Forse partirono da Foggia gli aerei che affondarono il Rex

Il passato non può cambiare, ma la conoscenza che ne abbiamo sì. Cambia e si accresce grazie alla ricerca storica, ma anche grazie alla public history, ovvero al reperimento, alla condivisione ed alla messa in rete di materiali non convenzionali, come fotografie, filmati, testimonianze che riguardano il passato e, in un certo senso, lo illuminano.

Chi l’avrebbe mai detto che Foggia ha avuto un ruolo nella distruzione di quella leggenda del mare che stato il transatlantico Rex, immortalato da Federico Fellini nella memorabile sequenza di Amarcord? E chi avrebbe potuto immaginare che la cosa sarebbe venuta a galla non già durante durante un convegno di studi storici, ma grazie alla presentazione di TRANSATLANTICO REX – Nave n° 296, il bel documentario di Maurizio Sciarra?

La bella ed affollata serata promossa dalla fondazione Apulia Felix e dal circolo di cultura cinematografica Cinemafelix si è così arricchita di una “chicca”, inattesa e suggestiva.

L’intenso documentario di Sciarra utilizza, in un riuscitissimo montaggio, immagini d’archivio, materiali d’epoca e testimonianze che consentono un approfondito viaggio nel mito del Rex.

È impressionante come il transatlantico per eccellenza, ad oltre settant’anni dal suo affondamento, continui a suscitare emozioni e passioni, conservando intatto il suo fascino. E come alcuni capitoli della sua storia siano ancora da scrivere o, almeno, da approfondire. L’opera di Sciarra riesce assai bene nell’intento di dare nuova luce alla storia del Rex.

Tra i diversi appassionati interpellati dal regista, figura un designer che si è messo in contatto con l’equipaggio di uno dei Beaufighter che parteciparono alla incursione. Gli aviatori facevano parte del 272° Squadron della Raf e,  stando a quanto hanno riferito  all’appassionato di storia del Rex che li ha contattati, provenivano dalla Puglia. Se le cose stanno così, la base di partenza non poteva che essere uno degli scali del Foggia Airport Complex, conquistato circa un anno prima dagli Alleati.

Le fonti sono concordi nell’indicare che il 272° Squadron operò effettivamente a Foggia. Ma, come si legge nel dettagliato volume di Roy Conyers Nesbit, The Armed Rovers: Beauforts and Beaufighters Over the Mediterranean, il reparto si sarebbe trasferito  nel capoluogo dauno – nel campo Celone o più probabilmente proprio nella base principale, il Gino Lisa – soltanto il 15 settembre del 1944, mentre l’attacco decisivo al transatlantico che aveva fatto sognare il mondo venne sferrato l’8 settembre, una settimana prima. Ha ragione lo studioso britannico, o la memoria del pilota che partecipò all’incursione?

Il gigante del mare, orgoglio dell’Italia di allora, era da tempo l’oggetto proibito del desiderio delle forze aeree alleate. Il 12 maggio del 1938, due anni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, in una mattinata caratterizzata da un forte maltempo, tre B-17 dell’Air Force statunitense avevano intercettato il Rex in pieno oceano, a circa 1.300 chilometri da New York. Si era trattato di un’azione pacifica e dimostrativa, largamente pubblicizzata, che aveva lo scopo di ribadire l’autonomia dell’Air Force rispetto al resto dell’esercito USA. I tre velivoli si erano limitati a volare attorno al transatlantico. Via radio, scherzosamente, il comandante del Rex aveva invitato i piloti a “scendere a pranzo”, mentre i passeggeri si erano radunati sui ponti per salutare festosamente gli equipaggi degli aerei.

Ben diversamente sarebbero andate le cose in quel fatale mattino dell’8 settembre 1944.

Il Rex è finito sepolto dal mare per distruggere il mito che rappresentava, quel mito che ha ispirato Federico Fellini.

La guerra, si sa, aborrisce la poesia.

G.I.

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Autore: Geppe Inserra

1 commento su “Forse partirono da Foggia gli aerei che affondarono il Rex

  1. Ciao Geppe.
    Il Rex venne affondato da Beaufighters partiti la mattina dell’otto settembre da Falconara, vicino Ancona, arrivati lì il giorno prima da Borgo, Corsica.
    Fonte:”The Armed Rovers: Beauforts and Beaufighters Over the Mediterranean” di Roy Conyers Nesbit.

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