Capitanata a bassa tensione

Il confronto e la riflessione sul futuro della Puglia stanno raggiungendo un livello di profondità e di consapevolezza, che da tempo non si registrava. Il recente insediamento del nuovo governo regionale, la netta presa di distanza di questo dal governo nazionale, su temi di importanza nevralgica per il futuro, come le trivellazioni in Adriatico, l’annuncio del premier Renzi sull’imminente Masterplan per il Mezzogiorno (che, come ho già scritto, rappresenta un indubbio e nuovo segnale di attenzione verso il Sud) hanno reso l’estate che ormai volge al termine assai più calda del previsto.
Sta tornando la politica, intesa nel suo significato migliore di strumento di costruzione della polis, della città possibile. Ma non dappertutto, purtroppo. In una recente lettera meridiana ho lanciato l’allarme sul rischio che la Capitanata rimanga tagliata fuori da una prospettiva e da una congiuntura che si preaannunciano particolarmente ricche di fermenti e di potenzialità.
La tensione politica, culturale, sociale sui temi dello sviluppo mi sembra continui a rimanere bassa. Pericolosamente bassa. Con qualche fortunata e lodevole eccezione, che pubblico assai volentieri.
Salvatore Castrignano, funzionario della Provincia e in passato segretario provinciale della Cgil,  e Nunzio Lops, giornalista esperto di temi economici, hanno pubblicato quale commento alla lettera meridiana di cui ho già detto due contributi particolarmente interessanti, che mi piace girare ad amici e lettori del blog, rinnovando l’invito caloroso ad intervenire, ad esprimere le proprie opinioni.
Mai come adesso, la Capitanata ha bisogno di un’opinione pubblica.
Salvatore Castrignano
Geppe
hai toccato aspetti di una riflessione sicuramente da rilanciare, con
consapevolezza e conoscenza delle questioni e del territorio. Bisognerà
farlo con impegno già dai prossimi giorni.
Credo
comunque che sia giusto precisare una cosa: Capitanata 2020 è stata
principalmente il frutto di un dinamismo e di una elaborazione del
Sindacato che, culminati nella sua Piattaforma del Dicembre 2013,
espressero un ruolo di assoluta unicità e aderenza alle dinamiche di
sviluppo territoriale potenziali e concrete. Dunque non la politica, ma
l’espressione più autentica della società e del mondo del lavoro fu l’ispiratore e il vero regista della stagione della pianificazione strategica e di Capitanata 2020.


Leo Di Gioia,
dopo Franco Parisi e con Gianni Mongelli, allora (2008-2009) seppe
interpretare magistralmente, positivamente e correttamente quella fase,
sebbene difatti, in verità, non volle convincersi che toccasse alle
forze sociali del territorio un ruolo di garanzia anche nella
cantierizzazione delle opere. Infatti l’Organismo Intermedio, o Agenzia
Territoriale di Sviluppo, che doveva divenire il braccio operativo di
governo delle opportunità di Capitanata 2020 e in prospettiva di tutto
il territorio, non riuscì a costituirsi e decollare anche per aver
voluto limitarne la partecipazione agli Enti Locall, i quali poi difatti
si divisero sulle proprie competenze e sul grado della rispettiva
“influenza”, riprendendo il solco del campanilismo. Con Leo ebbi
memorabili “scambi” di vedute sul tema alla presenza dei supertecnici
Affatato e Belgioioso. Dopo quegli anni il Sindacato ha vissuto di altre
“priorità” e la politica, come sai, ha solo essenzialmente alimentato
le carriere dei singoli “protagonisti”. Il territorio, quello no, non
se l’è cavata. Ed oggi è il fanalino di coda dell’Europa.
Difatti
i progetti di Capitanata 2020: la funzionalità aree ASI, opere idriche
come quella che hai citato, le infrastrutture per la mobilità e la
intermodalità e ANCHE il treno tram, il Sistema per la Innovazione dello
Sviluppo Territoriale, unitamente alla strada regionale 1 dei Monti
Dauni, rimangono quelli centrali ancora oggi per costruire una
Capitanata migliore. Inoltre oggi, a distanza di 6 anni, qualcosa va
sicuramente adeguata.
Per
fortuna la teoria dei corsi e ricorsi storici ci viene incontro e ci
dimostra che è possibile, oltre che necessario, riprendere il
protagonismo utile. Leo Di Gioia e Raffaele Piemontese potranno fare cose importanti, ne
sono all’altezza, ma dovranno essere sospinti, e a loro volta prendere
lezioni, piuttosto che tenerlo “sotto controllo”, dal protagonismo
consapevole e dagli input all’unità che si levano dalle menti e dai
“luoghi” liberi.
Nunzio Lops
 Condivido.
Occorre mettere insieme attori istituzionali di vari livelli e
provenienza per creare una agenda di priorità attraverso la quale
indicare la strada da percorrere in funzione delle risorse disponibili.
Essere
pronti significa conoscere le potenzialità esistenti e le carenze
strutturali ma soprattutto saper idicare il modo per mettere in sinergia
le opere da realizzare a supporto del tessuto produttivo della
Capitanata.
Inutile
dire che le vocazioni del territorio dettano la traccia ma bisogna fare
anche uno sforzo di fantasia per non rischiare di essere banali,
riducendo il tutto in un mero elenco di interventi di cui parliamo
inutilmente da anni.

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Autore: Geppe Inserra

1 commento su “Capitanata a bassa tensione

  1. Ripartirei subito dal successo di un raro coinvolgimento corale di enti, privati, istituzioni, addirittura di regioni diverse, quella straordinaria battaglia, tour de force che portò Foggia af ottenere l'Authority per la Sicurezza Alimentare, con il governo Prodi, e pensare che all'epoca eravamo sicuramente meno rappresentati a Roma rispetto alla truppa che avremmo avuto dopo con il governo Berlusconi, ma questa è un'altra storia…., quindi ricomincerei da questo, sempre che Renzi voglia realmente dare una svolta "Epocale" alle menomate politiche fin quì attuate da Roma per il Sud. Dai fondi Fas alle quote latte, più le immancabili corruttele. Un simbolo della svolta lo vedrei proprio nella riproposizione dell'Autbority. Poi per Foggia oggi come oggi la partita si gioca tutta sui trasporti, se riusciremo a conservare la centralitá dello scalo Ferroviario, l'aeroporto e non ultimo il porto di Manfredonia, sia per il trasporto merci (pensiamo ad esempio al trasporto delle auto da Melfi) ma anche come stazione marittima per traghetti e crociere, allora si riaprirebbero per questa tetra nuovi e vecchi scenari di prosperitá, basta volerlo tutti, come si fece per l'Authority.

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