Print Friendly, PDF & Email

C’è un desiderio diffuso di tornare a ragionare di sviluppo, un desiderio che si può palpare quotidianamente in questo blog. Diversamente dal social network, che per sua natura spinge a commenti telegrafici, i commenti di un blog consentono una maggiore libertà, e credo sia pertanto doveroso che i commenti più articolati diventino a loro volta post, nel tentativo di azionare il circolo virtuoso della riflessione condivisa, del confronto, di rilanciare un dibattito sullo sviluppo che da troppo tempo è asfittico.
Leggo solo ora (imperdonabile, da parte mia, ma a volte su Facebook taluni commenti vanno a ficcarsi dove non è facilissimo trovarli) questa bella e interessante riflessione di Massimo Mazza al mio articolo Perché siamo ultimi: una riflessione a bocce ferme sul declino di Foggia e provincia (ne suggerisco caldamente la lettura o la rilettura, per gustare pienamente le considerazioni di Mazza). Ecco il contributo dell’amico Massimo, giornalista, funzionario culturale della Biblioteca Provinciale.

* * *

Grazie Geppe per avermi coinvolto in un argomento che purtroppo ci amareggia ma che occorre analizzare nel tentativo di tutti, ognuno per la propria parte, di individuare rimedi e frenate circa ineluttabili, disastrose cadute libere in un baratro senza fondo; purtroppo questa Città, questa Provincia sono diventate in effetti indifendibili, e lo sostiene uno come me che ha sempre difeso a spada tratta, anche attraverso l’informazione, questo amato territorio.

In un’altra circostanza condividemmo che si sarebbe reso necessario eliminare le Regioni e non le Province, proprio quelle istituzioni regionali che sono venute meno a determinati compiti, per non parlare di sprechi e stipendi d’oro con annesse buonuscite che non salvano neanche l’incolpevole Vendola, a tutt’oggi, dopo lo “scandalo sanità” alla Regione Puglia, facendo perdere di vista i problemi reali del territorio. Geocentrismo a parte.
Vederci agli ultimi posti nel solito annuale studio del Sole 24 Ore che in questa circostanza coinvolge anche la BAT che è “fuggita” prima ancora di essere annessa al nostro territorio, è frustrante. Tu facevi menzione, in un’analisi altamente obiettiva, alle opere del fascismo e al tentativo di decollo industriale post bellico-anni ’70, le cui realizzazioni nel bene o nel male sono state possibili grazie, alla strategia, all’intelligenza, all’operosità e, perché no, all’onestà di tanti figli della nostra terra che hanno dato anima e corpo per la ricostruzione, per il riscatto sociale delle nostre popolazioni.
Nel momento in cui vediamo caricarci di migliaia di euro per IMU e TARSU, mentre la città e i giardini oramai sono diventati il primo “immondezzaio” non solo d’Italia ma del mondo, subiamo mortificazioni e scoraggiamenti che spesso ci inducono a pensare di emigrare nelle città del Nord ove i nostri figli hanno “purtroppo” trovato occupazione; ma l’analisi non può fermarsi qui: come ha potuto – e questo rappresenta solo un piccolo esempio degli scempi attuati – in un recente passato la nostra Amministrazione comunale sprecare 600mila euro di consulenza per un legale esterno all’AMICA, mentre si rendeva necessario assumere una ventina tra giardinieri e spazzini che avrebbero dato più decoro alla città?
Con la mentalità, l’egoismo, l’impreparazione l’affarismo e il menefreghismo di determinate persone non ci saremmo salvati forse neanche con le provvidenze per la reindustrializzazione previste per le aree terremotate.
Tanta colpa è da addebitare alle ultime amministrazioni comunali e provinciali, che se pure in tempi di crisi e di congiuntura non sono state in grado di tener la “barra dritta” del vapore che perdeva acqua da tutte le parti, segnando letteralmente il passo. Qualche nastro tagliato, qualche evento culturale in un contesto che salva solo la nostra Biblioteca Provinciale, che grazie all’informatizzazione dei servizi e ai circa 500mila “reperti” posseduti tra testi moderni, antichi, manoscritti, periodici, la rendono seconda per importanza solo a Napoli nell’intero Mezzogiorno. Speriamo che cambi il vento ed una nuova classe politica sia in grado di uscire fuori dal tunnel in cui ci siamo ricacciati, anche se come sostieni tu, Geppe, il bicchiere oramai è vuoto e la frittata è fatta.

Massimo Mazza
Facebook Comments