Print Friendly, PDF & Email

Foggia città dai mille volti e dalle mille contraddizioni. Foggia bella e brutta. Foggia da cui scappi e quando te ne sei andato non vedi l’ora di ritornarci. Foggia dove sembra “Tutt’a poste”, ma solo in apparenza.
Questa Foggia trova un suo cantore d’eccezione in Gianni Ruggiero che è, al tempo stesso, uno dei maggiori poeti dialettali pugliesi e un raffinato chansonnier. Trait de union dell’una e l’altra dimensione artistica di Gianni è il dialetto, inteso nella sua accezione di lingua parlata dalla comunità locale, e come tale la più idonea a svelarne l’autocoscienza, raccontarne le storie, rappresentarne i problemi, e se del caso, anche scherzarci su.
Le poesie-canzoni di Gianni sono sempre inattese e sorprendenti, grazie alla sua innata capacità di partire dal “senso comune” (o detto in modo più aulico, il sentimento collettivo) sia che si tratti di dichiarare appartenenza e identità come ha fatto in Za Fo’ (che è assai più di un inno o una dichiarazione d’amore per il Foggia, è il racconto del sentimento speciale e profondo che lega la città alla sua squadra) sia che si tratti di denunciare endemici problemi e irrisolte storture, come succede nell’ultima splendida fatica di Ruggiero (che potete guardare e ascoltare sotto).
Così come per Za Fo’, il titolo, Tutt’a poste, si richiama ad un modo di dire quasi proverbiale dei foggiani, che quando si incontrano non si salutano con il classico ciao o come stai ma con l’anzidetta locuzione, a metà tra l’esclamazione e la domanda: tutt’a poste?! 
Ma è proprio tutt’a poste a Foggia? Gianni Ruggiero dice di no, e denuncia senza mezzi termini, anche se con ricercata melodia e con il sorriso sulla labbra, le strade crivellate di buche, la sporcizia che regna sovrana, la miseria che avvolge strati sempre più vasti di cittadinanza, le tante, troppe contraddizioni di una città dove “u timbe passe, ma che passe a fa” (il tempo passa, ma che passa a fare?).
Però, nonostante la miseria, la fame, le strade rotte e sporche, a Foggia “facimme semp’ fest”, ed è “tutt’a post, tutt’a post, ancor qualche cos’amma aggiustà, non vedi cum’è bell sta città, ce manche poche p’a felicità” (verso che viene non casualmente cantato su un cartello che inneggia alla promozione del Foggia).
Ruggiero canta le contraddizioni della città senza rabbia né dolore. Le contraddizioni tra la Foggia che balla e che festeggia e la Foggia che ha fame, tra la Foggia che “s’magna i mel” e la Foggia che “si gel i dinte”. Fino a quella suprema, del “fuggi da Foggia” che così viene cantato e denunciato da Gianni Ruggiero: “I gente se ne vanno da sto paese, artisti, cantautori, intellettuali e tenne ragion, che vujie dice, a qua chi mora mora e  chi campa campa.” (Le persone se ne vanno da questo paese, artisti, cantautori e intellettuali, e hanno ragione, che vuoi dirgli, qui chi muore, muore e chi campa, campa.)
Tutt’a poste è una splendida canzone militante, composta, cantata e suonata (alla chitarra) da Gianni Ruggiero, con l’accompagnamento vocale di Ester Brescia, che è anche autrice della  bella, intrigante ed efficace videoclip.
Eccola qui sotto. Cantatela, amatela, condividetela. Chissà che non serva a cambiarci un po’.

Facebook Comments