Il Gargano selvaggio e incontaminato di novant’anni fa nelle foto di Rodolfo Longo

Com’era il Gargano, prima che venisse investito del boom turistico? Selvaggio, incontaminato, di una incomparabile bellezza esotica. Vi piacerebbe poter viaggiare nel tempo, e ammirarlo, in tutta il suo magico incanto? Accomodatevi in poltrona, e sarete serviti.
Negli anni Trenta dello scorso secolo, il documentarista foggiano Rodolfo Longo scattò una serie di fotografie ai posti più suggestivi della Montagna del Sole, che cominciavamo ad affacciarsi ad una possibile valorizzazione turistica grazie al collegamento ferroviario che aveva emancipato il promontorio dalla sua condizione di “isola”. Non è un caso che la “vaporiera” ricorre spesso nelle immagini, che si soffermano in modo particolare sui posti e sulle località più vicini alla strada ferrata: San Menaio, la baia di Calenella, Monte Pucci, la pineta Marzini.
Più che un’artista, Longo era un documentarista. Le sue fotografie garganiche sono finite nel Fondo Ester Loiodice, custodito dalla Biblioteca Provinciale di Foggia. Chissà che non siano state commissionate al  fotografo proprio dall’etnologa foggiana, che in quegli anni fondava la sezione Tradizioni Popolari del Museo Civico di Foggia, e che era probabilmente interessata ai cambiamenti che andavano profilandosi grazie alla tecnologia.
Ho riunito le foto, le ho restaurate digitalmente e le ho “colorizzate” montandole  assieme, nel video che potete guardare qui sotto.
Spero che vi piaccia. Se siete interessati a ricevere le foto mostrate nel filmato, fatemelo sapere commentando il post, o scrivendo un messaggio alla pagina facebook di Lettere Meridiane.

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Autore: Geppe Inserra

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