Il ruolo degli aeroporti di Foggia nella Campagna Balcanica

La ricerca storica ha ormai chiarito le ragioni di fondo della tragica estate vissuta da Foggia nel 1943. Il capoluogo dauno e la sua popolazione divennero bersaglio di sanguinosi bombardamenti, che provocarono la distruzione pressoché totale dell’abitato e migliaia di vittime, perché gli Alleati erano fortemente interessati a conquistare le basi aeree che sorgevano nel Tavoliere, in modo da utilizzare quelle basi per sferrare attacchi ai territori occupati dai nazifascisti e alla stessa Germania.

Quale fu il ruolo di Foggia nello scacchiere bellico all’indomani della sua occupazione da parte degli alleati? È questo un capitolo fino ad oggi poco esplorato, ma la recente pubblicazione on line dei giornali storici americani da parte della Libreria del Congresso e della National Endowment for the Humanities schiude nuove e interessanti possibilità di studio e di approfondimento. La National Endowment for the Humanities è un’agenzia indipendente che stimola la crescita e lo sviluppo delle discipline umanistiche negli Stati Uniti. La mole di materiali messi a disposizione degli studiosi è davvero impressionante: il solo elenco delle testate accessibili contiene ben 140.000 record: quando riusciremo a fare qualcosa del genere anche in Italia?

L’immagine che illustra il post è stata tratta da Las Vegas Age, settimanale di ispirazione repubblicana che cominciò le sue pubblicazioni nel 1905. È tratta dall’ultima pagina del numero del 7 maggio 1944. Riccamente illustrato, ed intitolato Gli alleati occidentali si uniscono alla Russia nella battaglia dei Balcani, l’articolo sottolinea chiaramente il ruolo recitato dalle forze aeree stanziate negli aeroporti di Foggia, in questa operazione bellica che si rivelò decisiva. “Per la prima volta dall’inizio della guerra – si legge nell’incipit – i Russi e i loro Alleati occidentali sono impegnati in azioni militari congiunte contro i Nazisti. Mentre le forze di terra russe avanzano nei Balcani, l’aviazione alleata sta operando a sostegno tattico dell’Armata Rossa. Per sostenere l’avanzata dell’esercito ucraino, aerei Wellingtons della RAF e Fortezze Volanti e Liberators della 15sima Air Force statunitense stanziati a Foggia hanno attaccato centri di supporto e di comunicazione dei nazisti di importanza chiave, colpendoli e danneggiandoli ripetutamente. Uno dei principali obiettivi della campagna balcanica è la riconquista dei pozzi petroliferi di Ploesti e di altre fonti di approvvigionamento petrolifero dei nazisti in Romania. Un terzo del fabbisogno petrolifero della Wehrmacht dipende da questa zona.”

Quanto mai eloquente è la didascalia a fianco alla fotografia posizionata sulla cartina vicino Foggia (in basso a sinistra), che mostra le Fortezze Volanti che si alzano in volo: “Dalla base di Foggia, bombardieri americani spianano la strada per l’avanzata rossa nei Balcani.” Se volete, potete scaricare il pdf della pagina di Las Vegas Age, cliccando qui.

I pozzi di Ploesti rappresentarono uno degli snodi nevralgici dello scacchiere bellico in Europa. L’aviazione americana aveva già tentato di distruggerli, ma senza successo. Il 1°agosto del 1943 l’operazione Tidal Wave (in italiano, maremoto) aveva pesantemente danneggiato i pozzi, senza riuscire però a far cessare la produzione di petrolio, e provocando gravi perdite per gli USA. In questa fase, l’iniziativa si rivelò più efficace:  i bombardamenti della 15sima Air Force vennero effettuati da una quota più alta, ed agevolarono la loro conquista da parte dell’esercito russo.

La Campagna Baltica costituisce un momento di importanza decisiva per gli esiti del conflitto bellico. Dopo essere riuscita a respingere i Tedeschi nella più lunga e cruenta battaglia della seconda guerra mondiale, a Stalingrado, l’Armata Rossa aveva scatenato la controffensiva. Nella primavera del 1944, era riuscita a liberare completamente l’Ucraina. Nel corso dell’estate, mentre i Tedeschi ripiegavano, era toccato alla Bielorussia. A gennaio del 1945, l’armata rossa entrò in Polonia. All’inizio della primavera vennero presi i Paesi Baltici, la Prussia Orientale e l’Austria. Il 30 aprile entrò a Berlino, e quello stesso giorno Hitler si suicidò. Il 7 maggio i nazisti firmarono la resa incondizionata.

È interessante sapere che, in tutto questo, Foggia ebbe un ruolo.

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Autore: Geppe Inserra

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