Buon compleanno, Geppe Inserra (di Antonio Del Vecchio)

Buon compleanno a Geppe Inserra!

Il riferimento non è all’età, bensì alla sua professione di giornalista di lungo corso. Un ‘attività, quest’ultima, che senza interruzione alcuna ha esercitato, infatti, per 40 anni. L’anniversario cade domani, domenica 13 ottobre, data della sua iscrizione all’albo dei giornalisti di Puglia, comprendente allora anche la Basilicata, avvenuta appunto nel 1979.
Classe 1954, studi classici e laurea in Filosofia, a quel tempo egli faceva parte della redazione foggiana di Puglia, diretta da Luca Cicolella. Di lì a poco sarebbe passato a La Gazzetta del Mezzogiorno, e fu proprio là che ci conoscemmo.

Una mattina fu lui ad aprirmi la porta dell’ufficio situato al III piano del noto Palazzo dell’Acquedotto. Per me era il primo giorno di attività quale corrispondente da Rignano Garganico, seppure residente in città da alcuni anni. Dopo avermi salutato, Geppe mi accompagnò subito dal capo-redattore, Anacleto Lupo, che mi accolse con grande cortesia. Lo conoscevo da qualche tempo, essendo lui un frequentatore assiduo del Crsec di Via Manzoni. Era stato lui a sollecitarmi di scrivere qualcosa per il giornale. Gli consegnai il mio primo dattiloscritto riportato sulla tipica carta intestata. Una trentina di righi in tutto.

Il mio interlocutore lo lesse di un fiato e si compiacque, dicendomi in tono confidenziale: “Benissimo, allungalo di cinque righi”. Quindi, mi accompagnò sino alla sala grande, dove appunto stava Inserra e gli altri collaboratori, e mi indicò la macchina da scrivere poggiata sull’apposito scranno. L’emozione mi prese da cima a fondo. “ È una parola – dissi a me stesso- come posso scrivere altri righi, se ho detto già detto tutto?” Stetti fermo per un po’, ma poi rileggendo l’articolo, aggiungevo questo o quell’aggettivo. Precisavo e integravo. Insomma, in pochi minuti, approntai l’articolo nella sua versione definitiva.

Il capo fu contento e seduta stante lo mise nell’apposita busta “fuori sacco” in partenza straordinaria, via treno, per Bari. L’articolo era intitolato “Rignano, paese delle vedove!” . In esso si parlava di un motto affibbiato al paese dalla tradizione per via della morte prematura di uomini e mariti, impegnati a fare su e giù dalla collina per raggiungere il luogo di lavoro nella piana sottostante. Questi ultimi, dopo aver salito a piedi la montagna, arrivavano in cima sudati e stracchi. Per cui era inevitabile il colpo d’aria e il conseguente attacco di bronco-polmonite. Allora non c’era ancora la penicillina e dopo tre giorni te ne tornavi immancabilmente al Creatore.

In quei giorni mi era stata recapitata a casa una tesi di laurea sull’andamento demografico locale negli ultimi due secoli. Leggendo i dati , scoprii a primo acchito che il numero delle vedove era di molto superiore a quello dei vedovi. Il tutto coincideva, dunque, con il contenuto del motto in questione.

L’articolo ebbe successo pieno, anche perché fu illustrato da una fotografia riportante un gruppo di donne vestite di nero. Si trattava di una foto di archivio, ma i lettori, che non lo sapevano, intravedevano in esse questa o quest’altra compaesana. Ecco che ti fa un racconto veritiero…!

Cominciò così la mia attività di giornalista. Ricordo che allora erano attivi in redazione , oltre a Geppe, Alfredo De Michele, Gianfranco Sammartino, Ernesto Tardivo, Franco Russo (futuro direttore della testata, operava nella redazione barese, quale inviato speciale, e spesso si vedeva in redazione ), Lello Vecchiarino (col quale scrivevo su Stampa di Puglia di Walter De Ninno), Filippo Santigliano e tanti altri, dei quali diventai da subito amico.

Sono passati anche per me quarant’anni. Di essi, una trentina li ho trascorsi in continuità presso La Gazzetta e successivamente presso altre testate nazionali, a parte gli innumerevoli periodici da me diretti. Tre anni dopo anch’io approdai all’albo professionale, con la cartella “artistica”, anzi con il cartellone, contenente articoli pubblicati esclusivamente sul quotidiano regionale. Ciò accadde il 23 novembre 1982.

In occasione della presentazione della domanda di iscrizione, fui accompagnato a Bari dallo stesso Lupo. Trascorsi una giornata bellissima ed emozionante. Grazie a lui, ebbi modo di conoscere e stringere amicizia con il presidente dell’Ordine, Oronzo Valentini, padre di Giovanni, il futuro direttore di Repubblica, che apprezzò tantissimo i miei articoli. Al ritorno passammo a visitare lo scultore Antonio Di Pillo, attivo in quel di Trinitapoli, ma di questo mi riservo di raccontare di più in altra occasione.

Sempre di Geppe ricordo il conferimento e ritiro de il Premio Gargano, avvenuto in quel di Vieste (Pizzomunno). Intervenni alla cerimonia come assessore della Comunità Montana del Gargano. Essendo un abile e colto affabulatore, il festeggiato, a differenza di me, ha avuto una brillantissima carriera non solo nel campo della carta stampata, ma anche in quello televisivo e poi nel Cinema, con i suoi originali corto e lungometraggi. Ultimamente ha sfondato anche nel Web. Lo ha fatto con Lettere Meridiane, la testata online più letta e completa della provincia di Foggia, grazie con al suo fornito archivio sulle memorie patrie, che solo lui ha saputo strappare all’oblio e tramandarle con il suo raffinato e comunicativo linguaggio, fatto sì di parole semplici e comprensibili da parte di tutti, ma condito di tanto in tanto di parole nuove rilevate dal suo vasto vocabolario personale, arricchitosi nel corso del tempo, grazie ai suoi approfonditi studi ed esperienze sul campo.

Con Geppe ho avuto tante conoscenze ed amicizie comuni. Tra l’altro: oltre al citato Lupo, Michele Protano, politico socialista e presidente della Provincia di lungo corso (anche medico curante della mia famiglia); Matteo Fusilli, uomo politico, fondatore e quindi presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giuseppe Normanno, esperto di cinema e tanti altri, di cui sarebbe lungo fare il discernimento e la conta.

Geppe ha scritto una vera e propria enciclopedia di articoli vari ed ha in conto una consistente produzione letteraria e di testi scritti e video in materia cinematografica. Alcuni di essi hanno avuto una eco anche a livello azionale. Come me è stato uomo pubblico, sia come eletto, sia come dipendente e dirigente di lungo corso alla Provincia. Per quanto mi riguarda ho esercitato funzioni similari, prima nella Società Umanitaria e poi alla Regione Puglia (animatore e responsabile Crsec distrettuale), al Comune di Rignano e soprattutto alla Comunità Montana del Gargano, dove ho ricoperto la carica di assessore alle OO. e LL.PP. A differenza di me è stato anche un apprezzato dirigente sportivo, avendo presieduto per molti anni la Pugilistica Taralli, il sodalizio pugliese che ha vinto di più nella noble art.

Non mi resta che augurare a Geppe altri cent’anni di impegno professionale nel giornalismo e nella cultura, indispensabile per risollevare la nostra Capitanata dalla crisi profonda in cui è avviluppata ed avviarla verso la crescita in ogni campo dello scibile e dell’economia. Ad Maiora.

Antonio Del Vecchio

*  *  *

Che dirti, caro Antonio, amico mio. Effettivamente di cose insieme ne abbiamo fatte proprio tante. Mi hai commosso e ti ringrazio molto. Colgo l’occasione per ricordare ad amici e lettori di Lettere Meridiane che festeggerò il quarantesimo anniversario della mia iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, domani, con un evento virtuale, consistente nella distribuzione dell’ebook Parlare al vento – Appunti, frammenti, racconti, testi e ipertesti sulla comunicazione. Per ricevere l’ebook iscriversi all’evento cliccando su “parteciperò” o su “mi interessa”. Trovate la relativa scheda a questo link

Geppe Inserra

[Nella foto che illustra il post, Geppe Inserra quando dirigeva l’Ufficio Stampa della Provincia, assieme al grande Presidente, Michele Protano]

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Autore: Carlo Inserra

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