Quattro passi per la Foggia che non c’è più

Memorie Meridiane, la rubrica del nostro blog che regala ad amici e lettori gadget digitali del nostra passato, oggi vi porta a spasso per la Foggia d’un tempo, la Foggia che non esiste più, attraverso rare immagini che spero vi piaceranno.
La nostra passeggiata comincia da corso Giannone, che nella cartolina ha un aspetto radicalmente diverso rispetto all’attuale.
L’immagine risale all’inizio del secolo scorso, quando ancora non era stato costruito il Palazzo degli Uffici Statali, e il corso presentava caratteristiche edilizie tipiche della Foggia dell’epoca, con palazzi di uno, due piani. Una città a misura d’uomo, ancora paese, più che città. Sulla sinistra s’intravede quella che una volta era la Caserma dei Carabinieri. L’immobile sarebbe stato abbattuto per fare posto a un palazzo moderno, il cosiddetto Palazzo Upim.
Da corso Giannone ci spostiamo in piazza Lanza (l’attuale piazza Giordano) che allora si chiamava così perché al centro troneggiava il monumento dedicato all’illustre medico e scienziato foggiano, Vincenzo Lanza, che fu vicepresidente della Camera dei Deputati nel Regno delle Due Sicilie, e convinto sostenitore della costituzione.
Prima del suo trasferimento nella Villa Comunale, per far posto al Monumento ai Caduti (inaugurato dal Re nel 1928 e poi esso stesso trasferito, in piazzale Italia, per sistemarvi il monumento a Umberto Giordano) la statua di Vincenzo Lanza, come mostra la bella fotografia, dominava letteralmente la piazza, circondata dal verde.
L’immagine della terza tappa della nostra passeggiata – piazza Federico II – mostra invece un monumento che proprio non esiste più: il mezzo busto del grande pittore Saverio Altamura che, per le ragguardevoli dimensioni della testa, veniva affettuosamente definito dai foggiani “U capacchion“. Il monumento sarebbe stato trasferito nella villa comunale. Dopo che è stato pesantemente danneggiato dai bombardamenti dell’estate del 1943, se ne sono perse le tracce, che peccato.
Al posto del “capacchione“, durante gli anni del fascismo, venne eretto il “Pozzo Rotondo” con una discutibile operazione storica, culturale ed artistica. Si voleva così dare risalto alla Foggia fridericiana, localizzando idealmente il centro del palazzo imperiale. Una operazione posticcia, esteticamente e filologicamente dubbia.
La passeggiata si conclude in via Arpi, che è forse il solo angolo della città che è rimasto più o meno come oggi, nonostante sia trascorso un secolo da quando la fotografia venne scattata.
C’è, però, una sostanziale (e amara) differenza tra l’oggi e l’immagine che il passato ci consegna. Via Arpi di cent’anni fa era una strada viva, piena di botteghe e di gente. Il cuore pulsante di una Foggia a misura d’uomo, che si sentiva comunità, ed era contenta di esserlo. È una cartolina animatissima, come di rado se ne trovano: una fotografia che trasuda identità, appartenenza consapevole al luogo.
Quella vitalità oggi non c’è più. Quelle botteghe non sono sopravvissute al progresso e ai centri commerciali. In un recente articolo su via Arpi abbiamo fatto il conto delle serrande abbassate: sono la metà, nonostante presenze prestigiose come l’Università, il Museo Civico, la Fondazione Monti Uniti.
Vi regaliamo le immagini che hanno fatto da sfondo alla nostra passeggiata in tre distinte versioni: l’originale in bianco e nero, restaurato digitalmente; la versione colorizzata con gli algoritmi di intelligenza artificiale, una versione “artistica” ottenuta applicando filtri che fanno somigliare l’immagine ad un dipinto in olio.
Le immagini che illustrano l’articolo sono soltanto miniature. Potete scaricarle ad una risoluzione maggiore cliccando sull’immagine stessa o sui relativi collegamenti. Al termine trovare i link ad alcune puntante precedenti di Memorie Meridiane dedicate ad altri angoli della Foggia di una volta. Se volete leggere tutte le puntate le trovate a questa pagina.

Corso Giannone, immagine in bianco e nero restaurata digitalmente

Corso Giannone, immagine colorizzata

Corso Giannone, immagine colorizzata con effetto pittura ad olio

 

Monumento Vincenzo Lanza, immagine in bianco e nero restaurata digitalmente

Monumento Vincenzo Lanza, immagine colorizzata

 

Monumento Vincenzo Lanza, immagine colorizzata con effetto pittura ad olio

Piazza Federico II, immagine in bianco e nero restaurata digitalmente

Piazza Federico II, immagine colorizzata

Piazza Federico II, immagine colorizzata con effetto pittura ad olio

Via Arpi, immagine in bianco e nero restaurata digitalmente

Via Arpi, immagine colorizzata

Via Arpi, immagine colorizzata con effetto pittura ad olio

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(per leggerle, cliccare sull’immagine o sul titolo)

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Autore: Geppe Inserra

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