Quando andavamo alla Standa a comprare i dischi

Ci sono cose su cui sul social non puoi barare. Per esempio, l’intelligenza. Puoi aggiustare una foto, ma non puoi fotoscioppare le parole, che ti rivelano per quel che sei. Svelano lo spessore della materia grigia meglio di un elettroencefalogramma. Così, mi ha profondamente colpito un commento alla memoria meridiana sulla Standa e sull’universo che ci girava attorno. Per l’intelligenza, appunto, per il garbo, per la sensibilità che lascia trapelare.
Ne è autore Jack Deejay Klandestino, nome d’arte di Marcello Cavallo, music designer, storico esponente della cultura musicale foggiana e non solo, protagonista degli anni ruggenti dell’emittenza locale. È stato l’animatore principale di quella straordinaria esperienza che è stata, a Foggia, Radio Luna.
Jack Deejay Klandestino continua a frequentare studi di produzione e consolle: le sue serate si caratterizzano per la musica particolarmente raffinata ed elegante, un meltin-pot patinato di generi, influenze musicali e culture diverse, una sintesi di emozioni che permette anche di ballare.
Al suo attivo vi sono decine di produzioni musicali e dance. La sua Radio Clandestina è qualcosa di monumentale, la colonna sonora di un’epoca (vi consiglio di ascoltarla d’un fiato: la trovate qui).
C’è tutto questo background dietro il suo commento. Che colpisce, commuove, induce alla nostalgia. Eccolo, con la foto postata all’interno del commento.

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LA STANDA: “…Mi vedo ragazzino, entrare nella STANDA piano terra, in fondo a destra, c’era il reparto dei dischi dove era possibile ascoltare in cuffia quello che si voleva, altro che SPOTIFY. Ricordo come se fosse ieri l’acquisto molto sofferto di due album, GRAND FUNK RAILROAD (SURVIVAL) e QUICKSILVER (JUST FOR LOVE) ancora oggi gelosamente conservati. Nei primi anni 70 alla Standa gli LP’s costavano 2800 Lire comunque sempre troppi per chi acquistava con i pochi risparmi che riusciva a mettere da parte. Ma che ve lo dico a fare…OGGI NON SI PUO’ CAPIRE LA GIOIA DELL’ACQUISTO DI UN LP (non si chiamavano vinili)…”🎧😎🎧

Solo dopo alcuni anni i dischi d’importazione si leggevano su “Gong”, “Muzak”, “Mucchio Selvaggio”, “L’Ultimo Buscalero”, “Musica Jazz” e si acquistavano prevalentemente da “Carù Dischi di Gallarate”, e “Nannucci di Bologna”. L’ascolto era sempre una sorpresa, al massimo lo si poteva immaginare in base alle recensioni. In ogni caso come non ricordare a Foggia “La Casa del Disco” sul viale della Stazione ed il MITICO “DISCOBOLO” in Corso Giannone, dei fratelli ALLOGGIO (Tonino, Roberto e Gino) e del loro papà “grande personaggio” napoletano di cui non ricordo il nome. Dopo molti anni aprì in Via Santa Maria della Neve, uno Zio dei fratelli Alloggio…ma nulla a che vedere con l’originale, ti ordinava i dischi anche introvabili, ma NANNUCCI e CARU’ erano ormai diventati il riferimento dei collezionisti di vinile…si viveva aspettando il pacco dei dischi e l’uscita dei mitici “cataloghi” con le offerte speciali.

Jack Deejay Klandestino

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Autore: Geppe Inserra