Università del Crocese, miracolo ed eccellenza foggiana

Il bello dell’Università del Crocese è che il confine tra docenti ed allievi è quanto mai labile. Ad un certo punto non si capisce più chi insegni e chi impari. C’è un sapere profondo che sale dall’anima e s’intreccia, tra gli attempati alunni e gli entusiasti professori, tutti accomunati da un amore profondo e ineffabile per Foggia.

Questa Università, caso unico in Italia di una Scuola di Tradizioni Popolari aperta a tutti, senza fini di lucro, interamente finanziata dal Comune, non è soltanto un’eccellenza che fiorisce nel la grigia periferia foggiana e la riempie di colore e cultura: è un miracolo che accende una luce di speranza nel cuore del Rione Candelaro e conferma che la città può vincere la sua sfida contro il degrado e l’alienazione partendo dalla cultura, non tanto quella aulica, ma quella del dialetto e dei vicoli, quella che respiri e ti contagia, a due passi dal Cappellone delle Croci.

L’inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019 è stata una festa, tanto più che quest’anno l’ateneo popolare festeggia il suo ventesimo anno di vita, ed assieme l’occasione per presentare un’offerta formativa tutta articolata sulla radici, su una tradizione che qui non è soltanto memoria, ma speranza di futuro e sfida.

Dopo il commosso ricordo di Fernando Faleo, docente della scuola recentemente scomparso, pronunciato dal presidente dell’università popolare, Antonio Tannoia, è intervenuto il sindaco di Foggia, Franco Landella, che in quanto primo cittadino è anche il Rettore della benemerita istituzione cittadina: “Ho sempre sostenuto l’Università del Crocese, fin da prima che diventassi sindaco. Attraverso i vostri valori arricchite tutta la comunità. Avete una missione importante da compiere per la città: custodendo e trasferendo i vostri valori, vi fate messaggeri di solidarietà e di speranza; dovete ridare speranza ai giovani, gioia di vita.”

Il sindaco non si è lasciata sfuggire l’occasione per polemizzare verso i concittadini ipercritici verso la città: “Voglio ribadire che i foggiani che denigrano Foggia fanno male a se stessi: Foggia è ricca di valori e di persone perbene.

Alla manifestazione hanno partecipato anche gli assessori comunali Claudia Lioia (“bravi, avete alzato l’asticella: la vostra offerta culturale e il servizio che rendete al quartiere sono sempre più qualificati”) e Claudio Amorese (“grazie a voi, Foggia sta riscoprendo le sue radici”).

L’iscrizione e la frequenza sono assolutamente gratuite. Questo il programma dei corsi, con l’indicazione dei relativi docenti: Grammatica e Letteratura foggiana (Pino  Donatacci); Storia di Foggia (Luigi  Marmorino); Danze e Balli tradizionali (Luigia  Livrieri): Recitazione in vernacolo e poesie (Antonio  Roberto); Luoghi foggiani  (Mario  Lo Polito); Teatro in vernacolo (Antonio  De Pellegrino); Canto popolare (Antonio Buonpensiero, Antonio Nardella, Giuseppe La Gatta, Antonio  Patete)Folklore foggiano e di Capitanata – Cultura dei Dauni (Angelo Capozzi); Personaggi – Detti foggiani – Cucina tradizionale (Filomena Carducci); Storia della Poesia dialettale  (Giorgio Pellicano); Poetica foggiana (Saverio Damato).

La fotografia che illustra il post è di Luigi Marmorino.

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Autore: Geppe Inserra

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