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Sono stati davvero moltissimi i commenti dei lettori alla lettera meridiana Salento, e mo’ basta. Segno che quello della competizione, non sempre leale, tra i diversi territori pugliesi è un tema caldo per l’opinione pubblica foggiana e dauna (ma non sembra altrettanto per la classe dirigente che, a parte le prese di posizione del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, di qualche tempo fa, mantiene tutto sommato un certo aplomb, come se si trattasse di un tema residuale).
Vi prometto di raccogliere in manitera organica, semmai in un libro digitale, tutti i diversi commenti, riflessioni, critiche ed autocritiche suscitati dal post anzidetto.
Qualche ulteriore occasione di riflessione viene offerta da un titolo – quanto mai significativo – di Viaggi 24, rubrica del sito del Sole 24 Ore specializzata in turismo. A segnalarmi l’articolo (che potete leggere integralmente qui) è stato l’amico Lino D’Onofrio, che ringrazio per il contributo.
L’articolo è importante, perché suggerisce a quanti debbano fare ancora le loro vacanze o abbiano deciso di farle a settembre, di scegliere il Gargano. Emblematico il titolo, che conferma implicitamente la tesi sostenuta nel post che ha dato origine al vivace dibattito: “Gargano, fine estate nell’anti-Salento”.

L’incipit dell’articolo di Alessandra Tibollo, molto esausitivo e interessante, conferma la percezione che traspare dal titolo. Ormai il turismo pugliese viene identificato nel Salento. “Nell’estate d’oro della Puglia, oltre al Salento dove risuonano ancora le note di pizzica e taranta, c’è un’altra meta che non smette di incantare con la sua natura selvaggia, le sue calette nascoste e i suoi bianchi borghi incastonati nella roccia. È il Gargano, lo sperone d’Italia, che si protende nel mare Adriatico con le sue candide scogliere punteggiate di pini di Aleppo” scrive la redattrice.
L’idea che il Gargano sia ormai ridotto ad anti-Salento nell’ambito del complesso scacchiere turistico pugliese suggerisce anche l’immagine di un promontorio costretto ormai ad inseguire, dopo essere stato, fino a due anni fa, il territorio pugliese che marcava il più alto numero di arrivi e presenze.

[Successivamente alla pubblicazione del post, l’amico De Tullio mi ha fatto notare che l’articolo è del 2010, il che rende ancora più evidente lo scarso dinamismo del Gargano negli ultimi anni. In buona sostanza, si parlava del Gargano come “anti-Salento” già prima che venisse “sorpassato” dal Salento].

È bene sottolineare che il Gargano mantiene ancora un primato, quello relativo alla cosidetta turisticità del territorio, ovvero alla disponibilità di posti letto e strutture recettive. Ma anche per quanto riguarda questo indicatore, il sorpasso è ormai nell’aria.
L’articolo del Sole 24 Ore dice comunque anche un’altra cosa: che date le bellezze straordinarie del Gargano, vi è ancora tempo e modo per risalire la china. Nel sommario dell’articolo si legge una bella sintesi della irripetibilità della montagna del sole: “Dal borgo di Peschici arroccato sul mare alla costa disseminata di trabucchi. Dai faraglioni di Mattinata ai vicoletti di Vieste. Tra spiagge, torri saracene e scogliere punteggiate di pini d’Aleppo, ecco gli itinerari per esplorare lo sperone d’Italia. Per chi fa le vacanze a settembre”.
La materia prima per tornare a essere competitivi c’è tutta. Quel che fa difetto è una politica all’altezza della situazione..

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