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Dalla bacheca del gruppo fb Riaccendiamo le idee, Franco Cuttano rilancia laconicamente un’antica querelle: Daunia o Capitanata? L’effervescente Franco si schiera, senza riserve, a favore del primo toponimo: “Capitanata? Ma che dici !!! A me dauno vuoi cancellare millenni di Storia? NO grazie, preferisco D A U N I A !!!”
La provocazione di Cuttano accende una interessante e purtroppo poco partecipata discussione cui partecipano due intellettuali di calibro, come Massimo Mazza e Davide Leccese.
Mazza puntualizza: “Sono due appellativi geografici diversi: la Capitanata rappresenta l’intero comprensorio geografico attuale; la Daunia invece è l’antica terra dei dauni!”
Davide Leccese rivela un pezzo importante (che non conoscevo) della storia di una querelle che va avanti da decenni: “Feci ampia discussione con Maurizio Mazza: la denominazione geografica; secondo me Dauna è nata da una “malformazione” del termine rigoroso, di origine greca (Δαυνία).”
Per quanti non lo sapessero, Maurizio Mazza è stato il fondatore del museo civico di Foggia, nonché il decano dei giornalisti foggiani (è quello che mi ha avviato alla professione, un giorno vi racconterò meglio di questo grande personaggio).

Massimo Mazza è il figlio di Maurizio, e dal padre ha ereditato la grande passione intellettuale. È stato, fino a pochi giorni fa, funzionario della biblioteca La Magna Capitana. Risponde così a Leccese: “Certamente come sostiene Lei preside, noi bibliotecari (oramai ex) nella catalogazione distinguiamo la Daunia, riferita al IV-V secolo e all’antica terra dei dauni, dalla Capitanata, vale a dire l’intero hinterland della provincia di Foggia intesa in tempi moderni, anche se non tanto, dal momento che Capitanata deriva quasi certamente da Catapano, governatore, giudice, amministratore. Le derivazioni greche mi sono care, ricordo ancora il greco antico studiato al liceo.”
Bella discussione, che avrebbe dovuto essere più partecipata. 
Il problema posto da Cuttano è tutt’altro che secondario. Non è soltanto una questione geografica, o storica, in quanto pesa non poco sulle strategia di marketing territoriale: una terra che vive di turismo ha bisogno di chiamarsi (di identificarsi, il che vuol dire che è anche un problema di identità, di riconoscimento condiviso dell’identità) in modo univoco.
Alla Provincia, ci siamo posti il problema diverse volte, assieme al mai troppo compianto Antonio Pellegrino (presidente dal 1994 al 2003) e a Franco Mercurio. Proprio all’inizio del suo mandato, il grande chirurgo prestato alla politica ricevette una rampogna dalla Prefettura perché utilizzava sulla carta intestata non solo la definizione Provincia di Foggia ma anche quella di Provincia di Capitanata (indebitamente, secondo il Palazzo del Governo).
Il duplice toponimo era espressamente previsto dallo Statuto dell’Ente di Palazzo Dogana. Era stata un’idea di Franco Mercurio quando, qualche anno prima, era stato capo di gabinetto dell’amministrazione guidata da Giulio Miccoli. A Franco (che attualmente dirige La Magna Capitana) bastò un rapido studio per scoprire che il decreto istitutivo della Provincia, firmato nel 1806 da Giuseppe Bonaparte parlava espressamente di Provincia di Capitanata mentre, per converso, nessuna legge ha mai espressamente prescritto che si chiami Provincia di Foggia.
Ci riproponemmo il problema quando Antonio Pellegrino lanciò l’idea del Marchio Capitanata, che intendeva essere un marchi che annodasse e rendesse visibili diversi aspetti non solo produttivi ma anche, per così dire, costitutivi della provincia di Foggia. Bella l’idea del Marchio, ma come definirlo? Marchio Capitanata, o Marchio Daunia?
La stessa Provincia non ha dato una risposta univoca. Fu Pellegrino a volere che la Biblioteca Provinciale si denominasse La Magna Capitana. Geniale idea, e giusto omaggio ai versi di una delle prime poesie in lingua italiana, che si fa attribuisce ad Enzo, figlio di Federico II, che lontano dalla Puglia cantava: Salutami Toscana / quella ched è sovrana / in cüi regna tutta cortesia: / e vanne in Puglia piana, / la magna Capitana, /là dov’è lo mio core nott’e dia. Ma fu lo stesso Pellegrino a decidere che la società di marketing territoriale promossa dalla Provincia inizialmente con il fine di sostenere la riapertura dell’aeroporto, si chiamasse Promodaunia.
Questione, ripeto, tutt’altro che marginale, quando si parla di marketing territoriale. Va benissimo anche usare indifferentemente tutti i tre toponimi (perché non bisogna dimenticare che a fianco a Daunia e Capitanata c’è quello, ufficiale, di provincia di Foggia) ma ciò, se da un lato testimonia ila ricchezza e la complessità del territorio provinciale, uno dei più grandi d’Italia e sicuramente il più vario dal punto di vista geografico, dall’altro  espone al rischio di una certa fragilità identitaria.

E dunque, Capitanata o Daunia? O provincia di Foggia e punto? Voi che ne pensate? Torneremo a parlarne.
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