Una poesia inedita di Joseph Tusiani

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Grazia Galante, scrittrice e ricercatrice di San Marco in Lamis, fa uno splendido regalo agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane: una poesia, inedita, che Joseph Tusiani, il grande poeta scomparso qualche giorno fa, scrisse per lei e le dedicò quando ricevette “Il Gargano in tavola“, prezioso e monumentale libro scritto da Grazia, che non è soltanto un ricettario, ma una spettacolare dimostrazione che il cibo, e il modo di cucinarlo, sono a tutti gli effetti una espressione culturale. Un’alta forma di cultura.
La poesia è preceduta da una nota in cui Grazia Galante ricorda Joseph Tusiani e il rapporto di amicizia che li legò, testimoniato anche dalla foto che illustra il post, che mostra un momento di una serata svoltasi a San Severo ad iniziativa dell’associazione Daunia Enoica, nel corso della quale vennero eseguite delle canzoni su testi dello poeta italo-americano. Grazia è la prima a sinistra.


Tusiani, l’uomo che stimolava, incoraggiava e gratificava

Non so se capiti pure a voi di pensare che le persone a cui vogliamo bene non debbano lasciarci mai. Quasi convinta di questo, quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava la dipartita di Joseph Tusiani sono rimasta di sasso. E’ vero che aveva una bella età, però il vuoto che lascia è incolmabile non solo per noi sammarchesi, ma per la cultura italiana e mondiale avendo scritto molto anche in inglese e in latino. Tutti sappiamo quello che è stato e quello che ha fatto, io vorrei sottolineare un aspetto che ho colto in tanti anni di amicizia.
Tusiani era l’uomo che non si negava a nessuno. Quanti studenti ha incontrato! In tutti ha lasciato un segno perché parlava al cuore. Ricordo un incontro avuto con una mia scolaresca di seconda media che aveva fatto una ricerca sulla cucina sammarchese, pubblicata e impreziosita da una sua prefazione. Durante il colloquio con i mie alunni non si vergognò di dire che in tutta la sua infanzia aveva bevuto forse meno di 2 litri di latte, perché la mamma, come tutte le altre di quel periodo, glielo comprava solo quando non stava bene. Ci teneva a far sapere ai ragazzi da dove veniva, ma anche dove ognuno di noi può arrivare se si impegna con serietà e con amore.
Tusiani era l’uomo che incoraggiava, stimolava, gratificava tutti. Io e mio fratello Michele dobbiamo a lui e al compianto Pasquale Soccio il sollecito per la compilazione di un dizionario dialettale sammarchese. Loro, più di noi, avevano capito la necessità di recuperare il prima possibile la cultura dei nostri avi non solo per strapparla all’oblio, ma per consegnarla alle attuali e future generazioni come patrimonio da conoscere e da salvaguardare. Nella postfazione che accompagna il dizionario egli così scrive:
“Ecco finalmente il Dizionario dialettale di San Marco in Lamis, da sempre sognato e impazientemente atteso.
Ecco dunque la gran festa di famiglia. Con ansia gioiosa ci riuniamo per celebrare e ammirare stupiti il tesoro che non sapevamo di avere in casa e che ora, giustamente orgogliosi, i due scopritori ci mostrano e ci illustrano in ogni particolare. A Grazia e Michele Galante, il cui lavoro di quasi vent’anni ha reso possibile questo dizionario e questo giorno di trionfo, va tutta la gratitudine di tutti i Sammarchesi.
Ho detto “Ecco il Dizionario dialettale di San Marco in Lamis”, ma sarebbe meglio dire “Ecco la lingua in cui siamo entrati nascendo”…. “…questo Dizionario è il libro che spiega me a me stesso e quest’inno di lode e gratitudine diventa un sogno non del tutto impossibile.
Spero che in ogni casa di San Marco in Lamis questo libro, divenuto una specie di bibbia linguistica, dia origine a un nuovo gioco o passatempo: “Adddevina che gghiènne lu stricceture?”. “Addevina che gghiènne lu cannaveddare?” “Addevina che gghiènne lu bbovòmmere?” e via di seguito per una mezz’oretta o per soli cinque minuti al giorno.”

Quando gli spedii Il Gargano in tavola, mi rispose con questa poesia, finora inedita.

A Grazia Galante

Quel che tu predichi, Grazia,
fa pensare ai conviti
dove rinascono
antichi riti
e vecchie usanze
dette pietanze,
sinonimo di grazia,
la grazia che tu sei
e a tutti doni.
Invece, io cerco solo
di ricordare
vecchi pensieri
oggi stantii
e freschi ieri.
Di conseguenza, dopo
i vari e lauti pranzi,
gioia e calor si sente,
ma dopo le sedute
che solcano la fronte,
all’orizzonte si spandono
della mia fatica inutile
i solitari e freddi avanzi.

Joseph Tusiani

New York, 15 febbraio 2019

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Autore: Geppe Inserra

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