La carta della Capitanata “ispirata” dall’abate Galiani

Da quando la Capitanata si è ridotta ad una espressione geografica, dopo la nefanda e nefasta legge che ha soppresso le Province, mi piace ancora di più guardare e collezionare antiche mappe digitali.

Per decantare l’irrisolta importanza di questa terra non occorrono complessi saggi di sociologia: basta la geografia.

So che la mia passione è condivisa da tanti amici e lettori di Lettere Meridiane che dunque gradiranno la pubblicazione della rara carta “La Capitanata e le Isole Tremiti – tratta dalle Carte del signor Rizzi Zannoni (1783)”. Una bella carta, che ha dietro di sé una storia che riguarda direttamente la Capitanata. Ve la racconto più avanti. (L’immagine che illustra il post è soltanto un particolare della carta, che potete vedere e scaricare con la modalità che indico alla fine).

All’epoca, la provincia di Foggia aveva una estensione decisamente maggiore di quella odierna. A nord, si estendeva fino a Termoli, comprendendo anche Ururi e Larino. Ad est, accorpava anche Montaguto, ma non Accadia e Rocchetta Sant’Antonio. A sud i suoi confini si estendevano ben oltre l’Ofanto, fino a Lavello e Canosa.

La carta venne pubblicata nel terzo tomo dell’ “Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai piu celebri e piu recenti geografi. In Venezia 1785 presso Antonio Zatta, con privilegio dell’eccel.imo Senato” di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni.

L’atlante è una ponderosa opera in 4 tomi con incisioni di Giuliano Zuliani e Marco Alvise Pitteri.

Giovanni Antonio Rizzi Zannoni è stato uno dei più noti e prolifici cartografi e geografi italiani del periodo sette-ottocentesco.

Di origine veneta, viaggiò molto, e intraprese all’estero, precisamente in Polonia, la sua attività di cartografo.

Ma veniamo al rapporto con la Capitanata. A Parigi Zannoni conobbe Ferdinando Galiani, l’economista originario di Lucera citato da Marx ne Il Capitale, con cui strinse profondi rapporti.

È molto probabile che sia stato proprio l’effervescente abate illuminista che fece innamorare i parigini, ad ispirare la carta che oggi regaliamo ad amici e lettori di Lettere Meridiane.

Come si legge su Wikipedia,  “Galiani aveva trovato un gruppo di pergamene, riguardanti il Regno di Napoli e di Sicilia, fatte disegnare da Alfonso I a metà del Quattrocento e poi trasferite in Francia da Carlo VIII verso la fine di quello stesso secolo, ricavate verosimilmente da rilevazioni censuarie. Queste pergamene, copiate di nascosto dal Galiani, permisero a Rizzi Zanoni di comporre la “Carta Geografica della Sicilia prima o sia Regno di Napoli”, in quattro fogli.”

Potete vedere o scaricare la carta, in alta risoluzione, cliccando qui.

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Autore: Geppe Inserra

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