La storia che vive e che pulsa dentro le donne

Le donne sono storie, e storia. Storia che vive, che pulsa. Bell’appuntamento, quello in programma domani, 16 dicembre, alle 17 presso la libreria Ubik a Foggia.

Stefania Tarantino, docente di Filosofia contemporanea di Napoli e musicista,  presenterà  il libro La spirale del tempo – Storia vivente dentro di noi, a cura della Comunità di storia vivente di Milano,  edito da Moretti e Vitali.

Interverranno  Marirì Martinengo Laura Minguzzi, coautrici, della comunità di storia vivente di Milano e  Rosy Daniello, Adele Longo e Katia Ricci, coautrici, della comunità di storia vivente di Foggia.

Il libro,  formato da  dieci racconti e tre testi teorici, propone un metodo trasformativo di indagine storica che muove dalla individuazione di un nodo irrisolto di chi narra la storia. 

È un modo nuovo di fare storia da parte di donne, diverso dalla storiografia tradizionale, che cerca l’oggettività  dei fatti e dei documenti.

La storia vivente, invece, contiene l’esperienza della storica, il suo sentire profondo. È un’invenzione di Marirì Martinengo che nel suo libro La voce del silenzio (ECIG, Genova 2005) scrive: “C’è una storia vivente, annidata in ciascuna/o di noi, costituita di memorie, di affetti, di segni nell’inconscio.”

E  scrive Marina Santini: “La storica o lo storico, portando allo scoperto il proprio sentire  lo pone all’origine del fare storia e si trasforma. Spiegherà e scriverà una storia modificata che non abbia più, per esempio, come orizzonte la guerra o la sua assenza, lo schema vincitori/vinti, ma che apra a un ordine nuovo di rapporti, l’ordine simbolico della madre, dove non siano estranei amore e relazione, redenzione e riscatto, non solo odio e vendetta”.

Nella sua recensione per la rivista Leggendaria così Stefania Tarantino: ”Tale visione della Storia è sotto tanti aspetti, comune anche alla filosofa spagnola Maria Zambrano la quale sapeva che per essere veramente umana, la Storia deve discendere fin nei luoghi più segreti dell’essere, fino a quelle che la sua lingua, con la sua bellezza, denomina appunto, las entranas, le viscere.  Se non si compie questa discesa non solo nella storia personale ma anche in quella collettiva, l’ingiustizia del passato e i suoi fantasmi torneranno sempre sotto forma di tragedia.”

Dunque storia vivente e storia tradizionale non sono complementari, né in opposizione, ma sono semplicemente due storie diverse, sia nei contenuti che nei modi di fare storia.

In ognuno dei racconti  de La spirale del tempo il documento storico è la storica stessa, il suo vissuto “che ha lasciato tracce visibili e invisibili nel corpo e nell’anima”, ascoltato, riattraversato e narrato nella relazione di fiducia con le altre allo scopo di riscattare il passato della vita personale e collettiva.

Da non perdere. Domani, 16 dicembre, alle 17, presso la libreria Ubik a Foggia.

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Autore: Geppe Inserra

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