Ecco la mappa del terremoto del 20 marzo 1731

Duecentottantanove anni fa, alle ore 9 del 20 marzo 1731, si verificò il disastroso terremoto che distrusse la città di Foggia. Sono tante le fonti storiche su quel tragico evento, ma, a conferma che possiamo sempre accrescere le nostre conoscenza del passato, per gli appassionati di storia locale, c’è una interessante novità.

Il Laboratorio avanzato di sismologia storica ha rinnovato il sito web del Catalogo dei forti terremoti in Italia (Guidoboni E., Ferrari G., Mariotti D., Comastri A., Tarabusi G., Sgattoni G., Valensise G. (2018) – CFTI5Med, Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (461 a.C.-1997) e nell’area Mediterranea (760 a.C.-1500). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). doi: https://doi.org/10.6092/ingv.it-cfti5). Già in passato il Catalogo si segnalava per la sua completezza, fornendo dati puntuali e dettagliati di ciascun terremoto storico: il data base del Laboratorio ne comprende 1167, in un intervallo temporale che va dai 461 a.C. al 1997.

La nuova interfaccia web, completamente geoferenziata, offre un eccellente compendio, anche visivo, degli effetti del sisma.

L’immagine in alto, all’inizio del post, evidenzia l’epicentro (indicato dalla freccia con il bordo rosso) e le località coinvolte nel terremoto del 20 marzo 1731, che interessò una vasta area che si estendeva da Roma a Lecce, passando per Napoli e Bari.

Qui sotto trovate la stessa cartina, più grande, che illustra nel dettaglio le località maggiormente colpite. In quelle contrassegnate dal quadratino di colore cremi (Foggia e Cerignola) l’intensità del sisma è stata stimata nel IX grado della scala Mercalli. La legenda in basso a sinistra indica come vanno interpretati i diversi colori con cui sono contrassegnati i quadratini. Per guardarla alla massima risoluzione, cliccate sull’immagine.

L’epicentro è stato localizzato in una zona distante 27 chilometri da Foggia e 12 da Cerignola, nelle campagne tra Stornara e Stornarella.

“A Foggia e a Cerignola – si legge nella pagina che il Catalogo dedica al terremoto occorso nel Foggiano  la scossa ebbe gli effetti più gravemente distruttivi. Danni gravi ed estesi si ebbero anche nei centri di Canosa di Puglia, Orta Nova, Tressanti, Ascoli Satriano, Molfetta e Orsara di Puglia, posti in una regione delimitata a ovest dalle propaggini orientali dei rilievi irpini e dalle colline del melfese, e a est dal promontorio garganico e dal mare Adriatico. In molti centri della Capitanata e della fascia costiera adriatica il terremoto causò lesioni negli edifici, in qualche caso gravi. I risentimenti interessarono tutta la regione pugliese, dal promontorio del Gargano fino a Lecce, e gran parte dell’Italia centrale e meridionale, da Roma a Napoli”.

La tabella che potete vedere qui a fianco illustra l’intensità della scossa nei comuni che furono maggiormente colpiti, le coordinate geografiche e la distanza in chilometri dall’epicentro.

Collegandosi alla pagina, e cliccando sui quadratini colorati, si ottiene il dettaglio delle conseguenze dell’evento nella città o nel paese interessato.

Per quanto riguarda Foggia, si legge: “Il terremoto fu completamente distruttivo e causò il crollo completo di più di un terzo degli edifici lesionando gravemente i rimanenti. Nella chiesa madre si registrarono crolli parziali e lo stesso avvenne nei monasteri dell’Annunziata e di Santa Chiara e nella chiese di Gesù e Maria, San Tommaso Apostolo, San Lazzaro, San Marco e Sant’Angelo. Crollò il palazzo che ospitava la Dogana della mena delle pecore e gran parte degli edifici rurali e delle masserie sparse nelle campagne prossime alla città. Il convento di San Francesco fu completamente distrutto. Nella città morirono sotto le macerie più di 500 dei 15000 abitanti. Crolli generalizzati si verificarono negli edifici rurali posti nelle vicinanze della città.”

Anche a Cerignola, “il terremoto fu distruttivo e causò crolli in tutti gli edifici sacri e l’apertura di gravi lesioni in tutti i fabbricati. Crollò in parte il conservatorio di S.Maria della Mercede, il palazzo ducale e il tetto della chiesa dei Carmelitani; morirono 7 persone”.

L’evento sismico fu tanto violento che interessò anche il mare Adriatico.

A Siponto, scrivono i redattori del Catalogo “alcuni pescatori osservarono un violento moto ondoso che quasi rovesciò le barche, nonostante non ci fosse vento.

L’episodio è tratto da Mallet R., Third Report on the Facts of Earthquake Phaenomena (Catalogue of recorded Earthquakes from 1606 B.C. to A.D. 1850), in “Report of the British Association for the Advancement of Science”, London, ed è indicato con il quadratino di colore verde sulla mappa.

Vittime si registrarono anche a Manfredonia, dove “la scossa fu molto forte e causò lesioni nella facciata del Duomo; presso la città crollò totalmente la masseria Tre Santi dei Certosini, causando la morte di un monaco e di 17 giovani che vi lavoravano”.

La scossa del 20 marzo fu seguita da repliche nei giorni successivi: il 21 marzo , alle 14, una lieve, il 22 alle 12, un’altra piuttosto forte, che venne sentita anche a Barletta, il 24 alle 8, un’altra lieve, e ancora, il 29. Il tragico terremoto innescò un autentico sciame sismico che si protrasse per un anno. La terra continuò a ballare e a provocare vittime: citando il Perrey, Baratta (Baratta M., I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana. Torino 1901) scrive che “al 17 aprile erano già state avvertite 50 repliche maggiori con la morte di 3600 persone.” Altre scosse si registrarono ad ottobre, il 15 e il 17.E non è ancora tutto.  “Nelle ore antimeridiane del 30 dicembre – scrive sempre Baratta – un’altra replica assai intensa costrinse gli abitanti di Foggia ad uscire dalle baracche; per effetto di tale commozione tellurica suonarono da per sé le campane: non si produssero ulteriori danni. Nei mesi di gennaio, di febbraio e di marzo 1732 si avvertirono altre repliche.”  

Il livello di dettaglio del Catalogo è impressionante. Di ciascun episodio viene citata la fonte, e fornito il rinvio alla fonte stessa, in formato digitale.

Quanti vogliano approfondire l’argomento qui sotto alcuni link utili, disponibili sul già citato, ottimo Catalogo.

LINK DI APPROFONDIMENTO

1) Baratta M., I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana (ristampa anastatica, Sala Bolognese 1979). Torino   Pdf del testo trascritto  Link alla scansione del testo
2) *, Distinta Relazione dell’orribile tremuoto accaduto in quasi tutto il Regno di Napoli, mà col danno maggiore nella Città di Foggia nella Puglia, con il miracoloso portento dello scoprimento della Sacra Imagine di Maria Santissima dell’Assunta, adorata in Foggia sotto il titolo di Icona vetere, con la notizia della invenzione di detta Sacra Imagine, & altri portentosi successi. Napoli   PDF_del testo trascritto
3) *, Racconto di varie notizie accadute nella città di Napoli dall’anno 1700 al 1732, in “Archivio Storico per le Province Napoletane“, a.31, pp.428-508, 693-736; a.32, pp.132-181, 378-426, 587-635, 798-840. Napoli   PDF_del testo trascritto.

Facebook Comments

Autore: Geppe Inserra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *