Il cinema che sorride di Alessandro Valori

Scherzando via whatsapp con l’ispiratore di questa rubrica, ovvero Lorenzo Sepalone, ci siamo detti che stiamo quasi quasi rifacendo il Festival del Cinema Indipendente di Foggia, seppure virtualmente. Nadia Kibout, Francesco Colangelo, Alessandro Grande… e gli altri che verranno. Tra i più assidui frequentatori della rassegna c’è stato Alessandro Valori, che da qualche mese non è più con noi. È stato tra i registi più presenti, fin dalla sua opera prima Radio West, che scrisse con Francesco Colangelo e Marco Bellocchio, e che segnò l’esordio cinematografico di Pietro Taricone propiziando l’incontro tra l’ex divo del Grande Fratello e Kasia Smutniak, coprotagonista del film, che sarebbe divenuta la sua compagna di vita.

Di Alessandro ricorderò sempre la sua straordinaria affabilità, il sorriso con cui affrontava anche le occasioni più negative, e il sorriso che attraversa i suoi film. Per una curiosa coincidenza del fato, proprio al Festival  di Foggia, è stato “vittima” di due bizzarri episodi negativi, che ha affrontato con la bonomia e la serenità che sono stati il suo tratto distintivo.

La proiezione di Radio West a Orta Nova ha segnato il record negativo di presenze del Festival: solo quattro spettatori in sala. La circostanza non scoraggiò Alessandro, che partecipava all’incontro con il pubblico, assieme a me e a Francesco Colangelo, tanto più che mentre scorrevano i titoli di coda, venimmo redarguiti da una spettatrice perché conversavamo a bassa voce sul film. Il dibattito prese le mosse proprio da quell’episodio, dalla partecipazione emotiva manifestata da quella spettatrice, che non voleva (giustamente) essere disturbata neanche durante i titoli di coda. Valori e Colangelo dissero che era stato il rimprovero più bello che avevano ricevuto nella loro vita.

Il secondo episodio si verificò qualche anno più tardi a Laltrocinema, in occasione della presentazione di Chi nasce tondo, film bello, solare (valutazione 4,6/5 su Coming.soon), una delle migliori performance di Valerio Mastandrea, che del film è anche sceneggiatore assieme allo stesso Valori.

Nonostante fosse nuovo di zecca, il dvd inviato dall’Istituto Luce al responsabile della proiezione, l’indimenticabile don Paolo Cicolella, risultò difettato e privo di un episodio. Pur ovviamente contrariato dall’accaduto, Valori non si scompose: chiese scusa al pubblico e raccontò con dovizia di particolari la parte mancante.

Alessandro è stato un amico della Capitanata. Ha fondato e diretto per alcuni anni, assieme all’amico inseparabile Francesco Colangelo (il sodalizio artistico tra i due si sarebbe successivamente interrotto, ma senza che venisse mai meno la profonda amicizia che li legava) il Bovino Independent Short Film Festival.

I suoi due ultimi film, Come saltano i pesci e Tiro Libero hanno segnato una svolta nella cinematografia di Alessandro: il tratto dolce-amaro che aveva caratterizzato le sue opere precedenti lascia il passo ad una dichiarata speranza, alla solidarietà, ai buoni sentimenti, alla fede. È stato determinante l’incontro con Simone Riccioni, protagonista di entrambe le pellicole e  produttore della seconda.

Per la rubrica #iorestoacasa e guardo il cinema indipendente, mi piace proporvi due cortometraggi di Alessandro Valori, entrambi sul cinema, che rivelano anche il suo modo divertito ma appassionato, con cui intendeva la settima arte. Il cinema lo faccio io è stato presentato al Festival del Cinema di Roma del 2012 nella sezione Prospettive Italia. Un regista (Pier Giorgio Bellocchio), uno sceneggiatore (Pierpaolo Piciarelli) e un attore (Adano Dionisi) sono impegnati nei sopralluoghi per la realizzazione di un film sull’infanzia di Cicerone, che inseguono da anni, tirando la cinghia. Una storia come tante nel cinema italiano, che sembra concludersi con l’ennesima delusione. Il produttore comunica che non finanzierà il film. Nonostante il diniego il regista lavora febbrilmente allo story board. Di che si tratterà? I compagni sbirciano e si rincuorano: “funzionerà”. L’idea del regista funzionerà veramente, questa volta, ma in un finale del tutto a sorpresa.

Eccomi è il racconto autobiografico di Simone Riccioni, attore e produttore degli ultimi cortometraggi di Alessandro Valori. Simone, o meglio “Otim”, è un bambino italiano nato e cresciuto in Africa fino ai sette anni e poi amaramente catapultato in Italia per volere dei genitori. Tutte le certezze, convinzioni e abitudini saranno messe a dura prova, in quanto si accorgerà a sue spese che l’Italia non è l’Africa. Deciderà però di continuare a pedalare sulla bicicletta: anche quando tutto sembra perduto bisogna continuare a pedalare, perché niente può mettersi tra una bicicletta e la sua meta. La meta di Simone Riccioni sarà proprio il cinema.

Trovate sotto i link ai due cortometraggi e, di seguito, gli episodi finora pubblicati de #iorestoacasa e guardo il cinema indipendente.

IL CINEMA LO FACCIO IO, di Alessandro Valori. Con Pier Giorgio Bellocchio, Adamo Dionisi, Pier Paolo Piciarelli. (2012)

ECCOMI di Alessandro Valori, con Simone Riccioni (2014)

#IORESTOACASA E GUARDO IL CINEMA INDIPENDENTE

I EPISODIO | Lorenzo Sepalone, il cinema in punta dei piedi

II EPISODIO | La forza delle donne contro la violenza che vela le ali (NADIA KIBOUT)

III EPISODIO |Alessandro Grande, cinema indipendente da Oscar

IV EPISODIO | Francesco Colangelo, quando il cinema indipendente vuol dire qualità

V EPISODIO | Quando Giovanni Falcone era “U muschittieri” (VITO PALUMBO)

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Autore: Geppe Inserra

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