Lorenzo Sepalone conquista l’Italia e l’Europa

Ci sono film, e autori, che mi torna molto difficile recensire. Sono i film e gli autori che amo, e rispetto ai quali non riesco a trovare la giusta distanza alla quale dovrebbe porsi chi “critica” un film.

Voglio bene a Lorenzo Sepalone e a tutti i suoi film, che mi hanno procurato emozioni forti, difficili da metabolizzare e da raccontare con il necessario distacco.

Così va a finire che arrivo sempre buon ultimo a parlare delle opere di Lorenzo.  Questa volta più che mai, perché, nel mentre metabolizzavo le emozioni e rimuginavo sulle sensazioni, su Ieri e Domani è stato scritto di tutto, ma soprattutto il cortometraggio ha vinto di tutto, all’Italia e all’Estero. Quattordici premi e riconoscimenti sacrosanti, che vanno al di là perfino del valore estetico dell’opera.

Sepalone ha conferito al cortometraggio una particolare ed originale dignità. Ne ha fatto quasi un genere. Il giovane autore foggiano ha dimostrato che i corti, se girati con anima, passione, professionalità e rigore, sono film. A tutti gli effetti.

Solitamente, chi muove i suoi primi passi nella settima arte, realizza questi film brevi come surrogato, un trampolino di lancio per farsi conoscere ed apprezzare nel mondo del cinema, e così approdare alla realizzazione dell’opera prima, il lungometraggio.

Ma non è il caso di Lorenzo Sepalone, che profonde così tanta passione e perfezione nei suoi lavori, e in quest’ultimo in particolare, da riuscire a fare, di un piccolo film, un grande film.

L’operazione è ancora più ardua, se si tiene conto che il marchio di fabbrica del cinema di Lorenzo è il minimalismo: piccole storie di vita ordinaria e quotidiana, insomma l’esatto contrario di quanto ci viene propinato dalle sale e dalle fiction televisive.

Ieri e Domani racconta una di queste vicende. Due vite che si sfiorano nel comune tragitto a bordo dell’autobus, senza mai incontrarsi veramente e senza intrecciarsi, più per caso che non per destino.

Nadia Kibout

Nadia (Nadia Kibout, attrice icona di Sepalone, stupenda come sempre, perfino nella cupezza cui il personaggio la costringe) è una donna vessata da un marito violento e malavitoso, che decide di riprendersi le redini della propria esistenza. Vito (Fabrizio Ferracane, che con la sua perfetta interpretazione ha conquistato il Premio Miglior Attore a Ivelise Cinefestival e all’Asti Film Festival) è un medico legale che fa i conti con il suo passato e con la nostalgia. L’incontro con una studentessa, propiziato da un libro, gli schiuderà nuovi orizzonti.

Il tutto viene raccontato con una partecipazione profonda, anzi con compassione, nel significato antico della parola che sta per soffrire assieme. Sepalone non prende parte, non si schiera. Ma soffre assieme ai suoi personaggi, con una carica ineffabile di umanità.

E questa è l’altra ragione per cui voglio bene a Lorenzo: la sua pulizia morale, la sua onestà intellettuale, la sua totale assenza di furbizia, in un mondo dove quasi sempre a far strada sono i furbi, quelli che s’accomodano, che strizzano l’occhio alla tendenza del momento.

In Ieri e Domani quest’assenza di furbizia si può toccare con mano, perché gli elementi chiave della  costruzione narrativa sono l’estetica e la bellezza. Senza ammiccamenti né trucchi, né effetti speciali, grazie soltanto al gioco della luce (solare) e ad una cura dell’inquadratura quasi maniacale.

Fabrizio Ferracane con Lorenzo Sepalone

Corroborato da un direttore della fotografia di raro spessore come Ugo Lo Pinto, Sepalone regala agli spettatori immagini di abbacinante bellezza di una Foggia insolita: il cosiddetto grattacielo della Spelonca, ma anche le scalinate dall’ospedale D’Avanzo e perfino gli autobus dell’Ataf vengono fotografati e ripresi in modo originale, diventando elementi fondanti del plot. Aspettare, salire, viaggiare sull’autobus diventa metafora delle fermate, attese e ripartenze, che sono in fondo gli elementi che accomunano i percorsi esistenziali dei due protagonisti.

Quel che colpisce del film (e che lo ha portato a straripanti successi nei festival di tutta Europa) è appunto lo sguardo nuovo di Sepalone, che non si riduce mai a puro estetismo: con tanta bellezza, con tanta luce, Lorenzo sembra voler dire, con quel suo modo di sussurrare, più che declamare o strillare, che la vita è prepotente e prorompente, e che bisogna sapersi separare dall’ieri, per costruire il domani.

Non c’è il classico lieto fine (la rottura con il passato costa a Nadia una scelta drammatica, e moralmente discutibile), ma alla fine la speranza di futuro ha la meglio sul grigiore del passato dei due protagonisti. E la luce, la speranza sconfiggono la volgarità: del marito-padrone di Nadia, del collega di Vito, sempre pronto a battutacce di cattivo gusto.

Alla prima, svoltasi ormai tanto tempo fa a Laltrocinema (ma un vantaggio per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane c’è, perché nel frattempo il film è uscito on line, e potete vederlo qui), sono stato praticamente in apnea per tutti i diciotto minuti di durata. Ogni secondo che passava, constatavo, non senza commozione, la raggiunta consacrazione artistica e professionale di Lorenzo.

Il cast è stellare, per un’opera splendidamente indipendente (prodotta dal Movimento ArteLuna, in collaborazione con Alfa Produzioni, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia e della Fondazione Monti Uniti di Foggia).

Vi ho già detto di Nadia Kibout e Fabrizio Ferracane. Bravi anche gli altri attori. La radiosa Francesca Agostini (già impegnata sul set dei fratelli Taviani) è la giovane studentessa, Vito Facciolla (già apprezzato nel ruolo del padrone ne La giornata di Pippo Mezzapesa) indossa i panni del marito di Nadia, Vincenzo de Michele (Tre tocchi di Marco Risi, Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido) interpreta il collega medico di Vito.

La musica è di un’altra icona sempre presente nelle opere di Sepalone: il grande Alessandro Pipino, anima dei Radiodervish, il convincente montaggio di Vito Palumbo, i costumi di Angela Tomasicchio.

Come già detto, Ieri e Domani ha riscosso un enorme successo di critica e di pubblico, facendo incetta di premi nei festival nazionali ed internazionali. Tra i più significativi, il Premio per la Miglior Regia al Film Festival Italian London Short Film Festival 2018 e al Salento Finibus Terrae 2017, i riconoscimenti alla miglior sceneggiatura ottenuti al Roma Film Corto 2017 e al festival Inventa un Film, il Premio Miglior Soggetto conquistato al festival Via dei Corti 2018. Proiettato in circa 50 festival, il cortometraggio è stato inoltre selezionato ai Nastri d’Argento e alla Mostra del Cinema di Venezia per il concorso I Love Gai Giovani Autori Italiani.

Lorenzo Sepalone è ormai qualcosa di più di una promessa per il cinema italiano: è una risorsa, una certezza.

Geppe Inserra

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Autore: Geppe Inserra

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