La rarissima figurina di Tagliavini che fece impazzire i collezionisti (di Giovanni Cataleta)

Non mi aspettavo che gli articoli dedicati alle leggendarie figurine Panini che hanno scandito la nostra adolescenza suscitassero tanto interesse nei lettori e negli amici di Lettere Meridiane. Tanti commenti, tanti ricordi che riprenderò nei prossimi giorni. Adesso voglio condividere con voi una storia tanto divertente quanto surreale che si riferisce al giocatore del Foggia Vasco Tagliavini, la cui figurina nella prima collezione Panini del Foggia in serie A faceva parte della serie delle rarissime. Non usciva mai.

Da consumato e raffinato storyteller di cose e ricordi rossoneri qual è, Giovanni Cataleta racconta l’episodio nel suo imperdibile volume Il distintivo dalla parte del cuore. Ha voluto farne omaggio a Lettere Meridiane, e lo ringrazio di cuore, ricambiandolo con le figurine, purtroppo solo digitali, che hanno fatto impazzire i collezionisti e con la serie completa delle figurine della prima stagione del Foggia in serie A. Li trovate alla fine del post, assieme ai collegamenti agli articoli precedenti.

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La prima copertina dell’album Panini

Nel 1961 nacque la prima raccolta delle figurine di calciatori dei fratelli Panini di Modena. Fu subito un gran successo, per poi diventare autentico fenomeno di costume. La copertina del primo album, relativo alla stagione 61/62, fu dedicata a Niels Lielholm, centravanti del Milan. Le prime bustine in vendita contenevano due figurine e costavano dieci lire. Da allora nacquero generazioni di collezionisti d’ogni età, attratti dal fascino delle figurine dei fratelli Panini.

La prima figurina stampata dai fratelli Panini fu quella di Bruno Bolchi, mediano interista, detto “Maciste”.

La più rara e celebrata in assoluto, che fece impazzire i collezionisti, quella del portiere atalantino Pizzaballa.

Anche a Foggia la raccolta delle figurine ebbe un gran successo e coincise con il periodo d’oro del binomio vincente Rosa Rosa-Pugliese. Nell’album della stagione 64/65, la prima dei Satanelli in serie A, nelle due pagine dedicate all’Unione Sportiva Foggia-Incedit, gli editori modenesi inserirono 14 figurine di calciatori, la foto della formazione e lo stemma della società. Pure i collezionisti foggiani dovevano fare i conti con le figurine introvabili, quelle “difficili”. Per la squadra rossonera era quella di Vasco Tagliavini, difensore acquistato dall’Udinese.

Proprio a questo proposito, voglio ricordare un simpatico episodio di quella stagione, avvenuto sotto i portici di via Dante a Foggia, davanti alla cartolibreria Patierno, uno dei luoghi in cui si svolgeva lo scambio dei “doppioni”, una sorta di mercato secondario delle figurine.

Era una serata di primavera inoltrata, e molti collezionisti avevano l’album quasi completo. Le figurine, spesso attaccate con colla di farina, avevano reso l’album alto almeno 4-5 centimetri. Molti lo portavano sotto il braccio, come un trofeo da esibire in caso di completamento. Nel Foggia l’unica casella vuota era quella di Tagliavini. In via Dante c’era il solito clima d’attesa e curiosità che circondava chi acquistava le bustine, alla ricerca delle figurine rare. La delusione era sistematica, perché quelle introvabili rimanevano tali.

All’improvviso, tra la sorpresa generale, come per incanto, passò di lì, proprio lui, Vasco Tagliavini, in carne ed ossa. “Uì a Tagliavin…”(vedi, c’è Tagliavini…)”

Fu subito riconosciuto ed attorniato dai tanti collezionisti, tra cui c’ero anch’io con i miei amici. Raffiche di domande:“Ma perché la tua figurina non esce mai? Ti hanno fatto la foto? Puoi fare qualcosa per noi? Dobbiamo completare l’album…”

Tagliavini, sorpreso e divertito dai simpatici interrogativi, ci assicurò di essere stato fotografato per l’album, e che non dipendeva certo da lui se dalle bustine non usciva mai la sua immagine. La colpa era forse di quei fantastici furboni dei fratelli Panini che, per motivi commerciali, non mettevano in circolazione contemporaneamente tutte le figurine…

Tagliavini giocò tre stagioni nel Foggia, tutte in serie A, giocando 64 partite. Ritornò in Capitanata come allenatore, nel 1981 in serie B, in tandem con il vecchio Puricelli che lo affiancò come direttore tecnico. L’accoppiata non funzionò per insanabili contrasti caratteriali. Nelle prime cinque partite il Foggia rimediò tre sconfitte. I deludenti risultati indussero il presidente Fesce ad esonerarli. La squadra fu affidata a Veneranda, che riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione solo all’ultima giornata, grazie alla classifica avulsa.

Giovanni Cataleta

Gli articoli precedenti sulle figurine:

La prima volta del Foggia sulle figurine Panini

La più rara figurina di un giocatore del Foggia

Foggia 1964-1965

 

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Autore: Geppe Inserra

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