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Ecco un commento che farà discutere. Lo ha postato con la consueta intelligenza, Girolamo Arciuolo e riguarda il complesso rapporto tra l’aeroporto e il turismo, la presenza di vacanzieri stranieri sul Gargano e la disponibilità di una pista in grado di ospitare aerei di maggiori dimensioni in modo da rendere le mete garganiche più appetibili per i tour operator.
Ecco cosa scrive Arciuolo.
“La vulgata è la seguente. Non ci sono stranieri perché non c’è l’aeroporto. Si tratta di tesi del tutto infondata. Non ci sono stranieri e destagionalizzazione perché il livello medio delle strutture e dei servizi offerti è mediocre e perché il territorio è poco curato (l’esempio più eclatante sono i copertoni e le non poche discariche abusive semmai lasciate a pochi metri dai cartelli “Parco nazionale del Gargano”).
È chiaro che senza servizi di qualità, senza operatori seri, senza cura del territorio, senza abbattimento dei costi … i turisti prenderanno altri voli. ad esempio mancano collegamenti veloci via terra da Bari e da Pescara e manca un servizio serio di noleggio auto. Varrebbe molto di più un servizio di noleggio auto serio e competitivo che un aeroporto. Lo stesso professore che si è occupato della questione aeroporto
(Arciuolo si riferisce al prof. Oliviero Baccelli della Bocconi, incaricato dalla Camera di Commercio dello studio sul posizionamento dell’aeroporto Lisa, n.d.r.) potrebbe essere ad esempio interpellato su questi servizi alternativi e a mio avviso (sono certo di quello che dico ma mettiamoci il dubitativo per non risultare arrogante) forse potrebbe confermare la convenienza e correttezza di un approccio alternativo di tal genere.

Insomma, impegniamo risorse personali, collettive e istituzionali per capire cosa occorre fare per davvero. L’alternativa è il “Porto Turistico di Manfredonia o quello di Rodi”. La colpa lì è delle tasse alte e non della inutilità di un porto per imbarcazioni importanti da nababbi in un territorio che manca delle strutture che possano interessare il super-ricco (leggasi soprattutto rete costituita da super-ricchi che abitano e vivono il territorio e che val la pena di frequentare… )”.

In un altro commento, direttamente pubblicato nell’apposito spazio del blog, Arciuolo conferma il suo pessimismo sulla possibilità che il Lisa possa risollevare le sorti del turismo garganico.
Arciuolo si riferisce soprattutto agli elevati costi di gestione che lo scalo avrebbe, anche ad avvenuto allungamento della pista scrivendo che finirebbe “un po’ come per l’aeroporto di Rimini, anzi peggio, e senza una economia di supporto paragonabile per coprire le passività.” (L’aeroporto di Rimini è sull’orlo del dissesto finanziario, n.d.r.).
Il dato del milione di passeggeri all’anno è noto e costituisce la soglia che rende un aeroporto conveniente. Sotto quel dato si passa via via dal deficit, al più che certo stato di dissesto.
Quello di Foggia rientra in tale ultima ipotesi e lo studio del professore della Bocconi lo dice chiaramente sia pur con i distinguo resi necessari dal fatto che il parere viene chiesto da una committenza che assume come proprio obiettivo strategico la realizzazione dell’allungamento della pista. È tutto così ulteriormente chiaro, e proprio non capisco il perché la discussione e l’impegno di una intera comunità, non vengano profusi per altri obiettivi ragionevoli, convenienti, raggiungibili.”

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