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Lorenzo Brescia ha pubblicato alcune interessanti considerazioni sul presunto combattimento che Joe Louis tenne a Foggia, nel corso dell’occupazione americana, evento cui Lettere Meridiane ha dedicato alcuni post (se siete interessati li trovate tutti cliccando qui).

Ecco il testo.
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Ho sempre sostenuto che “ascoltando una fotografia” riesci a sentire “tutto”da essa.
Ebbene, in questi giorni, circola una foto di una riunione di boxe all’aperto (Brescia si riferisce a quella pubblicata da Maurizio De Tullio nell’articolo È vero: Joe Louis combatté a Foggia. Ecco la foto, e i documenti e al commento di Tommaso Palermo, che adombra la possivbilità che Louis si sia limitato ad arbitrare, n.d.r.), risalente agli anni in cui “c’erano gli americani”. La foto, scaricata da me qualche tempo fa, porta la seguente didascalia: “Joe Lewis referees boxing match at Amendola” (ognuno la traduca per proprio conto).
Quando la si va a salvare, propone il nome: “Joe Louis Boxing Ref”.
Fin qui nulla che esuli dai principi elementari di ricerca.
Non voglio entrare nelle affermazioni fatte sulla foto, non mi interessano, vorrei soltanto porre all’attenzione dei fruenti, alcune mie considerazioni.
Ho provato ad ingrandire la parte dei “combattenti”, ritenendo che un incontro di “arte nobile” non possa mai disputarsi senza regole ed ARBITRO (perderebbe la sua nobiltà!), notando che sul ring (?) ci sono SEI piedi. Quello a destra, (del fotografo), cerchio rosso, con la maglietta a mezze maniche chiara, ha la sagoma “assimilabile” al “Bombardiere Nero” (così chiamavano Joe Louis), a distanza da buon arbitro, tale da non intralciare i due atleti e contemporaneamente tale da poter intervenire all’occorrenza. A sinistra(sempre del fotografo) si nota il primo pugile, che pur non essendo di elevata statura nella “istantanea” nasconde il secondo pugile, del quale si intravedono solo alcuni piccoli e all’apparenza insignificanti particolari.
Diciamo che nel momento dello scatto i due pugili sono “corpo a corpo”. (cerchio verde)
Certo la sua arte era diversa dal cantare, recitare, intrattenere con battute, non gli si poteva chiedere di effettuare un combattimento, sia pure dimostrativo, con cadenza giornaliera.
Joe Louis sicuramente in Capitanata è stato esibito dall’esercito USA, non so ancora se si è esibito. Chris Mead il suo biografo potrebbe esserci d’aiuto.
Intanto allego (https://youtu.be/rao82ifAv9I) brevissimi frammenti di alcune riunioni “dimostrative” in Italia ed accoglienze al militare Joe Louis, che ora riposa, dal 12 aprile 1981, nel Arlington National Cemetery.
Chiunque, da queste mie considerazioni, tragga le proprie conclusioni.
Lorenzo Brescia

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Le considerazioni di Lorenzo Brescia sono senza dubbio interessanti, ed è parecchio suggestiva l’idea di ascoltare la foto, cosa che lo stesso Brescia svolge in maniera parecchio approfondita. Credo non ci siano dubbi: nonostante la presenza di un arbitro certificata dal fatto che sul quadrato si vedono sei piedi, non poteva trattarsi di un incontro ufficiale. Altri dati che si hanno sul tour in Capitanata del bombardiere nero consentono di collocare con una certa precisione la data (il 20 agosto del 1944) e disegnare le tappe della mini tournee.
Nel suo libro Dumb but Lucky!: Confessions of a P-51 Fighter Pilot in World War II, il pilota Richard Curtis racconta di due “esibizioni”  del campione del mondo dei pesi massimi di cui  fu spettatore, la prima  Casablanca, la seconda a San Severo. Nel primo caso, Curtis parla di exhibition match, nel secondo, quello di San Severo, di exhibition bout che significa più o meno incontro dimostrativo.
Per quanto ne so io direttamente, avendo avuto modo di parlarne con uno dei protagonisti, il mio amico Vincenzo Affatato, si tratto di una esibizione, però non incruenta. Come dire, il bombardiere nero le suonò di santa ragione ai pugili foggiani che gli vennero opposti. Ma dove? La foto pubblicata da Brescia e da De Tullio rilancia la questione. Autori che ne hanno scritto come Pino Autunno e Alberto Mangano sono cvoncordi nell’indicare il luogo dell’exhibition bout nello stadio Zaccheria (che allora non si chiamava ancora così, ma Campo Sportivo del Littorio). La foto mostra ben altra location.
Vista l’ampiezza e la densità del Foggia Airfield Complex (durante l’occupazione alleata si snodavano nel Tavoliere ben 21 campi d’aviazione, chi volesse approfondire trova altre notizie qui), non si può escludere che Louis si sia esibito parecchie volte. Sicuramente, oltre che a Foggia e a San Severo, il campione salì sul ring anche a Cerignola – come ha affermato Tommaso Palermo -, presso il 34th Station Hospital.

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