La prima volta del Foggia sulle figurine Panini

L’entusiasmo suscitato dal post di ieri sulla rarissima figurina di Giorgio Maioli, grande capitano del Foggia degli anni ruggenti, mi convince che, in fondo in fondo, siamo rimasti tutti affezionati alle figurine che da ragazzi collezionavamo, e non solo.
Con le figurine si giocava anche, ve lo ricordate? Le si metteva in palio (naturalmente i doppioni, quelle che non si attaccavano sull’album), chi vinceva si prendeva anche quelle degli altri.
Le regole? Noi giocavamo vicino ad un muro, ponendo la figurina perpendicolarmente allo stesso. La si lasciava cadere per terra, a turno. Se la figurina copriva una o più delle figurine già a terra, chi l’aveva lanciata aveva il diritto di prendersi quelle coperte.
Qualche anno dopo a figli e nipoti ho visto fare invece il gioco del “colletto”. Ciascun giocatore tiene in mano il proprio mazzetto di figurine voltandole una alla volta e ponendole sul castello di figurine formato dagli altri giocatori. Se il colore del colletto del calciatore è lo stesso di quello della figurina in cima al castello, chi l’ha giocato si prende tutto il resto.
Si giocava, però, non prima di aver svolto più o meno lunghe sessioni di scambio. Chi aveva una figurina “rara” o “difficile” poteva chiedere in cambio anche più d’una figurina.
Ma torniamo a noi… Visto l’entusiasmo suscitato dal post di ieri, mi sono detto: perché non cercare di trovare sul web le vecchie figurine del Foggia, e regalarle ad amici e lettori di Lettere Meridiane?
Che ne dite? Sì, vero?
Allora, si comincia.
Prima però, una domanda: sapreste dire, o ricordare, quando il Foggia ha fatto la sua comparsa negli album della Panini? Ve lo dico io, non perché abbia una memoria così ferrea o una collezione così fornita. Solo perché ho fatto qualche ricerca.
La prima volta che i satanelli vennero immortalati nelle figurine della popolare casa editrice fu nel 1963-64, e la cosa portò bene, visto che alla fine del campionato i rossoneri, allora guidate da quella fantastica coppia rappresentata dal presidente don Mimì Rosa Rosa e da Oronzo Pugliese in panchina, guadagnarono la loro prima promozione nella massima divisione.
Per la Panini si trattò della terza edizione della collezione, che era cominciata nel campionato 1961-1962. I primi due anni, nell’album erano presenti soltanto le formazioni di serie A. L’edizione 1963-64 fu così anche la prima a dare lustro alla serie cadetta.
A ciascuna formazione di serie A erano dedicate due pagine dell’album, con quattordici figurine di giocatori (gli undici titolari più tre riserve), la fotografia della squadra e quella dello stemma ufficiale della società.
Alle squadre cadette era invece riservato meno spazio: mezza pagina, con sei figurine. Su ciascuna figurina c’erano due giocatori, su quella del portiere lo stemma.
Potete scaricare la riproduzione di quella prima, storica mezza pagina dedicata al Foggia ad una risoluzione più alta di quella che trovate nella immagine sopra cliccando qui. Qui sotto trovate, invece, le singole figurine.
Vi è piaciuto il regalo? Se sì, fatemelo sapere (commentando il post o mettendo like), che andiamo avanti…

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Autore: Geppe Inserra

  1. Arrivai in Italia, dal Brasile dove ero nato 8 anni prima, nell’agosto 1966. E i primi giochi con i nuovi amici, nell’area di via Luigi Sturzo, antistante l’attuale “alveare” degli alloggi popolari, furono nell’ordine: le figurine, le meravigliose biglie di vetro colorate, palla-a-muro, mazz-e-bustik e le battaglie contro i “terribili Postali” di viale Ofanto a suon di cupptill! Bici e strazzatell a pallone a parte s’intende.
    La prima raccolta delle figurine dei calciatori della “Panini” risale al campionato 1967-68. L’ultima nel 1974-75 credo.
    Ricordo come venivano acquisite le figurine, a parte ovviamente quelle che mi portava il mio babbo!
    Ce le scambiavamo o le “acquistavamo” quando ce ne mancava qualcuna importante, che tardava a uscire. Due i mitici “introvabili”, due portieri di serie A, noti più per la rarità della loro testona sulle figurine che per le qualità in campo: Boranga della Reggiana e William Vecchi del mio Milan. Tra i rossoneri foggiani, invece, ricordo piuttosto raro lo stopper Bruschini.
    L’altro modo di acquisire le figurine era poi quello di giocare con un amico e di vincerle in una gara a chi le girava sul lato opposto attraverso il palmo della mano racchiuso (come nel gesto di quando si vuol bere da una fontanella) con uno schiocco deciso sulla figurina. Ero anche piuttosto bravino!
    Ricordi che emergono di tanto in tanto dallo scrigno dove tutto è conservato, e non va più via.

  2. Leggendo i vari commenti mi sono soffermato su quello di De Tullio e subito gli 8 mm del mio film mi è passato davanti agli occhi anche xche’ molti dei giochi descritti li abbiamo fatti insieme. Proprio da quelle partitelle è… partita la mia passione per il calcio, iniziando dai pulcini del Foggia e arrivando fino alla.. Primavera, ma poi sono partito per altri lidi non calcistici. Quindi parlo dei primi anni 70 quando avevo circa 12 anni e proseguito fino ai 19 anni e ho visto da vicino molti calciatori fin da quando facevo il raccattapalle e devo dire che mi sono molto divertito.

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