Foggia, così non va

La sconfitta casalinga con il Palermo fa squillare un sonoro campanello d’allarme per il Foggia. Di questo passo, la salvezza è un obiettivo complicato. Dopo tre partite, la classifica rossonera presenta ancora il segno negativo. D’accordo, sperare di recuperare gli otto punti di penalizzazione in sole tre partite era un sogno proibito. Ma il -5 che il Foggia si trova a dover ancora recuperare è un gap pesante, pesantissimo.
Le statistiche dicono che la salvezza sta tra i 40 e i 43 punti, il che significa che il Foggia deve totalizzarne tra 48 e 51: obiettivo largamente alla portata dei satanelli, per quello che i ragazzi di Grassadonia avevano fatto vedere all’esordio casalingo con il Carpi. Le due successive sconfitte, a Crotone (1-4) e col Palermo, non hanno confermato la bella impressione ed hanno notevolmente ridimensionato i giudizi positivi della prima partita.
Il Foggia deve cambiare passo, se vuole salvarsi.
Eppure ieri sera la formazione rossonera era partita bene, passando in vantaggio con il solito siluro di Kragl e giocando un primo tempo a viso aperto. Nella ripresa, il Foggia è progressivamente evaporato, denotando per giunta una condizione atletica e psicologica tutt’altro che entusiasmante. Ha preso il primo gol su calcio piazzato, il secondo su un tiro dalla distanza che è la fotocopia di quanto era già successo a Crotone, almeno in un paio di circostanze.

La linea difensiva di Grassadonia si schiera troppo bassa, nessuno va a chiudere sugli avversari che hanno modo di tirare e di inquadrare la porta, provocando sfracelli.
Otto reti al passivo in sole tre partite evidenziano uno squilibrio tattico che il mister deve cercare di risolvere alla svelta. Il problema non è soltanto il pacchetto difensivo, ma anche – e forse soprattutto – la scarsa attitudine dei centrocampisti a coprire e a contrastare.
La partenza di giocatori come Greco e come Agazzi si sta facendo sentire più di quanto fosse lecito aspettarsi. Lasciare in panchina giocatori come Gerbo e Loiacono è un lusso che forse il Foggia non può permettersi. Marco Carraro, chiamato da Nember a sostituire Greco, ha interessanti potenzialità, ma va fatto crescere.
Non è il caso di far drammi, visto che nelle prime tre sfide il Foggia ha dovuto affrontare due candidate alla promozione finale come Palermo e Crotone, ma non bisogna nemmeno riposare sugli allori.
Sulla carta, le prossime sfide sembrano più abbordabili, ma attenzione. La trasferta di Pescara, in programma alle 15.00 di sabato prossimo (dove dovrebbe esordire Galano), è delicatissima e non ammette passi falsi. Poi il Foggia affronterà nel turno infrasettimanale, mercoledì alle 21.00 allo Zaccheria, il Padova. Settembre si conclude con un’altra trasferta da far tremare le vene ai polsi: domenica 30, alle 21.00, in quel di Benevento. Come a dire che da qui fino alla fine del mese, sapremo se ci attende un campionato tranquillo, o se saremo costretti a vivere con l’incubo costante della retrocessione.

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Autore: Geppe Inserra

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