Quando l’incontro tra cinema e musica sprigiona poesia

La Puglia del cinema non è soltanto set, ma anche autori. Come la nostra regione è esponenzialmente cresciuta in termini di location, altrettanto è successo per quanto riguarda i talenti creativi. Dietro alla nouvelle vague pugliese incarnata da mostri sacri come Michele Placido, Sergio Rubini, Edoardo Winspeare, Alessandro Piva, Pippo Mezzapesa, va facendosi strada una nuova generazione di giovani cineasti, che conquista premi e riconoscimenti. Cercherò di raccontavela, nelle prossime puntate de #iorestoacasa… e guardo il cinema indipendente, rubrica ispirata, come antidoto a questi giorni di forzata quarantena da uno di questi talentuosi registi pugliesi, il foggiano Lorenzo Sepalone, autore dello splendido Ieri e domani, che ha fatto incetta di riconoscimenti ed è stato selezionato ai festival di mezza Europa.

Il David di Donatello recentemente conquistato con il cortometraggio Inverno da Giulio Mastromauro, 37enne regista di Molfetta, è la classica ciliegina sulla torta di un movimento cinematografico che è cresciuto di pari passo con l’appeal della Puglia sul grande schermo, veicolato dalle decine di produzione sostenute dall’Apulia Film Commission.

Non è un caso che il giovane cinema pugliese, e Mastromauro in particolare, siano diffusamente presenti ne Il cinema contro il corona virus, meravigliosa iniziativa varata in questi giorni dall’Ischia Film Festival, che messo on line (nei prossimi giorni ve ne fornirò un catalogo ragionato, promesso) lungometraggi, cortometraggi e documentari dagli autori che hanno aderito alla iniziativa.

Di Giulio Mastromauro è possibile guardare Nuvola, cortometraggio che amo molto, perché è un’autentica poesia per immagini e per suoni, perché testimonia come il cinema, anche indipendente, possa essere volano di crescita anche per altri settori dell’arte, come la musica, e perché l’autore della colonna sonora è un amico del quale ho parlato diverse volte su Lettere Meridiane, Stefano Ottomano.

Stefano è particolarmente legato a Foggia. Ha insegnato per anni presso la Scuola Media ad indirizzo musicale Pio XII, a Foggia, e quel pezzo di cuore foggiano che è Borgo Croci, ha dedicato un’opera molto bella, Il terrazzano, con testi di Bruno Caravella.

La perfetta alchimia che in Nuvola si sprigiona dal riuscito incontro tra il racconto cinematografico e la partitura musicale, ricorda in un certo senso quell’autentico miracolo del cinema italiano che sono stati i film di Sergio Leone con la musica di Ennio Morricone.

Delicatissima  e poetica, la storia che Giulio Mastromauro racconta in Nuvola, scritto assieme a Paola Savinelli. Al centro c’è un anziano professore, oppresso dalla solitudine e stanco della vita dopo la perdita di sua moglie. L’uomo sta per compiere un gesto estremo quando qualcuno bussa alla sua porta. È la storia di due amori, ma anche di due dolorose perdite.

Magistrale la regia di Mastromauro, tutta affidata ad immagini e a primi piani. Grande la prova dell’attore protagonista Mimmo Cuticchio, efficacemente sostenuto da Giulio Beranek, e da una stellare Marta Stallone, per la prima volta sullo schermo, vivente e lampante testimonianza che nessuno più dei bambini riesca ad interpretare la vita in presa diretta, senza mediazioni.

Girato a Molfetta e prodotto dalla coraggiosa Zen.Movie, fondata da Mastromauro, assieme a Intergea, Nuvola vanta un cast tecnico di tutto rispetto, con le eccellenti performance di Dario Di Nella (fotografia) e  Rosa Santoro (montaggio).

Uscito nel 2015, Nuvola ha anticipato il trionfo di Mastromauro al David di quest’anno. Il cortometraggio era stato infatti già candidato alla vittoria finale nella edizione del 2016, aggiudicandosi il premio quale Miglior Corto al Napoli Film Festival e partecipando all’Hearland Film Festival, rassegna valida per la qualificazione all’Oscar.  La colonna sonora composta ed eseguita da Ottomano si è aggiudicata il premio per la Miglior Colonna Sonora al Festival dei Cinque Continenti di Venosa 2015 e la Menzione Speciale per le Musiche al Pazmany Film Festival di Budapest.

Eccovi i collegamenti al film, che l’autore ha reso disponibile alla visione aderendo all’iniziativa dell’Ischia Film Festival, e alla colonna sonora. Di seguito il riassunto delle puntate precedenti di #iorestoacasa… e guardo il cinema indipendente.

NUVOLA | IL FILM

NUVOLA | LA COLONNA SONORA

#IORESTOACASA E GUARDO IL CINEMA INDIPENDENTE

I EPISODIO | Lorenzo Sepalone, il cinema in punta dei piedi

II EPISODIO | La forza delle donne contro la violenza che vela le ali (NADIA KIBOUT)

III EPISODIO |Alessandro Grande, cinema indipendente da Oscar

IV EPISODIO | Francesco Colangelo, quando il cinema indipendente vuol dire qualità

V EPISODIO | Quando Giovanni Falcone era “U muschittieri” (VITO PALUMBO)

VI EPISODIO | Il cinema che sorride di Alessandro Valori

VII EPISODIO | Quando il ragù napoletano diventa “noir” (ALFREDO MAZZARA)

VIII EPISODIO | Domenico Onorato, il coraggio e l’urgenza di raccontare storie

VIII EPISODIO | MAD, quando la memoria diventa strumento di futuro (LUCIANO TORIELLO e ANNALISA MENTANA)

IX EPISODIO | #Iorestoacasa e guardo #Io resto a casa (FEDERICO DI CICILIA)

X EPISODIO | Nicola Ragone, quando il cortometraggio diventa genere (e perfezione)

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Autore: Geppe Inserra

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