L’eccellenza turistica dei Monti Dauni. Però senza giornali.

Con la sua consueta, certosina diligenza Maurizio De Tullio mi segnala alcuni
link ad articoli sulla scomparsa dei giornali dalle edicole dei comuni più piccoli. Dalla lettura, si conferma in maniera evidente quanto era già emerso dall’appassionato dibattito sulla sospensione della distribuzione dei quotidiani nelle edicole dei
Monti Dauni. La crisi delle edicole dei piccoli comuni si inscrive nella crisi
più generale della carta stampata nell’era di internet, ed è appesantita dall’oggettiva situazione di isolamento in cui versano queste zone.
Le segnalazioni di De Tullio aggiungono che il problema è
nazionale, e riguarda la sopravvivenza stessa delle edicole (ovvero di imprese
e posti di lavoro, dato  che mi è
sembrato un po’ trascurato).
Accade in Abruzzo, come si legge in un articolo sul sito Primadanoi, in cui Luigi Manzo, presidente della Fenagi-Confesercenti, l’associazione
più rappresentati degli edicolanti, così racconta la crisi del settore: “Nella
maggior parte dei piccoli Comuni i giornali non arrivano più, ed ora è a
rischio almeno il 50 per cento delle edicole anche nei centri maggiori. Salvare
il settore è possibile, ma è necessario organizzare interventi mirati senza i
quali l’informazione rischia di sparire dalla maggior parte del nostro
territorio.”

I dati sono impressionanti. “La vendita dei giornali – aggiunge
Manzo – ha subito una riduzione del 30-35%, mentre i costi legati alla gestione
di un punto vendita sono aumentati di circa il 40%.” Anche in Abruzzo, così
come in Puglia, è stato richiesta l’intervento della Regione.”

Sul sito Certastampa, Giuseppe D’Alonzo, sindaco di
Crognaleto, comune di 1500 anime distribuite in 20 frazioni, nel cuore del Gran
Sasso, si appella al diritto costituzionale 
all’informazione. Anche nel suo paese non arriveranno più i giornali. “Un
grande strumento democratico sul quale si basa l’architettura istituzionale del
paese Italia, la Costituzione – chiosa il primo cittadino -, in una sua parte
(precisamente l’articolo 21) stabilisce che la stampa non può essere soggetta
ad autorizzazioni o censure. La riflessione è consequenziale e spontanea,
perché questo sacrosanto principio viene declinato nel suo significato più
intimo a secondo del posto in cui vivi? Perché a Crognaleto e in altri paesi di
montagna viene meno questo diritto costituzionale? Perché in montagna anche la
lettura, l’informazione, la cultura ha un costo maggiore rispetto alla grande
distribuzione?”
Il sindaco pone una questione tutt’altro che secondaria: se
prevale la logica del rapporto costi-benefici non sarà possibile invertire la
tendenza allo spopolamento e alla desertificazione  delle aree interne e montane.
Dalla montagna abruzzese all’Aspromonte calabrese la  situazione non cambia. Sul blog
Villaedintorni, si legge una lettera aperta che Filippo e Dario Musolino e
Stefano Zimbalatti
hanno scritto a direttori e redazioni degli organi di
informazione locale  per segnalare che da
qualche giorno nelle edicole di Gambarie, piccolo comune in provincia di Reggio
Calabria, non si trovano più i giornali. “Circola voce che il distributore non
sia più disposto a mandare i quotidiani nei paesi della vallata, neanche con la
corriera che ogni giorno li collega con Reggio. Ci domandiamo: ma è cosi che si
sostiene il turismo a Gambarie, che si rende piacevole, soddisfacente,
completo, il soggiorno ai turisti e ai villeggianti? Trascurando questi
“piccoli dettagli”? Sarebbe certo più importante avere una guardia medica,
innanzitutto, visto che a Gambarie manca anche quella; ma sarebbe anche
abbastanza importante poter uscire la mattina e trovare un’edicola, o un luogo
simil tale, dove poter comprare un giornale. Oppure: è cosi che si arresta il
fenomeno dello spopolamento delle aree montane? Eliminando un altro piccolo
servizio di base per la popolazione residente? O ancora: è cosi che si
mantengono in vita i servizi culturali nelle aree marginali?”

Importante il riferimento alle possibile negative ricadute
sul turismo che potrebbero essere indotte dalla chiusura delle edicole. Non è
il massimo per un turista non trovare il giornale al mattino. E, tornando in
Puglia, la crisi delle edicole del Subappennino Dauno coincide con l’avvio di
interventi importanti posti in essere dalla Regione Puglia proprio per
contrastare il fenomeno dello spopolamento della collina pugliese: per la
valorizzazione turistiche di queste zone: il progetto di eccellenza turistica
di Pugliapromozione e gli interventi attuativi della recente legge a tutela dei
borghi più belli d’Italia, che vendono in Puglia le loro presenze più
significative proprio nelle aree interne della Capitanata. Si tratta di una
legge fortemente voluta proprio dai sindaci dei Monti Dauni, che hanno dalla
loro i Borghi più belli d’Italia e tante bandiere arancioni, ma si trovano a
fare i conti con un contesto – dalle strade dissestate alla mancanza di
giornali – che è quanto mai problematico dal punto di vista turistico.
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Autore: Geppe Inserra

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