Lo scempio della memoria: da reperto archeologico a ricettacolo di rifiuti

Il sarcofago di Asimia è uno dei monumenti più singolari e sconosciuti di Foggia. Si trova a Incoronata, ed è l’orgoglio e il vanto degli abitanti della borgata, che si sono sempre opposti all’idea di trasferirlo in un’altra location. È diventato un simbolo, un monumento identitario, che meriterebbe, però, maggiori dure. La storia del suo rinvenimento si intreccia a filo doppio con quella della borgata rurale costruita dal regime fascista.

Sembra si trovasse in una masseria vicina, dove fungeva da abbeveratoio per gli animali. Venne trovato durante i lavori di appoderamento dell’Opera Nazionale Combattenti, e trasportato nella borgata che stava sorgendo, per la gioia dei ragazzi che vi abitavano, per i quali l’antico sarcofago (sembra risalga al IV-VI secolo dopo Cristo) era semplicemente “la vasca”.

“Nessuno sapeva cosa fosse e da quando fosse lì – ricorda Raffaele De Seneen in un articolo sul sito di Alberto Mangano -. Ma ci saltavamo dentro ed era nave pirata, canoa indiana, veliero alla scoperta del (nostro) mondo. E poi era il fortino delle giacche blu, il carro dei pionieri del West, il castello da difendere. A volte, se il gioco si era protratto ed era risultato molo eccitante, la sera, prima di rincasare, diventava pisciatoio comune. C’era il buco, e tutto defluiva silenziosamente in pace.”

Sarà per i bei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, ma “la vasca” è rimasta sempre nel cuore di De Seneen. Si deve alla sua tenacia, e all’impegno di Giuseppe “Bepi” Martellotta “uno che le cose le sa, le ha approfondite con amore e non le sfoggia”, scrive sempre De Seneen, se l’epigrafe è stata decifrata e trascritta, per consegnare all’eternità una struggente storia d’amore.

Il sarcofago ospitò le spoglie mortali di una giovane donna, Asimia Stephanidi, che si spense all’età di soli 30 anni. La tomba venne fatta realizzare da suo marito, Aurelio Mestrius, “militare richiamato in servizio”, anche a ricordo della durata e della intensità del loro amore. Asimia era andata in sposa ad Aurelio che era praticamente una bambina, quando aveva soltanto 14 anni e mezzo.

Un reperto così importante meriterebbe un’attenzione maggiore. Basterebbe pulirlo regolarmente per garantire il necessario decoro e invece…. Il filmato qui sotto documenta com’è ridotto. È diventato praticamente un ricettacolo di rifiuti. Vi si trova di tutto: lattine,  bottiglie di plastica, buste di patatine, scritte e perfino pezzi di pizza.

Un autentico scempio della memoria, che speriamo venga al più presto sanato.

 

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Autore: Geppe Inserra

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