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La bella Foggia che ti sorprende e ti emoziona attraverso le immagini. Il foyer del Teatro Comunale Giordano ospita, fino al 6 gennaio prossimo, una mostra fotografica bella e insolita, frutto della riuscita convergenza e della positiva sinergia tra Gianmaria Pironti, fotografo particolarmente vocato alla narrazione della bellezza, e Giada Ordine, insegnante ed animatrice di quella eccellenza foggiana che è Tersicore Danza.
L’avevamo anticipata in un post precedente dedicato alle iniziative di arte fotografica che stanno impreziosendo l’offerta culturale delle settimane natalizie a Foggia, ed eccola qui.
L’idea da cui è nata la mostra è originale, e nello stesso tempo ardita: fotografare gli angoli esteticamente più significativi di Foggia, facendoli assurgere a set per le plastiche coreografie delle ballerine e dei ballerini della Tersicore, con la sapiente regia di Giada Ordine, per “cogliere – come dicono i curatori – la Bellezza tanto nel significato che nel significante, sottraendoli all’ovvietà e conferendo all’uno e all’altro rinnovato lustro.”
Dance and the city è il tema della mostra, e mai inglesismo si è rivelato tanto azzeccato: guardando le sorprendenti immagini di Pironti e le incantevoli coreografie di Tersicore Danza si ha veramente l’impressione di stare in un altro posto. A Londra, in una capitale europea.
Sulle prime, guardando da lontano le fotografie, ci ero cascato anche io, ma è bastato uno sguardo più attento per essere ripagato dalla meravigliosa sorpresa: guarda un po’ è proprio Foggia. Foggia nelle sue bellezze risposte e nascoste, Foggia che non d’aspetti, Foggia e la sua arte (c’è una foto scattata nel cortile di Palazzo Dogana, che ha come set una scultura di Corrado Terracciano, d’una bellezza che ti fa accapponare la pelle), Foggia nei suoi luoghi culturali troppo spesso sottovalutati o dimenticati, Foggia nei suoi luoghi simbolici. E così ti accorgi che “Piazza Mercato, la Villa Comunale, corso Vittorio Emanuele, paesaggi del quotidiano – come si legge nella brochure che accompagna la mostra – hanno una Bellezza non solo oggettiva ma anche e soprattutto affettiva: la corporeità della Danza personifica e rende esplicito il legame emotivo tra chi guarda e ciò che viene guardato.”
“Il progetto cattura l’espressività e l’armonia della ballerine e dei ballerini inseriti nella scenografia di alcuni tra i posti più significativi della nostra città, dove il Bello emerge sempre, in alcuni casi in modo più evidente e in altri solo agli occhi di un osservatore attento. Il Bello è nel museo di Arte Moderna e Contemporanea; il Bello è nel Conservatorio in cui fotografia, danza e musica si sono incontrate, in un connubio tra le arti; il Bello è nella Biblioteca “La Magna Capitana” dove si conserva e si tramanda la memoria del nostro patrimonio, custodita per esempio nei Fondi speciali”.
Il disvelamento della bellezza è pienamente raggiunto.
Bravo Gianmaria Pironti, brava Giada Ordine per averci regalato questo piccolo, inatteso capolavoro.
Geppe Inserra
(2. fine – La prima puntata, dedicata alla mostra di Michele Sepalone in corso all’Università del Crocese, è leggibile cliccando qui).

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