Incredibile: Foggia fuori anche dalla Via Sveva e dalla Via Dauna

Errare è umano, perseverare è diabolico. Che Foggia sia stata esclusa dalla Regione Puglia dall’itinerario della Via Francigena-Micaelica è notizia ormai di qualche mese.

Che venga fatta fuori perfino dalla Via Sveva e dalla Via Dauna è qualcosa che non si può proprio sentire. Un insulto alla storia e alla intelligenza.

Eppure, tanto si apprende sfogliando la sontuosa brochure sui Cammini di Puglia (potete scaricarla qui) messa a punto da Pugliapromozione, l’agenzia regionale che dovrebbe occuparsi della promozione turistica dell’intero territoriale regionale, Foggia compresa.

Le ultime pagine del volumetto sono riservate ai Cammini “Walk” in Progress per identificare “il continuo lavoro da parte delle istituzioni e degli operatori del settore al fine di riscoprire e valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturalistico della Puglia.” “Un patrimonio – viene precisato – che si intende rendere fruibile a coloro che vogliano scoprire questa terra percorrendola lentamente per immergersi nel fascino della tradizione e dell’autenticità.”

Due di tali percorsi riguardano, appunto, la Via Sveva “un cammino sulle orme di Federico II” e la Via Dauna “un cammino tra Molise, Campania e Puglia, su antichi percorsi battuti per secoli da pastori in transumanza, da pellegrini da tutta Europa.”

Scusate la pedanteria, ma sarà il caso di ricordare che Foggia è città fridericiana per eccellenza, che l’imperatore la eresse inclita sede imperialis (il che vuol dire che per un certo tempo la città fu capitale)  e che, in materia di transumanza, sorgeva al centro dei tratturi su cui veniva esercitata questa secolare pratica di allevamento: ne era il centro nevralgico.

Nulla di tutto questo viene ricordato nella pubblicazione di Pugliapromozione, nemmeno en passant, e non è un caso che Foggia non risulti citata nemmeno nell’indice dei luoghi.

La Via Sveva ha inizio a Trani, per giungere a Gravina in Puglia attraversando Trani, Andria, Castel del Monte, Minervino, Spinazzola e Poggiorsini.

La Via Dauna parte da Termoli e “attraversa gli incantevoli “paesi di pietra” incastonati nella cornice dei Monti Dauni” (neanche citati dai redattori di Pugliapromozione; sono, da nord a sud, come si evince dalla cartina, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Pietramontecorvino, Motta Montercorvino, Volturino, Alberona, Celle San Vito, Orsara di Puglia, Bovino, Accadia, Sant’Agata di Puglia e Rocchetta Sant’Antonio).

La sciatteria con cui è stata compilata la guida e la scarsa attenzione prestata verso Foggia e più in generale verso la Capitanata sono confermate da un’incredibile quanto deprecabile svista commessa – come si vede nella immagine che illustra il post – dai grafici che hanno curato la cartina. Casalnuovo Monterotaro è collocato in Molise, e per giunta con la denominazione sbagliata: Castelnuovo Monterotaro (ringrazio per la segnalazione Nicola Pisciavino).

Conosciamo la tesi che gli autori degli itinerari addurranno per giustificare l’esclusione di Foggia: il capoluogo dauno non possiede tratturi o strade in grado di garantire un transito sicuro e confortevole ai camminatori, e nessuno, da parte delle istituzioni interessate, si è premurato di attrezzare sollecitarne l’intervento.

Sarà, ma che Foggia inclita sede imperialis sia ben presente all’interno di itinerari come quello Svevo dovrebbe essere cosa da tenere a cuore sia da parte del sindaco di Foggia, sia da parte del governatore della Regione Puglia, che non può chiamarsi fuori.

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Autore: Geppe Inserra

  1. L’invidia, la pochezza intellettuale e certi “padroni” tengono lontano quelli che potrebbero far sentire la nostra voce a livelli altissimi. Grazie di aver segnalato il problema e il grosso danno anche alla conoscenza della Storia. Toni Santagata.

  2. Non è più sopportabile che Foggia sia esclusa da tutto. Lanciamo una petizione anche su Lettere Meridiane? Grazie
    Enza Paola Cela

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