Quando il treno fermava ad Arpi

Il web non smette mai di stupirmi, e ogni tanto mi regala deliziose “chicche” che mi piace condividere con amici e lettori di Lettere Meridiane. Prima di imbattermi nell’immagine che illustra il post, scovata on line in uno dei siti che vendono cartoline, onestamente non sapevo che anticamente esistesse una stazione ferroviaria intitolata ad Arpi, la città appula progenitrice, secondo la tradizione, di Foggia. E invece, eccola qui.

Sorgeva lungo la ferrovia adriatica, tra Foggia e San Severo, e coincideva con l’attuale stazione di Rignano Garganico Scalo. 

È facile accertare che la stazione di Arpi costituisca l’antica denominazione dell’attuale stazione di Rignano Garganico consultando Google Books.

Lo scalo si trova elencato nei “raddoppiamenti di binari attivati, in esecuzione e approvati nell’anno finanziario 1924-25” nella Relazione delle Ferrovie dello Stato per l’anno finanziario 1925. La pubblicazione consente pure di identificare con precisione la collocazione dello scalo: al km 517+600 della linea Ancona- Foggia. I progetti di raddoppio compresi nel documento riguardano sia la tratta San Severo-Arpi che la tratta Arpi-Foggia. I lavori vennero eseguiti abbastanza celermente.

Nel Bollettino ufficiale delle Ferrovie dello Stato pubblicato nel 1927 dall’allora Ministero delle Comunicazioni, si ha notizia dell’indizione della gara d’appalto per il “raddoppio del binario fra le stazioni di S.Severo ed Arpi”, autorizzato qualche anno prima (importo a base d’asta 516.000 lire).

Quando il 9 novembre 1863 il re Vittorio Emanuele II inaugurò la Pescara-Foggia con un viaggio in treno sulla nuova linea, passò per la stazione di Arpi. Una chicca storica che torna alla luce grazie ad una preziosa cartolina.

Sotto l’immagine originale, restaurata digitalmente. Sopra, l’immagine colorizzata grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale profonda sviluppati da Gustav Larsson, Michael Maire e Gregory Shakhnarovich. Potete scaricarle in alta risoluzione cliccando sui collegamenti qui sotto:

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Autore: Geppe Inserra

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