Il popolo delle formiche: Bussetti deve dimettersi

La scuola nel Sud? Non ha bisogno di più investimenti, ma di maggiore impegno. Da parte dei meridionali. Finisce nella bufera il ministro leghista alla pubblica istruzione, Marco Bussetti, per le sue provocatorie dichiarazioni a NanoTv.

Di seguito, a scanso di equivoci, la trascrizione integrale dello scambio di battute, svoltosi ad Afragola, al termine di una manifestazione che aveva visto protagonista il Ministro.

D. Cosa arriverà di più, qui al Sud, per recuperare il gap con le scuole del Nord?

R. Ci vuole impegno del Sud. Vi dovete impegnare forte. Questo ci vuole.

D. Più fondi?

R. No. Impegno, lavoro, sacrificio. Impegno, lavoro e sacrificio.

Personalmente ritengo la qualità della pubblica istruzione uno dei parametri più attendibili, e più drammatici, del divario che divide Nord e Sud del Paese. Tempo fa, Il Mattino ha calcolato che al Nord si studia un anno in più che nel Mezzogiorno. A fare la differenza sono la diversa consistenza dell’orario scolastico e il cosiddetto tempo pieno o prolungato: in Piemonte quasi il 60% degli alunni elementari esce di scuola il pomeriggio, in Sicilia neanche il 10%. Nel Centro Nord l’orario medio settimanale è di 35 ore, in Puglia 30, in Sicilia 29.

Gli effetti sulle competenze che i ragazzi maturano tra i banchi della scuola sono pesanti: nei test Invalsi di italiano, gli errori si attestano al 35% nelle scuole settentrionali (mica poco, comunque…) ma il tasso di errore sale al 44% al Sud. Le cose vanno ancora peggio per quanto riguarda la matematica: sbaglia il 36% degli studenti settentrionali, ma la percentuale di errore cresce di 12 punti al Sud.

Ad aggravare la situazione c’è il contesto di endemica povertà del Mezzogiorno, che alimenta la dispersione scolastica: il 18,5% nel Sud, a fronte dell’11,9% del Nord-ovest e del 10,3% del Nord-est.

Non pensate che, di fronte a dati del genere, primo obiettivo del Ministro della Pubblica Istruzione dovrebbe essere quello di adoperarsi per attenuare la forbice che taglia in due l’Italia, o almeno dare l’impressione di volerlo fare?

Invece no, Bussetti usa le maniere spicce: il problema è il vostro, e dovete risolverlo da soli.

Centinaia le reazioni, tra qui quelle di esponenti del M5S, alleato di governo del ministro leghista (la sen. Bianca Laura Granato, capogruppo pentastellato in commissione cultura), i consiglieri regionali M5S della Campania che pretendono le scuse di Bussetti, e poi l’Associazione Nazionale Presidi.

Il problema è però squisitamente politico: può guidare un dicastero così impegnativo come quello della Pubblica Istruzione una persona che la pensa così?

Non ha dubbi Il Popolo delle Formiche, movimento d’opinione vicino allo scrittore meridionalista Pino Aprile: “Il ministro Marco Bussetti must go, se ne deve andare”, si legge, in una petizione che potete sottoscrivere qui.

“La serie degli ultimi governi – aggiungono le Formiche – ha messo il Dicastero dell’Istruzione nelle mani dei peggiori ministri di sempre, sino all’attuale, leghista e allenatore di basket. Per lui, non servono più fondi per le scuole disastrate del Mezzogiorno a cui il Nord ha rubato i soldi per le scuole terremotate (che sono nella stragrande maggioranza a Sud, mentre i soldi per restaurarle finirono per il 97 per cento al Centro-Nord) o per ristrutturare quelle malmesse (quasi mezzo miliardo che fu sottratto e speso diversamente); o per la ricerca collegata alle start up (un miliardo che venne destinato all’illuminazione del Veneto, alle compagnie di navigazione sul lago di Garda, all’industria bresciana delle armi); o per combattere l’evasione scolastica altissima a Scampia e in alcuni quartieri di Palermo (ma i soldi andarono soprattutto al Nord, specie Lombardia)…”

La petizione, che potete leggere integralmente e sottoscrivere qui – ha raccolto migliaia di firme in poche ore.

Il Sud non ci sta più ad essere offeso e sbeffeggiato.

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Autore: Geppe Inserra

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