Ferrovie dello Stato, fuori tutto

C’era un tempo in cui il disimpegno da un territorio di un gruppo industriale veniva in qualche modo negoziato con le istituzioni locali e le forze sociali, tanto più se l’azienda in questione era pubblica.

Oggi per capire il destino di presenze nevralgiche come quelle delle Ferrovie dello Stato si devono leggere gli annunci economici che riguardano la vendita di quelli che erano una volta i capisaldi, gli avamposti, i gioielli di famiglia di quelle aziende.

Che tristezza. Quanta poca attenzione alle persone, alle loro vite.

Il “fuori tutto” delle Ferrovie dello Stato per ciò che riguarda il suo patrimonio immobiliare a Foggia e in provincia sta scritto alla pagina n.71 della “ricerca avanzata” del “portale vendite” di Ferservizi, l’azienda del gruppo delle Ferrovie dello Stato che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare.

Dati e cifre impressionanti, che se da un lato confermano un trend ormai in atto già da alcuni anni (il selvaggio e non negoziato disimpegno), dall’altro annunciano decisioni già prese da tempo (e non sempre rese note) che innescano devastanti effetti di ricaduta: come la messa in vendita della stazione di Manfredonia che suona come un autentico “de profundis” per il progetto del treno tram o del complesso industriale di Borgo Cervaro, destinato ad ospitare gli ex Magazzini approvvigionamento di FS, ma durato solo pochi anni.

L’ammontare complessivo è impressionante. Le vendite riguardano immobili e fabbricati per 215.360 metri quadrati e suoli per 54.560 metri quadrati per un valore complessivo stimato in quasi 6 milioni di euro: per la precisione, 5.828.050 euro.

Tra le vendite c’è di tutto: oltre alla già ricordata “ex” stazione di Manfredonia (con tutti i fabbricati ad essa connessi) e agli “ex” magazzini di approvvigionamento, i locali della “ex” Squadra Rialzo in via Montegrappa, a Foggia, l’intera stazione di Ripalta, l’ex cineteatro Ariston a Foggia che è anche il bene di maggior valore, con una stima di un milione e 700.000 euro, ma anche depositi seminterrati, appartamenti, locali commerciali. A Foggia e in Capitanata la presenza delle Ferrovie dello Stato si è ridotta ad una serie infinita di “ex”.

Tanto per dare un’idea si tratta di una superficie complessiva grande quanto la Fiat Mirafiori, pari a quaranta campi di calcio.

Ma la differenza è sostanziale: se la Fiat avesse deciso di smantellare Mirafiori, si sarebbe scatenato l’inferno. Invece il disimpegno delle Ferrovie dello Stato da Foggia e dalla Capitanata è avvenuto nel silenzio generale, senza colpo ferire. O quasi.

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Autore: Geppe Inserra

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