Tra atti vandalici e aziende che chiudono, c’è anche una Foggia che non s’arrende

Non esistono coincidenze casuali: dietro i fatti che si
verificano in un luogo, in un certo momento, c’è la storia di quel posto, il
suo essere (o malessere) profondo. La home page di stamattina del sito di
Teleradioerre è emblematica. Si apre con l’ennesimo atto vandalico che ha
colpito una scuola foggiana – la Zingarelli-Vittorino da Feltre al quartiere
Cep, si continua con la chiusura del Ristorante Cicolella in Fiera (oggetto di
un grave attentato, verosimilmente a scopo estorsivo, qualche mese fa), si
chiude con  Giovanni Panunzio,
l’imprenditore ucciso a Foggia per aver denunciato i suoi estorsori, che verrà
ricordato domani, in occasione del ventunesimo anniversario della sua morte (6
novembre del ’92).
C’è tutto il profondo disagio che avvelena il futuro di
Foggia, in questa non casuale concomitanza di fatti e di eventi. Ha un valore
simbolico la scelta – forse neanche consapevole – di una scuola quale bersaglio
dei vandali e del teppisti che approfittando del ponte di Ognissanti hanno
fatto irruzione nottetempo nella scuola, sfregiandone i muri con scritte
oscene, rompendo vetri e rubando computer. La scuola è la principale agenzia di
formazione del senso civico: l’esatto contrario del vandalismo.

Così come amaramente esemplare è la vicenda del Ristorante
Cicolella in Fiera, uno dei locali storici del capoluogo, costretto alla
chiusura principalmente per la crisi economica. I costi crescono, i ricavi
diminuiscono: il settore della ristorazione è tra i più esposti alla riduzione
dei consumi provocata dalla crisi. Ma resta vivo il ricordo dell’incendio
doloso che nello scorso mese di luglio aveva distrutto tavoli e sedie nell’area
garden. Con coraggio, il gestore e i dipendenti (dieci in tutto, altri dieci
posti di lavoro bruciati) si erano rimessi al lavoro. Ma non ce l’hanno fatta:
domenica scorsa, la chiusura.
In tante ombre, spicca la luce dell’esempio di Panunzio, un
imprenditore che ha avuto il coraggio di dire no al racket, denunciando i suoi
estorsori, e pagando con la vita. Le coincidenze non sono mai casuali, ma se
quelle raccontate prima rivelano tutto il dramma che sta vivendo il capoluogo
dauno, non è un caso neanche che la commemorazione dell’anniversario dell’uccisione
di Giovanni Panunzio, rappresenti uno dei momenti più significativi della
campagna “Foggia reagisci”, promossa dal Coordinamento provinciale di Libera
Foggia in collaborazione con la libreria Ubik, il Comune di Foggia, la
redazione di Foggia Città Aperta, il Presidio del Libro e il giornalino del
Pascal “IlSottosopra”. Nella circostanza, il Comune di Foggia inaugurerà nella
piazza intitolata al costruttore trucidato dalla criminalità organizzata, un
monumento dedicato alla sua memoria.
C’è una Foggia che non si arrende, ed accende un barlume –
molto tenue, in verità – nelle tenebre di una crisi senza fondo, aggravata
dalla violenza, dal vandalismo, dalla criminalità.
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Autore: Geppe Inserra

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