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Con colpevole ritardo, pubblico l’approfondito e interessante commento del prof. Luigi Paglia all’articolo di Maurizio De Tullio, Il vero problema è il Sud nel Sud.
Tra le diverse considerazioni che svolge, Paglia torna anche sulla idea (lanciata da Maurizio e sostenuta da Franco Antonucci ed altri amici, già da diverso tempo) di affiancare alla pubblicazione digitale di Lettere Meridiane quella di un supplemento cartaceo.
Al termine dell’intervento potete leggere la mia risposta. (g.i.)

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Il quadro dell’informazione stampata e televisiva foggiana delineato da Maurizio de Tullio è realistico ed impietoso. Anche i panorami delle attività degli altri ambiti cittadini (non tutti, per fortuna) sono egualmente deprimenti e mortificanti, anche se il settore dell’informazione è di vitale importanza per lo sviluppo del territorio, in quanto dovrebbe presentare e analizzare lo stato delle cose ed avanzare proposte e prospettare soluzioni ai problemi della città.
Si avverte l’esigenza di uno strumento di comunicazione e di studio che svolga questo compito essenziale, anche perché l’istituzione comunale non pensa a realizzare indagini socio-antropologiche sulla situazione cittadina, per poter progettare interventi per lo sviluppo e la prospettiva della città futura, con una visione lungimirante ed un’azione non legata solo al quotidiano. Anche sul piano degli eventi culturali, essa si limita a recepire e promuovere (lodevolmente) le proposte individuali o di associazioni culturali, e non svolge un’attività di coordinamento delle varie iniziative (magari con l’ausilio di un comitato costituito dai rappresentanti delle organizzazioni culturali), non realizza una progettazione coerente e di lunga visione, non basata su interventi episodici, con semplice affastellamento di eventi, difettando, insomma, di una prospettiva di politica culturale di ampio respiro che dovrebbe sfociare, se attuata, in una programmazione periodica (comunicata con la pubblicazione di bollettini mensili, come avviene in altre città) delle varie attività cittadine, con l’eliminazione, tra l’altro, della sovrapposizione nello stesso giorno di eventi culturali ed artistici in sedi diverse e con l’assenza degli stessi in altri periodi.

Purtroppo, il male di Foggia è rappresentato dalla scarsa sinergia tra i diversi operatori culturali e dell’informazione presenti nella città, tra i quali pure vi sono personaggi di talento e noti anche a livello nazionale (basti pensare – solo per fare qualche esempio – a scrittori e artisti come Paolo de Caro o Rossella Palmieri, tra i vincitori del Premio internazionale Lago Gerundo di Paullo-Milano per la saggistica teatrale, o Davide Grittani, concorrente allo Strega, o il gruppo di Spazio 55 o un importante scultore come Christian Loretti, per non parlare di tanti che son dovuti emigrare). Bisogna anche dire che tentativi riusciti, almeno in parte, di collaborazione si realizzano tra benemerite istituzioni culturali (come la Fondazione dei Monti uniti, Apulia felix, la libreria Ubik ed alcune Scuole), ma la tendenza dovrebbe essere irrobustita ed estesa a tutte le componenti del tessuto culturale cittadino.
Foggia è una città non priva di competenze e di figure anche di eccellenza , come si è detto, ma che coltivano, ognuna, il proprio orticello, spesso senza rapportarsi con gli altri operatori del settore, ed anche l’Università – che pure costituisce una grande risorsa per la città- spesso è avulsa dalle dinamiche del territorio, anche perché svolge la propria attività e realizza le iniziative soprattutto al mattino e con scarsa comunicazione o pubblicità.
Di fronte a questa situazione, l’idea, lanciata da Maurizio, di realizzare una rivista cartacea, da affiancare alla virtuale rassegna di “Lettere Meridiane”, dovrebbe essere sostenuta e resa operativa.
Veramente la prima riunione per la costituzione della rivista si tenne qualche mese fa ed in essa furono delineate alcune ipotesi di lavoro e di sviluppo dell’iniziativa.
Si parlò di un editore interessato, della pubblicazione in digitale, del sistema di abbonamenti: un centinaio di lettori di “L.M” per coprire i costi dell’ operazione, oltre alla vendita nelle edicole e librerie.
Per quanto riguarda la strutturazione dei contenuti della rivista, avanzai l’idea di una pubblicazione con periodicità quadrimestrale di 80-100 pp. a carattere parzialmente monografico. Le prime 40-50 pp. dovrebbero essere dedicate ad un tema da analizzare e sviluppare in tutti gli aspetti con interventi di esperti nel ramo, in modo da precisare la situazione presente e prospettare ipotesi e soluzioni per lo sviluppo del campo considerato.
Verrebbe così a configurarsi una rivista di studio delle situazioni e dei settori e di approfondimento dei problemi della vita della città, e di contributi di proposte e suggerimenti, ponendosi essa come interlocutrice e stimolo per l’istituzione comunale e le associazioni di categoria (tra cui è benemerita la Camera di commercio per le indagini statistiche sull’economia cittadina).
Le seconde 40 o 50 pp. della rivista dovrebbero comprendere una decina di rubriche, dedicate alla registrazione degli eventi e accadimenti relativi ai vari settori: economia e lavoro; edilizia ed urbanistica; le Scuole; l’Università, l’Accademia e il Conservatorio; Biblioteche e musei; l’associazionismo e il volontariato; la salute e le strutture ospedaliere; l’arte; la letteratura; gli spettacoli; la religione e l’etica; lo sport (e non solo il calcio).
Questi settori dovrebbero anche costituire le tematiche della sezione monografica della rivista, quattro delle quali dovrebbero essere individuate all’inizio di ogni anno, assegnate ad un responsabile che dovrebbe realizzare, con l’aiuto della redazione, una programmazione con vari contributi e interventi, con la possibilità di organizzazione di tavole rotonde sugli argomenti trattati, con il coinvolgimento delle istituzioni e con l’apertura di un pubblico dibattito.
Spero che tali ipotesi non siano da confinarsi nel mondo dei sogni poiché la loro realizzazione implica un lavoro serio e ricerche puntuali e approfondite (e non remunerate) che non tutti i “chiamati” si sentono di affrontare.
Una prima avvisaglia della carenza di impegno e di partecipazione (ed è probabilmente questo il motivo per cui Geppe si è raffreddato nell’idea) si è avuta proprio nella prima riunione poiché si è dovuto constatare l’assenza della quasi totalità degli operatori culturali, artistici, dell’informazione, della istituzioni pubbliche, del volontariato e dell’associazionismo (fra cui mi ha sorpreso quella di Maurizio).
Luigi Paglia

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Ormai molti anni fa, quando dirigevo l’Ufficio Stampa della Provincia, ricevetti la telefonata di un funzionario della Biblioteca Nazionale di Firenze, che raccoglie le pubblicazioni edite in tutta Italia. Chiese aiuto perché non riusciva a districarsi tra le riviste intitolate La Capitanata che uscivano in provincia di Foggia.
La confusione del povero bibliotecario era del tutto motivata. La sola amministrazione di Palazzo Dogana pubblicava allora due riviste con questa medesima denominazione: quella, gloriosa, della Biblioteca Provinciale e quella, voluta dal presidente Michele Protano e tenuta a battesimo dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Giacovazzo, che dirigevo io (avevo proposto di chiamarla semplicemente e beneauguralmente Sviluppo, ma la giunta provinciale non fu d’accordo). Ne vedete una copertina nella foto che illustra il post.
E non è tutto. In quegli anni il compianto Antonio Vitulli dirigeva e pubblicava La rassegna di Studi Dauni, trimestrale della Società Dauna di Cultura e della Società di Storia Patria.
Adesso c’è il deserto. Sono tempi grami in generale per la carta stampata. Le Province non esistono più, la Biblioteca non ha i soldi neanche per comprare i libri e le riviste, e quindi la pubblicazione de La Capitanata è ormai diventata un sogno proibito (per la cronaca, a parte l’amarezza degli addetti ai lavori, non ho visto folle di gente che si stracciasse le vesti…).
Scusate la lunga premessa, ma era necessaria per sottolineare quanto abbiano ragione Luigi Paglia a rivendicare la necessità di una pubblicazione che colmi questa grave lacuna, e amici come Maurizio De Tullio, Franco Antonucci, Giovanni Cataleta, Antonio Basta e Biagio Porricelli, a vagheggiare la possibilità che sia Lettere Meridiane a farlo.
L’ipotesi editoriale disegnata da Luigi Paglia è intrigante ed affascinante, non c’è dubbio. Ma può coincidere con una eventuale trasposizione o edizione cartacea di Lettere Meridiane? Non lo so.
Abbiamo cominciato a ragionarne, come ricorda lo stesso Paglia (in merito all’incontro pubblico nel quale si avviò la riflessione, devo precisare che l’assenza di De Tullio era del tutto giustificata).  C’è un interesse diffuso, ma…
Le ragioni che mi spingono a riflettere con molta prudenza sulla proposta sono in definitiva le stesse che hanno determinato il malaugurato ritardo nella pubblicazione dello stimolante intervento del prof. Paglia: nonostante gli appelli che ho ripetutamente lanciato ad amici e lettori per aiutarmi nelle attività social del blog (pubblicazione nei gruppi, monitoraggio e moderazione dei commenti, corrispondenza, relazioni, ecc. tutte attività che – credetemi – assorbono ormai più tempo della scrittura vera e propria e della organizzazione editoriale), faccio il blog assolutamente da solo, e può accadere che ne risenta la tempestività.
Lo faccio con spirito assolutamente volontario (come del resto gli amici che con i loro contributi arricchiscono i contenuti di Lettere Meridiane), perché scrivere è tra le non molte cose della vita che riesco a fare con una certa efficacia, e perché penso che occorra fare qualcosa per questa città e questa provincia.
Maurizio mi bacchetta in privato (e gli chiedo scusa se pubblico le sue rimostranze, ma servono a rendere l’idea) scrivendo:

Il Prof. Luigi Paglia ha lasciato un lapidario e sconfortato messaggio, nella pagina FB di LM, meravigliandosi del fatto che né io (sic!) né tu, Geppe, abbiamo letto e commentato le sue parole, che AVREBBE lasciato dopo aver – a sua volta – letto e commentato il mio articolo sul Sud nel Sud.
Il problema è che il suo commento è…ignoto: dove sta? Perché non deve aver diritto ad una visibilità immediata?
E’ l’ennesima prova del fatto che i Social sono un danno per la Cultura: fanno perdere tempo, creano confusione, ingenerano ansia e insoddisfazioni, e – soprattutto, trattandosi di un Blog di stampo culturale e non di gossip o di tifosi – i risultati non sono facilmente archiviabili e rintracciabili.
Quando ti convincerai che è umano e doveroso – ogni tanto – fare un passo indietro, sarà allora arrivato il vero momento di mettersi attorno a un tavolo e pensare a fare di LM anche, e soprattutto, una rivista.
Un caro saluto, vecchio mio.

Ecco il punto. La rivista è effettivamente un’altra cosa rispetto a Lettere Meridiane, che ha la sua essenziale ragione d’essere (e i suoi numeri) nel social. Non sono un patito dell’audience, ma un processo di comunicazione è tanto più efficace quanto più numerose sono le relazioni che riesce a suscitare e a mettere in circolo.
Lettere Meridiane è il prodotto di un’alchimia che riesce a mettere assieme la cultura con il Foggia, la storia con le ricette, l’economia con la poesia.
I numeri stanno a dire che l’alchimia funziona.
La rivista? È una sfida affascinante, ma anche delicata e complessa. E soprattutto bisognerebbe essere (preventivamente) tutti d’accordo sul come partire e dove volere arrivare.
Geppe Inserra

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