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di Maurizio de Tullio
L’ultima
indagine nazionale sulla sicurezza delle strade, provincia per provincia,
risaliva al 2013. In
quella occasione era emerso un dato decisamente negativo per la Capitanata, indicando
Foggia la terza provincia in Italia tra le meno sicure.
Oggi abbiamo
i dati del 2014, elaborati da una ricerca del ‘Corriere della Sera’ sulla base di quelli forniti dall’ISTAT, e la
provincia di Foggia balza prepotentemente al primo posto tra quelle con le
strade meno sicure d’Italia.
La Capitanata, dunque, si
presenta agli occhi (e alle auto e moto) degli italiani – turisti in testa o
passeggeri in transito – come una provincia “da bollino nero” in tema di sicurezza
stradale. Basti dire che nel solo mese di marzo 2014 la ricerca ha registrato
in provincia di Foggia la morte di ben nove persone: davvero un record poco
invidiabile e tragico nella sua fredda fotografia.
La ricerca
del ‘Corriere della Sera’,
inoltre, evidenzia che, in media, sono 4.400 l’anno le vittime di
incidenti stradali in Italia nell’ultimo decennio, di cui 3.381 nel 2014
(ultimo dato disponibile). Il computo totale registra uno 0,6% di vittime in
meno rispetto al 2013, un calo ben al di sotto della media degli ultimi dieci
anni. I dati parziali riferiti ai primi sei mesi del 2015 diffusi dall’ISTAT
fanno invece scattare un allarme essendo la mortalità sulle strade cresciuta
dell’1% rispetto al primo semestre del 2014.

Che le nostre
strade, provinciali e cittadine, fossero pericolose, sia per la loro
conformazione che per la scarsa manutenzione (dovuta anche a scarsità di fondi),
era noto da tempo ma che si arrivasse a detenere questo record davvero è
argomento da primo punto all’ordine del giorno del Consiglio Provinciale di
Capitanata e di quello Regionale.
Dirò di più.
Il tema della sicurezza stradale lo trovo di così straordinaria importanza (e
ne scrivo da almeno dodici anni!) da porlo in antitesi ad altri, come quello di
chi continua a sbracciarsi per il decollo di una importante infrastruttura,
importante fin che si vuole ma non fondamentale, cioè la riattivazione
dell’aeroporto “Gino Lisa”.
A giorni
completerò il mio reportage
fotografico, cominciato a settembre 2015, dedicato solo alla città capoluogo,
dal quale emergerà con apodittica evidenza lo stato disastroso di strade e
marciapiedi. Con una premessa doverosa: l’Amministrazione Landella (così come
almeno le due precedenti) hanno poche colpe circa i pericoli reali, ai limiti
del reato penale, in merito alla situazione che si è creata negli anni su
alcune arterie cittadine, a cominciare dal centro di Foggia.
Occorrerà
scavare nel passato, rintracciare i nomi di assessori, dirigenti e soprattutto
di coloro i quali, negli ultimi 20-30 anni, hanno scelto di impiantare alberi
(di tipo diverso) che nel tempo hanno manifestato le loro naturali necessità di
crescita ed espansione, specie a livello di radici, creando i presupposti per
mettere a serio rischio la vita stessa di automobilisti e pedoni.

Ma è altresì
vero che ogni Sindaco è responsabile della sicurezza dei cittadini che
amministra, e se di fronte a delle situazioni macroscopiche, come quelle di via
Bari (altezza Ufficio del Lavoro), viale Michelangelo, viale Fortore, via
Napoli (ingresso città), non interviene per tempo, anche l’attuale Sindaco si
fa complice del degrado creato da chi lo ha preceduto.
Maurizio De Tullio
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