Guccini canta i migranti

“Io so che è stato presentato un brano da Iacchetti, ma non mi risulta che sia stato scritto da Francesco Guccini. A Iacchetti è stato detto che, a parità di valutazione, a noi interessava portare al festival un interprete vero della musica”.
Così Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival di Sanremo giustificava l’anno scorso l’esclusione del brano “Migranti“, presentato dal popolare attore Enzo Iacchetti, e composto per lui da Francesco Guccini (testo) e Juan Carlo Biondini (musica). “Che sia stato scartato io è un discorso, hanno fatto bene – polemizzò Iacchetti replicando a Baglioni -. Ma che sia stata scartata una canzone di Guccini è quasi una vergogna. Sui migranti per giunta, prima che se ne parlasse così tanto. Non vado più a Sanremo. Vado a Pavana da Francesco…”
Baglioni aveva torto. La canzone era stata effettivamente scritta dal grande Francesco (numero di codice SIAE/ISWCT-928.340.757-8), che adesso si è tolto il sassolino dalla scarpa, interpretandola in prima persona assieme a I Musici, e pubblicandola nell’album Note di viaggio – Capitolo 2 – Non vi succederà Niente.
A proposito de I musici da segnalare il clamoroso errore in cui è incorsa Spotify che li confonde con l’omonima orchestra da camera romana. In realtà, si tratta del gruppo di musicisti storici di Guccini: Vince Tempera al piano, Juan Carlos “Flaco“ Biondini, chitarra e voce, Antonio Marangolo (sax).
L’inedito impreziosisce lo storico album, che raccoglie le più belle canzoni del cantautore di Pavana. Prodotto dal grande e mai troppo lodato Mauro Pagani, sono presenti brani importanti, interpretati tra gli altri, da Roberto Vecchioni, Emma (Autunno), Fiorella Mannoia (Signora Bovary), Vinicio Capossela (Vedi cara), Gianna Nannini (Quello che non), e Zucchero (Dio è morto).
Migranti è da qualche giorno on line, su YouTube. Potete guardarla e sentirla qui sotto. Inutile dire che si tratta di un brano di profonda attualità e di grande poesia. Racconta nella prima parte di quando a migrare eravamo noi Italiani, “e andavamo nel mondo, in America ed Europa, dovunque ci fosse un spazio comunque, sapendo di andare a soffrire, per vivere e ricostruire, mescolando al sangue la storia, per creare una nuova e vitale memoria“.
Una memoria che purtroppo stiamo perdendo.
Sublime, come tutto ciò che fa parte dell’universo artistico di Francesco Guccini. Buon ascolto, buona emozione.

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Autore: Geppe Inserra

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