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I gesti hanno sempre un loro significato. Quando li compiamo, ma anche quando non li compiamo, per dimenticanza o più semplicemente per disinteresse.
Così, ci sono piccoli gesti pieni di grande significato e, per converso, piccole omissioni che tradiscono grandi insensibilità.
Prendete, per esempio, Il Volo, la bella scultura di Gianfranco Rizzi che una volta faceva bella mostra di sè sul piazzale dell’aeroporto Lisa. Venne rimossa durante i lavori di rifacimento del piazzale esterno dello scalo foggiano, e mai più ricollocata al suo posto. Anzi, è finita tra i rifiuti. Una vicenda assurda e incredibile, anche perché la realizzazione della scultura, costò un bel po’ di danaro pubblico.
Questa storia incresciosa mi è tornata alla mente ieri, quando ho utilizzato nel post sul probabile matrimonio tra Aeroporti di Puglia e la società che gestisce l’aeroporto napoletano di Capodichino, una vecchia foto del monumento scomparso. C’è chi ha espresso apprezzamento per la fotografia e per la bellezza dell’opera d’arte, e chi ha ricordato, con un pizzico nostalgia, di possedere una foto del giorno del proprio matrimonio, scattata davanti alla scultura di Rizzi.
Avete capito bene. In una città che non offre molte bellezze e che quindi provoca non pochi problemi ai fotografi che debbono scattare le foto dei matrimoni, Il Volo era una meta obbligata per gli “scatti matrimoniali”.
Chissà quanti momenti felici sono stati immortalati sotto le Ali sospese (è l’altro nome con cui il monumento viene conosciuto) pazientemente modellate dal grande  scultore foggiano.
Lettere Meridiane parlò a lungo della vicenda (alla fine dell’articolo trovate i collegamenti, se può interessarvi), vi fu la consueta mobilitazione dei gruppi social, che gridarono allo scandalo. Vi fu l’impegno particolare del FAI, Fondo Ambiente Italiano.
Da parte di Aeroporti di Puglia, la società regionale che gestisce l’aeroporto, il consueto silenzio.
Vi fu un certo interessamento dell’assessore comunale all’ambiente, Francesco Morese,
Ma nulla di concreto è stato fatto.  Il Volo resta ancora chissà dove. Le ali non sono più sospese, ma spezzate.
Un altro tassello di bellezza strappato alla città.
L’omissione colpevole ha vinto sul gesto possibile. Ahimè.

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Le precedenti Lettere Meridiane sull’argomento:

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