Addio, maestro, ci hai contagiati di armonia

Ezio Bosso in “All4TheGreen – June 5”. Foto di Connect4Climate licenziata sotto CC BY-NC-SA 2.0

Quando m’avvolge la tristezza e incombe lo spleen, penso a due persone che hanno saputo dare all’umanità una straordinaria lezione di coraggio, di speranza, insegnandoci che la vita merita sempre di essere vissuta.

La prima ha il sorriso di un immenso campione dello sport, Alex Zanardi. L’altra è, anzi purtroppo era, uno straordinario musicista, Ezio Bosso. Zanardi ha battuto tutti i sentieri della vita, anche quelli più impervi, non perdendo mai il sorriso e quello sguardo che ti penetra l’anima e ti infonde coraggio.

Ezio Bosso ha percorso le strade della musica e della bellezza, contagiandoci di armonia.

Sono convinto che il vuoto immenso che la sua scomparsa ci lascia verrà colmato dalla sua musica, che sarà eterna e continuerà a regalarci emozione pura, speranza di futuro.

Della sua musica amo il pathos che promana, gli orizzonti, le sorprendenti prospettive che schiude.

Voglio ricordarlo e farvelo ricordare con un brano che per me ha un particolare significato. Oltre che direttore d’orchestra e pianista, Ezio Bosso è stato anche un compositore, che ha dato molto al cinema.

Sua la colonna sonora di un film che amo molto e che qualche anno fa, che qualche anno fa suscitò l’entusiasmo del pubblico del Festival del Cinema Indipendente, Rosso come il cielo, di Cristiano Bortone, interpretato, tra gli altri, da uno strepitoso Paolo Sassanelli.

Mi piace pensare che anche Bosso abbia amato molto questo film, che in qualche modo riflette anche il suo percorso esistenziale. Per Rosso come il cielo, il maestro ha realizzato una delle più belle e intense colonne sonore che mi sia capitato mai di ascoltare. La pellicola racconta la storia (vera) di Mirco, un bambino rimasto cieco a causa di un incidente col fucile del padre, che affronta la sua menomazione e l’iniziale stato di emarginazione che viene nell’istituto cui è stato affidato, grazie ad un registratore, con cui produce favole fatte solo di rumori e di narrazione. La sua abilità convincerà il maestro ad organizzare una recita creata dai ragazzi privi della vista, che conquisterà il pubblico. Il bambino, da grande, diventerà Mirco Mencacci, uno dei più grandi montatori del suono del cinema italiano.

Dalla stupenda colonna sonora composta da Ezio Bosso potete ascoltare qui sotto il coinvolgente e travolgente brano intitolato, De La Princesse, un autentico capolavoro che si consuma in poco più di un minuto.

Caro Ezio, vogliamo dirti addio così, sulle ali della tua musica.

 

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Autore: Geppe Inserra

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