Quando Giovanni Falcone era “U muschittieri”

Vito Palumbo ha un rapporto speciale con Foggia. È, infatti, un carissimo amico di Lorenzo Sepalone, ispiratore e tenace supporter della rubrica che state leggendo, #iorestocasa e guardo il cinema indipendente. Ha curato il montaggio di alcuni lavori diretti da Sepalone (il cortometraggio “Ieri e Domani” e gli spot “Prossima Fermata” e “Giorno dopo Giorno“).

Egli stesso regista e sceneggiatore (nel 2015 si è aggiudicato il Premio speciale della giuria ai Nastri d’Argento 2015 per la regia del cortometraggio Child K) ha realizzato un cortometraggio di rara bellezza, che conferma in maniera esemplare una tesi della quale mi vado sempre più convincendo: i “corti” possono essere grandi film a tutti gli effetti. Di diverso rispetto ai lungometraggi hanno soltanto la lunghezza.

U muschittieri è davvero un gran film, che conquista per il candore che esprime, per l’intensità e per la qualità con cui è stato girato (il bello del cinema indipendente sta in questo suo non essere furbo, di raccontare storie autentiche, di grande spessore civile…)

Tratto da un libro di Angelo Di Liberto (La stanza del presepe, utilizzato come libro di testo nel progetto del ministero della P.I. di educazione alla legalità), il film racconta un episodio della infanzia di Giovanni Falcone: il suo primo “incontro” con la mafia, mediato dalle orrende sembianze di un pastore nel presepe di casa sua. A sette anni, Giovanni ha anche una grande passione per “i tre moschettieri”, tanto che ama indossare cappa e spada. Ma ha anche tanta paura del buio. Dovrà fare i conti con questa paura per riportare l’ordine nel presepe.

“Ho sentito l’urgenza di raccontare questa storia – dice Vito Palumbo – appena un attimo dopo aver terminato di leggere il racconto di Angelo Di Liberto.

Il protagonista è un bambino come tanti: non un predestinato, né tantomeno un eroe in fasce. È un bambino che “si scanta”, che ha paura del buio e che è suggestionato dal volto malriuscito di una statua di ceramica del presepe di famiglia. 

Spesso i miei racconti hanno avuto come protagonisti i bambini… chi meglio di loro è in grado di puntare dritto, in modo semplice e naturale ai sentimenti umani?

Ho cercato di realizzare una messa in scena senza mediazioni, senza orpelli. Che possa smuovere le coscienze di chi è convinto che si debba necessariamente essere eroi per poter combattere il male. E la storia di un bambino diventa la storia di un miracolo che può ripetersi.” Bravo, Vito.

Di tutto rispetto il cast tecnico e artistico: la fotografia di Daniele Ciprì, gli attori protagonisti sono Simona Cavallari e David Coco, Gabriele Provenzano indossa i panni di Falcone da bambino.

Pur essendo ambientato in Sicilia, U muschittieri è stato girato nel Salento, con il contributo di Apulia Film Commission.

È belle ed emozionante dedicaere all’opera di Vito Palumbo e alla memoria di Giovanni Falcone, il quinto episodio di questa rubrica che, giorno dopo giorno, sta conquistando i cinefili.

Prodotto da Rai Cinema, il film è disponibile su RaiPlay al collegamento che indichiamo alla fine del post  (potrebbe essere necessaria la registrazione).

Come sempre, pubblichiamo di seguito anche i collegamenti agli episodi precedenti.

U muschittieri di Vito Palumbo

#IORESTOACASA E GUARDO IL CINEMA INDIPENDENTE

I EPISODIO | Lorenzo Sepalone, il cinema in punta dei piedi

II EPISODIO | La forza delle donne contro la violenza che vela le ali (NADIA KIBOUT)

III EPISODIO |Alessandro Grande, cinema indipendente da Oscar

IV EPISODIO | Francesco Colangelo, quando il cinema indipendente vuol dire qualità

Facebook Comments

Autore: Geppe Inserra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *