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Maurizio De Tullio ha scritto  questo  interessante contributo, che  intende stimolare una
maggiore conoscenza della storia della squadra di calcio di Foggia, un paio di
giorni prima che allo stadio “Zaccheria” i satanelli affrontassera il Pisa. D’intesa con l’autore, abbiamo pensato di rinviare la pubblicazione dell’articolo a partita avvenuta, un po’ per scaramanzia, un po’ per favorirne la lettura in un clima più disteso. Sapete tutti com’è andata a finire la sfida, carattaeirzzata anche da episodi di scarsa cultura e civiltà sportiva.
Lo pubblichiamo adesso, sempre più convinti della necessità che a Foggia si consolidi un’autentica cultura dello sport, del calcio, e della sua storia, invitando gli amici e i lettori di Lettere Meridiane che sapessero qualcosa di più sull’enigma proposto da Maurizio a dire la loro. (g.i.)
* * *
Solitamente gli stemmi delle
società calcistiche, e sportive più in generale, quando nella denominazione
recano il nome della città di provenienza, riprendono il simbolo stesso di quel
luogo.
Nel 1959, invece, è accaduto
qualcosa di misterioso e divertente, che volentieri propongo agli amici e
colleghi giornalisti sportivi locali perché approfondiscano l’arcano, magari
risolvendolo.
Si tratta di questo. Casualmente,
nel fare una ricerca storica per la famiglia di mia moglie, sono entrato in
possesso di un estratto dal registro degli atti di nascita di suo nonno, datato
1959, e quindi un documento originale dell’epoca. Fin qui nulla di strano.
In un attimo la curiosità si è
plasticamente manifestata in sorpresa e mistero quando, tra i classici bolli
comunali apposti, e riportanti il valore di 2, 5 e 30 lire, giustificati come
“Diritti per stampati” e per “Urgenza”, ve n’era un altro dall’intestazione e
dal marchietto misteriosi: “Pro Sport” stampigliato sulla parte superiore di un
simbolo a forma di classico scudetto calcistico e lire 10 sulla parte
inferiore. Lo scudetto, a sua volta, era suddiviso in due parti verticali:
sulla sinistra lo storico simbolo della città di Foggia, con le tre fiammelle
galleggianti sull’acqua, e su quella destra i colori sociali della squadra del
Foggia, rosso e nero, immutati dal 1920, anno di fondazione della società
calcistica locale.
Ignoti i motivi alla base di
questa contribuzione forzata a fini sportivi, anche se già a quei tempi dietro
la parola ‘sport’ era sovente celarsi solo il calcio.
Provo a immaginare a cosa potesse
servire quella forma di incameramento di entrate straordinarie sotto la voce
“Pro Sport”.
Per farlo, mi avvalgo della
ricostruzione storica fatta dal collega Pino Autunno, studioso per eccellenza
della nascita, della vita e dei miracoli rossoneri. Due a mio avviso le
ipotesi, entrambe riconducibili allo Stadio comunale “Pino Zaccheria”.
Proprio nel 1959 (immagino
nell’arco di circa un anno, quindi a partire dal 1958) la capienza dello stadio
comunale foggiano passò da 12.000 a 15.000 posti, in seguito al completamento
dell’ala destra dell’allora tribuna. Nello stesso anno, inoltre, venne risistemato
il manto erboso, che finì per conferire allo “Zaccheria” l’aspetto di un vero
stadio.
Saranno queste le motivazioni? Lo
scopriremo solo… perlustrando nelle delibere comunali approvate tra il 1958 e
1959.
Per la cronaca e per i non
addetti, ricordo che nel 1958 la società U.S. Foggia si era fusa con il G.S.
Incedit divenendo U.S. Foggia e Incedit e nel 1959-60 era stata promossa (per
la terza volta) in serie B.
A suffragio di quanto finora
esposto e a beneficio di chi vorrà occuparsene, allego l’immagine di
quell’estratto dal registro degli atti di nascita di nonno Pasquale, risalente
al 1959.
Chissà se tra i lettori più
anziani di questo Blog non vi sia qualcuno che, per età o per conoscenza delle
pratiche amministrative di quegli anni, possa sciogliere la matassa.
Cordialmente 
Maurizio De Tullio
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