L’omaggio di Dell’Oro e Laudanna al Gargano e alla Puglia

Non è vero che la rete, le relazioni che permette di intessere, siano soltanto virtuali. L’emozione è un sentimento splendidamente reale, che prescinde dallo spazio e dal tempo e che viaggia attraverso la rete, anche, e forse di più, in questi giorni di forzata quarantena.

Così, può succedere che due musicisti, costretti a stare in casa dal complicato momento che stiamo vivendo, decidano di dar vita ad un esperimento a distanza, che accende la creatività e regala acute, inattese sensazioni. Aronne Dell’Oro ci mette la voce e la sua straordinaria capacità di ricamare le sonorità più profonde dell’anima meridionale, Geppino Laudanna le dita, che dal pianoforte estraggono un accompagnamento intenso, avvolgente, struggente. Ma soprattutto entrambi ci mettono il cuore e così danno vita ad una sontuosa, sublime versione di un brano di per sé già monumentale: “Tu bella che la tieni lu petto tonno” (potete ascoltarlo al termine del post).

Nei giorni in cui tutti temiamo il contagio, è bello lasciarsi contagiare dall’emozione. Aronne, che ho conosciuto grazie alla sua superba interpretazione del Canto alla Carpinese, me ne mette a parte, il giorno stesso della pubblicazione del brano su YouTube, aggiungendo alla comunicazione i suoi “rispettosi omaggi alle vostre terre”, che immediatamente mi incurioscono.

L’ascolto subito, restandone folgorato. È un grande omaggio alla terra del Sud, alla Puglia, al Gargano, cui Aronne Dell’Oro si sente profondamente legato, e non è un caso che tutto questo sia avvenuto nel Dantedì, quasi a suggerire che anche il popolo, poco forbito, con suo dialetto, sa attingere vette poetiche straordinarie come quelle raggiunte dal Sommo Poeta.

Poesia pura che diventa canzone, che strugge l’anima.

“Tu bella” è uno dei brani più antichi e più celebrati della tradizione musicale popolare meridionale. Difficile attribuirlo ad un preciso territorio. Dell’Oro ha però le idee chiare: “Io l’ho sempre ‘vissuta’ come canzone del Gargano. Si fonde perfettamente nel flusso melodico delle varie montanare, carpinesi. La mia non è una considerazione filologica, ma un’osservazione che nasce dall’emozione, dal sentire.”

Mettetevi comodi. Guardate la canzone, cantatela, amatela, condividetela.

 

 

 

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Autore: Geppe Inserra

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