Il Foggia rivede la C, ecco perché

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Il Foggia sorride, e rivede la serie C. Sono state infatti fissate le date del processo sportivo a carico del Bitonto, accusato di illecito sportivo, che con ogni probabilità comporterà la retrocessione del club (promosso a tavolino in C, a causa della sospensione del campionato per l’emergenza sanitaria, quando aveva un solo punto di vantaggio sul Foggia).
Il dibattimento si svolgerà il 31 agosto prossimo, con eventuale appello il 7 settembre.
La rapidità con cui gli organismi della giustizia sportiva federale hanno fissato il processo lascia intendere che le pene eventualmente comminate dovranno essere scontate subito, ed avranno dunque dirette conseguenze sulla classifica del campionato.
La procura federale accusa il Bitonto di aver combinato il risultato della partita persa per 3 a 2 con il Picerno il 5 maggio 2019, che propiziò la promozione in C del club lucano (anch’esso deferito).
La società barese vi è implicata per “responsabilità diretta ed oggettiva”, essendovi coinvolto l’attuale presidente Vincenzo Rossiello (all’epoca dei fatti vicepresidente), ed essendo proprio un suo tesserato il presunto promotore della combine: Michele Anaclerio, deferito assieme ad altri cinque giocatori bitontini (Antonio Giulio Picci, Daniele Fiorentino, Giovanni Montrone, Onofrio Turitto e il capitano Francesco Patierno). Con loro figurano sul banco degli imputati altri dirigenti del Bitonto, del Picerno e del Potenza, il cui direttore generale, Vincenzo De Santis, sarebbe stato l’intermediario dell’illecito.
Rossiello è accusato di essere al corrente della combine, e di non aver fatto niente per evitarla.
Le indagini sono state lunghe e laboriose, e sono state condotte in prima istanza dalla magistratura ordinaria, la Procura della Repubblica di Bari, che ha affidato le indagini ai finanzieri del Nucleo operativo metropolitano di Bari. Il reato ipotizzato nei confronti dei personaggi indagati è di frode sportiva: per avere raggiunto – come si legge nel decreto di perquisizione emesso dal magistrato inquirente ai danni del Bitonto, “un accordo illecito al fine di truccare il risultato della partita in modo tale da favorire il passaggio alla serie C della squadra calcistica dell’Az Picerno in danno dell’Audace Cerignola che avrebbe dovuto, invece, giocare i playoff per un eventuale accesso tra professionisti.”
25.000 euro la somma pattuita per far vincere il Picerno, che sarebbe stata effettivamente percepita suddivisa tra l’intermediario, i giocatori e un dirigente del Bitonto.
Le numerose prove raccolte dalle Fiamme Gialle nel corso dell’attività investigativa sono state puntualmente recepite nel provvedimento di deferimento, firmato dai procuratori federali Tornatore e Chinè: 13 fitte pagine che elencano scrupolosamente tutto quanto gli investigatori sono riusciti a mettere assieme. Si tratta soprattutto di intercettazioni telefoniche, disposte dalla magistratura inquirente sin dai giorni immediatamente successivi alla partita, che avrebbero consentito non soltanto di accertare la combine, ma anche di ricostruire le trattative per la distribuzione dei proventi della frode.
Il presidente del Bitonto ha più volte ribadito l’estraneità del sodalizio dall’illecito, minacciando di costituirsi nel procedimento come parte lesa.
Ma le accuse contenute nell’atto di deferimento sono precise e circostanziate. I procuratori federali ritengono che Rossiello sapesse della trattativa, e che non sia intervenuto. Per lui l’accusa è di frode come per tutti gli altri “per aver consentito e autorizzato – si legge nel deferimento – l’illecito accordo riferitogli da Nicola De Santis, all’epoca dei fatti direttore generale della società U.S.D. Bitonto, finalizzato a determinare un risultato finale della gara favorevole all’A.S.D. PAZ Picerno, e comunque, utile per la promozione della stessa nella categoria superiore, in cambio della corresponsione della somma di € 25.000,00 da parte della società A.S.D.  Picerno da distribuirsi fra i tesserati della U.S.D. Bitonto partecipanti all’illecito, fatto salva la quota parte riconosciuto Vicenzo De Santis (il direttore sportivo del Potenza, n.d.r.).”
Sulla base di questo assunto è inevitabile il deferimento del Bitonto (il testo che segue è tratto dal deferimento) “a titolo di responsabilità diretta e oggettiva, ex artt. 7, co. 2, e 4, co. 1, 2 e 3 del C.G.S., vigente all’epoca dei fatti (oggi trasfusi negli artt. 30, comma 2, e 6 Co.1, 2 e 3 del C.G.S.), in ordine agli addebiti contestati – rispettivamente – ai propri tesserati, all’epoca dei fatti, ROSSIELLO Francesco, all’epoca dei fatti vice presidente della società U.S.D. Bitonto delegato alla firma (attualmente presidente, n.d.r.), DE SANTIS Nicola, all’epoca dei fotti direttore generale della società U.S.D.Bitonto, ANACLERIO Michele, all’epoca dei fatti calciatore della società U.S.D. Bitonto, PICCI Antonio Giulio, FIORENTINO Daniele, MONTRONE Giovanni, TURITTO Onofrio, PATIERNO Francesco Cosimo (capitano) all’epoca dei fatti calciatori della società U.S.D. Bitonto e D’AUCELLI Paolo (detto Paolone) all’epoca dei fatti segretario della società U.S.D. Bitonto, in relazione alla gara Picerno-Bitonto del 05/05/2019.”
L’impianto accusatorio sembra solido, essendo asseverato dalle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e dalla robusta documentazione probatoria raccolta dalle Fiamme Gialle. La linea difensiva del Bitonto sarà probabilmente orientata a scindere le responsabilità dei calciatori che hanno commesso l’illecito da quelle della società, in modo da smontare la tesi della “responsabilità diretta”, sostenuta dai procuratori.
Il Codice della Giustizia Sportiva prevede, nel caso in cui venga accertata la responsabilità diretta della società in un illecito una tra le seguenti sanzioni: retrocessione all’ultimo posto in classifica (con il passaggio alla categoria inferiore); esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore; non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di vincente del campionato o del girone di competenza.
Le cose non cambiano molto nel caso di responsabilità indiretta: oltre alle sanzioni previste per quella diretta viene contemplata “la penalizzazione di uno o più punti in classifica” con la puntualizzazione che “se la penalizzazione sul punteggio è inefficace in termini di afflittività nella stagione sportiva in corso è fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente”.
Visto che al termine del campionato il distacco in classifica tra Bitonto e Foggia era di un solo punto, che la responsabilità del club barese sia diretta o indiretta cambia poco.
Il Foggia può guardare con fiducia alle prossime settimane e al prossimo campionato.

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Author: Geppe Inserra

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