartiere del
paesino in cui vive la vecchina. E in effetti, grazie alle tecnologie l’ufficio
pubblico entra in casa … Una soluzione più conveniente proprio per la vecchina
non la conosco, salvo a non voler ipotizzare un servizio di taxi a spese dello
Stato …
Manrico Trovatore
Carissimi, scusate
ma mi pare che si stia discutendo del nulla. L’abolizione delle Province non
comporterà né il beneficio di tagliare posti e stipendi pubblici improduttivi,
né il danno di avere uffici più lontani. Fermo restando che la Pubblica
Amministrazione “no-paper” è una prospettiva irrinunciabile, le
competenze della Provincia (che so, la manutenzione delle strade provinciali)
saranno semplicemente trasferite, ed i dipendenti che vi lavorano passerannno
sotto un’altra giurisdizione amministrativa. In prospettiva avremo certamente
(ma mi pare fenomeno già in corso) uno snellimento dei ranghi con blocco del
turnover. Nell’immediato risparmieremmo “solo” i soldi necessari
all’Ente per la propria conservazione: la parte politica ed elettorale, un
certo numero di alti burocrati pagati in modo assurdo (centosessantamila euro
lordi l’anno pagati ai centotré segretari generali, per esempio). Credo che per
i cittadini non solo non ci sarebbero disagi, ma potrebbe addirittura
registrarsi un beneficio, in termini di semplificazione dei passaggi (ci credo
poco, perché la burocrazia è “un problema per ogni soluzione”). Il
vero problema, però, è l’argine alla moltiplicazione dei centri di spesa, che
sono l’indesiderata conseguenza del nostro sistema delle autonomie e del
“polidecisionismo” italiano. In questo senso l’abolizione delle Province
è molto meno efficace di quello che sarebbe un serio discorso sulle Regioni.
Girolamo Arciuolo
Condivido.
Soprattutto il passaggio relativo agli esiti indesiderati del sistema delle
autonomie. Una cattiva cultura giuridica tutta incentrata su un oltretutto
cattivo “formalismo” ben poco giuridico, ne è forse uno degli
elementi connotativi. Il formalismo scadente che impregna molta parte
dell’operato della pa è congeniale a una cultura diffusa della
“irresponsabilità”. Definire la regola del caso concreto è altro dal
dire questa è la legge. Il polidecisionismo è un aspetto della medesima
questione, della tendenza, cioè, a non assumersi responsabilità di ordine
decisorio.
Anna Maria Zampino
L’abolizione delle
Province è una vexata quaestio che riappare ormai ciclicamente ed altrettanto
ciclicamente viene abbandonata per cui nulla di nuovo sotto il sole!
Attilio Inserra
E’ necessario che
venga realizzato un federalismo “serio”. Ormai non c’è più bisogno di
“filtri” quali le province e le regioni. Un filo diretto tra stato
centrale e comuni (di qualsiasi entità) darebbe un bel colpo alla lentocrazia
presente ovunque. Ed altri soldini si risparmierebbero oltre a quelli dei 103
segretari generali. Ma poi che fà un segretario provinciale/regionale?
Angelo Riccardi
Sulla questione mi
sono espresso in tempi non sospetti, anche pubblicamente, alla presenza di
autorevoli interlocutori politici, ad iniziare dal Sindaco Michele Emiliano.
Questo uno degli ultimi miei post sull’argomento:
“Mentre c’è chi
esprime invidia verso coloro i quali stanno eliminando le Province, definendole
come “enti fatti di chiacchiere e di spreco”, sono sempre più
convinto che questa definizione e queste misure drastiche andrebbero prese nei
confronti delle Regioni. Carrozzoni senza alcun legame vero con il territorio.
“Luoghi in cui si sovrappongono e si moltiplicano i poteri, le prerogative
e le competenze”, “luoghi che rispondono con una scarsissima qualità
di governo alle poche prerogative che hanno, dovrebbero fare poco e lo fanno
molto male”, come invece qualcuno dice, a sproposito, delle Province.
L’esempio ce
l’abbiamo in casa nostra e basta solo volgere lo sguardo alla Regione Puglia
per domandarsi quale utilità ne ricavino i cittadini e quanto potremmo
risparmiare chiudendola”.
Girolamo Arciuolo
L’idea non sarà
alla moda, caro Angelo, ma non per questo strampalata.
Michele Lauriola
I termini della
questione non si dovrebbero porre sul ruolo politico che l’Ente Regione o
Provincia esercitano sui territori ma sulla rappresentanza geopolitica, a mio
modesto parere. Per quelle che sono le peculiarità intrinseche ed estrinseche
dei territori, una dimensione ragionevole per la rappresentanza non dovrebbe
essere inferiore a quella di una Regione. Negli ultimi tempi, infatti, si parla
di macro regioni (quella del Nord, quella del Centro e quella del Sud).
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Autore: Geppe Inserra

  1. Il governo monti aveva bisogno di dare un segnale all'europa di snellimento e riduzione di costi della pubblica amministrazione e l'abolizione delle province era la cosa più veloce e con meno ostacoli che si potesse fare in quel momento.
    Per valutare il pasticcio che è in corso vi invito a consultare queste slides che ricostruiscono in modo obiettivo la vicenda
    http://www.slideshare.net/Quattrogatti/la-riforma-delle-province-versione-da-pubblicare.
    La mia opinione è che questo è un federalismo sgangherato … e le province sono state di fatto chiuse dal ministero dell'economia !!
    Salvatore D'Agostino

  2. Ha ragione il preside Leccese.
    Della questione "Province o Regioni", ne ha parlato persino Gaetano Salvemini negli anni '20 e negli anni '50 del novecento bocciando l'idea delle Regioni e rivalutando le province .
    Non entro nel merito della storia e delle politiche territoriali di pianificazione e programmazione territoriale di sviluppo che la nostra Provincia, a differenza di quelle del Nord e del Centro, non hai mai fatto ne pensato (ad eccezione del Prof. Pellegrini), ma su come sono state concepite le regioni nel 1970; a tavolino, di notte, in tutta fretta e pensando già a come spartirsi le poltrone e i soldi (questo per chi ha la memoria lunga).
    Il risultato non poteva che essere ciò che vediamo e ascoltiamo; uno spazio destinato ai ladri senza alcun controllo, e non da ora.
    Matteo P. Pazienza

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