De Tullio: le colpa della crisi di Foggia è tutta dei foggiani

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Dai trasporti a Matteo Renzi, dall’aeroporto alle ferrovie, dagli ultras rossoneri ad una certa idea di destra. C’è un po’ di tutto, nella risposta di Maurizio De Tullio alle numerose provocatorie riflessione di Giuseppe Potenza, presidente provinciale dell’Adiconsum. Un intervento che farà certamente discutere. Potete farlo commentando sul blog o su facebook. Ecco quanto sostiene De Tullio.

* * *
Molte delle impressioni e dei ‘lamenti’ postati da Giuseppe
Potenza sono condivisibili. Anzi, credo di averli espressi con ancor maggior
disarmo da molti anni ormai, e anche da prima ancora che LM nascesse.
Non condivido, invece, la foga che può produrre qui e là
errori di valutazione se non dei veri e propri lapsus. Ma andiamo con ordine.
Scrive il Presidente di Adiconsum:
“I cittadini del
Gargano e dei Monti Dauni per raggiungere Milano, in treno, per visitare l’Expo
si devono avviare da casa il giorno prima.”
Non sarà mica colpa delle Ferrovie se Vieste dista da Foggia
90 km e
altrettanto S. Marco la Catola!
La provincia di Foggia è fatta così come la conosciamo: le montagne stanno lì
da millenni.
“Sulla linea adriatica
da Termoli a Lesina c’è un solo binario e manca un progetto per l’alta
velocità.”
Vero, ma è colpa delle Ferrovie? I ritardi sulla
Lesina-Termoli sono riconducibili alla controversia, durata anni, imposta dalla
Regione Molise che ha preteso e imposto una variante di tracciato più costosa,
che ha finito col rallentare la progettazione esecutiva dell’opera. E l’Alta
Velocità, come avevo già commentato in un precedente post su LM, non si realizza in tre mesi, e per
farlo occorrono fondi immensi che al momento, con tutta evidenza, non mi sembra
possano essere reperiti. L’Alta Velocità di cui oggi vediamo i risultati in
Italia è nata su progetti di quasi 30 anni fa.

“Hanno dedicato un
treno Frecciarossa a Pietro Mennea (che era la Freccia del Sud) e dalla
Sua Barletta per raggiungere il capoluogo lombardo ci vogliono otto ore.”
Errore grave: da Barletta a Milano ci vogliono esattamente 6
ore e 20 minuti! Piuttosto la vergogna nazionale delle Ferrovie sta nel non
garantire treni notturni su molte tratte importanti.
“Il trasporto
marittimo da e per Manfredonia è come il viaggio di Ulisse: un’Odissea!”.
Ci sono linee da e per Manfredonia? E da quando? Al solito,
devo essermi perso qualche puntata…
“Riportare il Gino
Lisa all’interno di un ben organizzato network nazionale ed europeo come
merita? (Rammento a me stesso che lo Stato in materia di trasporto pubblico ha
degli obblighi).
Ma come si fa?”.
Infatti non si fa, e mi sembra anche normale. Lo Stato ha
certamente degli obblighi in materia di trasporto pubblico, ma tra questi obblighi
non vi è quello di attivare aeroporti in ogni capoluogo di provincia! A meno
che non si discuta di altro, con ben altri numeri e progettualità, come ho
ipotizzato cinque anni fa sulla rivista “Diomede
e poi su LM: un aeroporto ex novo, per traffico passeggeri e
merci, utile alle famose cinque Province e tre Regioni, da realizzare nella
piana di San Severo e che nella recente campagna elettorale per le Regionali il
candidato Dell’Erba, di Apricena, tardivamente ha inserito nel suo programma
politico. Suggerivo anche le modalità per recuperare i necessari fondi.  Ma siccome non sono un Presidente di
Associazione di Consumatori, né un politico né un esperto di politiche dei
trasporti ancora non ho ricevuto uno straccio di commento, tranne la “furbata”
di Dell’Erba.
“Il trasporto pubblico
nella provincia di Foggia sta vivendo il suo periodo più nero. Nerissimo. Ci
vorrebbe una sollevazione popolare.”.
Già. Ma com’è che ce ne accorgiamo sempre DOPO le elezioni
(da quelle condominiali a quelle Europee) e mai prima? E accorgersene prima
significa fare attività politica, ma non quella finalizzata ai voti di scambio,
ancora così presente e piacente a Foggia e in Capitanata.
Fare attività politica significa far proprio il fatidico “I Care”, significa sporcarsi le mani
tutti i giorni di fronte a ogni sopruso, misfatto, abuso, stortura, ruberia,
dimenticanza; cominciando dalla piccola politica quotidiana, quella dei piccoli
gesti, per finire a quella dove i gesti si traducono in iniziative di massa
(possibilmente senza l’uso “fintopartecipativo” di Facebook), in voci forti e
autorevoli, in atti di responsabilità civile, per arrivare a obbligare partiti
e candidati a sottoscrivere veri e propri impegni con gli i cittadini e gli elettori.
“Ci fu un tempo in cui
questa città e questa provincia seppero modificare il proprio destino
indirizzandolo verso una vita ed un futuro migliori, anche attraverso proteste
popolari.
Quelle di piazza,
dico.”.
E come, no? Me le ricordo. La prima fu quando serviva rifare
lo stadio “Zaccheria” e il Comune di Foggia si fece in quattro pur di
attrezzare la tribuna per la serie A. Con turni di 24 ore su 24 la tribuna si
fece in meno di due mesi. Et-voilà:
il miracolo del calcio si avverò.
Lo stesso è accaduto qualche giorno fa, nella nuova Isola
pedonale, dove migliaia di tifosi rossoneri impazziti hanno inneggiato al nuovo
Clan, presente sempre l’immancabile Sindaco Landella, Primo Cittadino e Primo
Tifoso del Foggia.
“Non voglio che i miei
figli rimangano qui. Che vadano via da Foggia, magari all’estero.
Australia, Nuova
Zelanda, Canada. Lì le persone hanno reso splendida ed efficiente la loro
Nazione, agendo in sinergia senza quei bizantinismi tutti italiani, quei
mezzucci, quelle coltivazioni del proprio orticello, quel non vedere al di là
del proprio naso.
Non vorrei, insomma,
che vivessero accanto a cittadini che non fanno nulla per la loro terra.
E che si inchinano ad
un Presidente del Consiglio, Renzi, il quale, il quale, senza nè arte e nè
parte, affronta il tema del declino del Mezzogiorno d’Italia in pieno agosto,
in vacanza, con un drink in mano, abbronzato al sole (del Sud).”.
Intanto non credo che quelli che non fanno nulla per la loro
terra siano gli stessi che s’inchinano a Renzi. Anzi, conoscendo molto bene i
miei… polli, lo escluso categoricamente.
Quelli che non fanno nulla per la loro terra li ho
conosciuti in tutti gli àmbiti di lavoro (e non) in cui mi sono trovato: scarsa
professionalità e limitato amore per il proprio lavoro; scarso (se non nullo)
senso di appartenenza autentico per la propria città; nessun senso civico;
difesa dell’evasione fiscale; cultura ultras
nel proprio DNA, ecc. E le assicuro che la stragrande maggioranza non aveva mai
votato a sinistra a suo tempo e non ha votato Renzi ultimamente.
Piuttosto ho conosciuto tanta gente – tutta di centrodestra –
che ha messo su dal niente delle cosiddette associazioni, a difesa di Foggia,
dei foggiani, della foggianità (e chi più ne ha più ne metta) e poi si è fatta
eleggere consigliere comunale, poi nominare assessore, poi tentare scalate
sempre più ardite.
A chi si diverte a gettare fango (sinistra compresa) su
Renzi, ho dato appuntamento fra circa tre anni. Troppo facile pretendere tutto
e subito, in tempi di crisi pesantissima (non nata con Renzi) dopo che – in
maniera impassibile – per circa 20 anni abbiamo ingoiato ogni tipo di porcheria,
lamentandocene ogni volta, arrivando a scendere in piazza con i forconi (ce ne
siamo già dimenticati?).
Sono i foggiani che consumano troppi drink al sole invece di fare mea
culpa
, tirarsi su le maniche e cominciare a distinguere sul serio diritti e
doveri.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)
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Author: Maurizio De Tullio

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