Se anche gli oratori si arrendono…

Anche gli oratori foggiani issano bandiera bianca di fronte all’inciviltà, al vandalismo, alla protervia che purtroppo si diffondono a macchia d’olio anche nei giovanissimi.
Perfino quello di San Michele, da sempre presidio di accoglienza, di solidarietà, di partecipazione, di socializzazione. E di legalità: perché lo stare insieme civile, è il fondamento di una comunità che voglia vivere nella legalità.
Su indicazione della Questura, il Parroco è stato costretto a limitare drasticamente il “gioco libero” nelle strutture dell’oratorio stesso, consentendo l’accesso solo agli “iscritti al catechismo, alle associazioni o gruppi dell’Opera,” e “solo in concomitanza con le attività organizzate dal proprio gruppo”.
La scelta si è resa necessaria dopo una serie di episodi di bullismo ai danni di ragazzi che frequentano l’oratorio, ma anche di anziani e di disabili, per contenere i quali era dovuta spesso intervenire la polizia.
Si tratta di un segnale perfino peggiore di quelli che vengono quotidianamente lanciati dalla cronaca nera.
L’invivibilità ha raggiunto a Foggia livelli drammatici. E il fenomeno non riguarda più soltanto l’estrema periferia strutturalmente degradata e alienata. Chiudere gli occhi significa fare peggio degli struzzi.
San Michele è una parrocchia del centro, da sempre punto di riferimento per le sue attività ecclesiali, sportive, culturali, civili.
Si dice spesso che la strategia di lotta alla criminalità passa non soltanto per la repressione, ma attraverso la prevenzione: stare insieme civilmente, giocare insieme, pregare insieme, com’è nello spirito dell’oratorio, è un argine alla disgregazione e al degrado sociale.
Se anche questi presidi sono costretti a issare la bandiera bianca, siamo veramente alla frutta.

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Autore: Geppe Inserra

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