Capitanata, scrigno di bellezza

La puntata di Lettere Meridiane, trasposizione televisiva dell’omonimo blog, dedicata al rapporto tra Foggia e la sua provincia, straordinariamente ricca di bellezze paesaggistiche, naturali, storiche e culturale. Spesso si dice che Foggia non è una bella città – osserva Geppe Inserra, conduttore della trasmissione – ma non è vero, anche perché si trascura che Foggia è il capoluogo di una delle Province più belle e suggestive d’Italia”.

Comincia così il viaggio nel cuore della terra dauna e del suo passato. Nel corso del programma, le struggenti immagini del Gargano di un tempo, nelle foto di Rodolfo Longo, le immagini d’epoca di Manfredonia, custodite del Fondo Ester Loiodice e “colorizzate” con gli algoritmi di intelligenza artificiale e l’incanto della Fossa dei Greci, rione medievale di Accadia.
Condotta da Geppe Inserra, la trasmissione “Lettere Meridiane” va in onda tutti i giovani sul canale 272 di SharingTv, dopo il telegiornale delle 20.45. Guardate l’interessante puntata qui sotto.

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Autore: Geppe Inserra

1 commento su “Capitanata, scrigno di bellezza

  1. Caro Geppe,
    secondo me una città cresce e migliora quando riscopre la propria identità. Valorizzare la propria identità significa prendere consapevolezza della propria storia, delle proprie tradizioni, di ciò che unisce una comunità. Una città è bella se, prendendo atto della propria identità, dei propri limiti e delle proprie potenzialità, impara a pensarsi, a progettarsi. Foggia ha bisogno di questo. Ho sentito spesso fare discorsi simili a quello che si fa nell’articolo anche su Bari che “sorge al centro della Puglia, in posizione strategica per raggiungere sia Gargano che Salento”, questo è vero, come è vero che Foggia, tra i capoluoghi di provincia è la città più “vicina” al Gargano ma l’identità di un posto è l’identità di un posto, non quella di un posto vicino, soprattutto in una provincia vasta, estesissima, variegata e dalla significative distanze geografiche ed identitarie.
    Il mio augurio è che si impari a crescere ognuno rispettando la propria vocazione e le proprie identità. Dobbiamo imparare a riscoprire anzitutto ciò che siamo e siamo stati, ciò che vogliamo essere. Così sì che si cresce. Solo quando saremo consapevoli di un’identità NOSTRA e nella quale ci rivedremo riscoprendoci COMUNITA’ allora potremo essere anche più pronti a fare “rete” con le diverse realtà di una provincia (ammesso che le province resisteranno all’abolizione della quale si parla da anni) policentrica e obiettivamente poli-identitaria. Crederci è fondamentale. Grazie e buona giornata ai lettori di questo blog.

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