Qualità della vita, i conti non tornano

Avvertenza preliminare: le indagini sulla qualità della vita vanno prese per quello che sono: tentativi di raccontare la realtà, attraverso i numeri e i dati statistici. La statistica è una scienza esatta, ma non si può fare a meno di ricordare quanto sosteneva Trilussa, a proposito del pollo a testa che i dati sul consumo attribuivano “pro-capite” nell’epoca in cui il poeta scriveva: “se nun entra nelle spese tue, / t’entra ne la statistica lo stesso / perch’è c’è un antro che ne magna due. “
A proposito delle recenti indagini pubblicate dai quotidiani economici Italia Oggi e Il Sole 24 Ore, argutamente rileva il prof. Luigi Paglia: “Nella classifica generale della Qualità della vita stilata dal Sole 24 ore, Foggia si piazza al centesimo posto e in quella della cultura e tempo libero in ottantatreesima posizione (in entrambe in ascesa), con risultati che probabilmente sono più vicini alla realtà di quelli di Italia oggi, discutibili per quanto riguarda le valutazioni finali. Ovviamente, c’è ancora tanta strada da percorrere.”
È il caso di ricordare che nelle graduatorie generali delle due indagini, la Capitanata si classifica al 107° ed ultimo posto in quella di Italia Oggi e al 100° posto in quella de Il Sole 24 Ore. Inoltre, in quest’ultima, la provincia di Foggia è la sola, tra le aree pugliesi, a marcare un significativo passo in avanti (+5) rispetto al 2019.
Lo scostamento tra le due classifiche è dovuto alle diverse serie di parametri utilizzate dai due quotidiani, ma fino a un certo punto. Ed è qui che torna attuale il pollo di Trilussa. Perché i numeri sono numeri, e almeno su questi non dovrebbero esserci equivoci o interpretazioni. Le discordanze non riguarda soltanto il settore della cultura, ma anche altri indicatori. Proprio quelli che ci hanno trascinato all’ultimo posto.
Tra i parametri che maggiormente penalizzano la Capitanata, nella indagine di Italia Oggi figura quello relativo alla gravità degli incidenti stradali. Avvalendosi di dati Istat 2019, il quotidiano assegna a Foggia l’ultima posizione con 184,96 morti e feriti per 100 incidenti stradali.
Un dato senza dubbio drammatico, che chiama in causa anche la sicurezza e la qualità della rete viabile anche se, va sottolineato, è probabilmente sbagliata la “legenda”: si tratta proprio solo di 100 incidenti, o sono di più? Basta una semplice divisione per rendersi conto che, se il dato di Italia Oggi fosse vero, ogni incidente stradale in provincia di Foggia provocherebbe 1,85 morti o feriti. Bah…
Le cose stanno però molto diversamente per Il Sole 24 Ore, che “splitta” il dato della incidentalità stradale in due distinti indicatori: gli omicidi stradali (ponderando il numero di denunce ogni 100mila abitanti) e gli incidenti stradali tout court, calcolando i morti e i feriti per mille abitanti.
Per Il Sole 24 Ore, la provincia di Foggia denota indicatori sensibilmente diversi rispetto a quelli, assolutamente deficitari, evidenziati da Italia Oggi: per quanto riguarda gli omicidi stradali, siamo al 64° posto con 2,1 denunce per 100mila abitanti (all’ultimo c’è Ferrara, con 6,1); per quanto riguarda i morti e i feriti siamo all’88° posto, con 7 morti o feriti ogni mille abitanti. Fanno peggio della Capitanata le province di Brindisi (7,2), Bari (7,6) e Bat (7,7).
Insomma, i conti non tornano. Ma la morale è che prima di pronunciare giudizi sommari, occorrerebbe approfondire i dati, analizzarli criticamente e non come verità assoluta, quindi utilizzarli per quello che servono: una base per riflettere su come migliorare la qualità della vita delle comunità.

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Autore: Geppe Inserra