Giornalisti, basta speculare sui bambini

Madetù fa gli straordinari, questa settimana. E assieme alla puntata bis di Riso alla foggiana (che sarà pubblicata subito dopo il post che state leggendo) mi ha inviato la fotovignetta che vedete qui sopra, con la questa manifesta il suo sacrosanto sdegno per le speculazioni giornalistiche esplose attorno al caso dei due poveri gemelli uccisi dal padre. Riso alla foggiana, diventa così, Riso amaro alla foggiana. Amarissimo, direi.

“Caro Geppe – mi scrive Maurizio De Tullio – Ho pensato che a tutto c’è un limite. Lo dico da giornalista (volutamente non più iscritto all’OdG, ma non per le ragioni di Feltri).
Trovo folle stare da giorni su una notizia che, per quanto terribile e triste, quella cioè della pianificata uccisione dei due gemelli Diego ed Elena, da parte del loro padre, poi suicidatosi, non ha più nulla da aggiungere. Eppure, da giorni tutti i giornali e i siti web sembrano fare una gara a chi trova e pubblica la foto più “carica di vita” dei due fratellini. Che invece sono morti e, dall’alto, forse chiedono si smetta di “parlare” di loro con le loro immagini. Come questa che ho scelto. Un piccolo gesto da ‘Campagna Progresso’ per invitare i colleghi ad abbassare il tiro sui loro giovani corpi e sui loro adolescenziali sguardi. La sigla che vedete in basso, come sempre è RaF. L’acronimo, per chi lo legge o per chi lo sa, sta per Riso alla Foggiana. Ma stavolta ho preferito tramutarlo in Riso amaro Foggiano. (m.d.t.)”

Condivido in tutto e per tutto lo sdegno di Maurizio . E in quanto iscritto all’Ordine dei Giornalisti, non posso fare a meno di sottolineare che certi comportamenti violano apertamente il codice deontologico dei giornalisti e, in particolare, quanto previsto dalla Carta di Treviso che stabilisce come comportarsi quando si deve parlare di minori o si devono pubblicare immagini di minori: “va garantito l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca”, vi si legge e, ancora: “va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o della residenza, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione.” Per un “mi piace”, qualche punto di share o qualche copia venduta in più, la Carta di Treviso  è stata brutalmente calpestata (g.i.)

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Autore: Redazione

1 commento su “Giornalisti, basta speculare sui bambini

  1. Siamo sempre alle solite, poi cosa si può chiedere ad una mamma che ha perso in primis tutto quello che aveva cioè i figli. I giornalisti non sono tutti uguali ma pur di fare qualche scoop non guardano in faccia a nessuno sopratutto quando le vittime sono bambini, condivido tutto quello che è stato scritto

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