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Commentando la lettera meridiana sull’uso del treno per raggiungere Siponto, il mio amico, Giorgio Pellicano, già collega di lavoro in quel di Palazzo Dogana, regala ad amici e lettori del blog un bel ricordo di quegli anni. Quando al mare si andava utilizzando il treno, appunto, perché l’automobile non era ancora diventata un fenomeno di massa e per spostarsi fuori città bisognava utilizzare i mezzi pubblici. Cultore di storia e tradizioni di Foggia, autore di apprezzate raccolte poetiche dialettali, Giorgio racconta con efficacia e bravura, non lesinando divertenti particolari.

“Un commento alla cartolina delle “memorie meridiane” sulla stazione di Siponto ci sta proprio bene. Innanzitutto una precisazione: fino a Manfredonia città poteva  arrivare soltanto la littorina mentre i convogli ordinari si fermavano a Manfredonia campagna. La limitazione era dovuta ad un fatto tecnico: l’inversione della motrice si poteva fare solo alla stazione. I miei ricordi risalgono al 1945, ai primissimi convogli organizzati per i bagnanti. Si trattava di una locomotiva che trainava solo e soltanto carri merci o bestiame, come quelle che si vedono nei film, degli ebrei diretti ai lager. La bassissima velocità consentiva a noi più piccoli di restare seduti, senza pericolo, sul pianale del carro in corrispondenza della porta, aggrappati alla sbarra di ferro che fungeva da parapetto. Nella zona della stazione di Candelaro, erano presenti dei campi piantati ad angurie e meloni. I giovani saltavano giù dal treno, razziavano quel che potevano e riuscivano, con facilità, a risalire sul treno. Ricordo che una volta, alla fermata di Tortorella dove c’era un accampamento inglese, una massa di soldati si precipitarono fuori dalle baracche, ignudi come vermi, suscitando i gridolini maliziosi delle donne e costringendo noi più piccoli a mettere le mani sugli occhi. Molti anni più tardi, nel 1957, conobbi quella bela fanciulla che poi, nel 1964, sarebbe diventata mia moglie. Poi, col boom economico, i giovani cominciarono a preferire l’auto, ma senza perdere la loro baldanza: non era infrequente che si sfidassero in gare di velocità sulla Foggia-Manfredonia. Ma questa è un’altra storia. Ciao Geppe, con l’amicizia di sempre, un fraterno abbraccio. Giorgio.”

Grazie a te, Giorgio, per i tuoi deliziosi ricordi, e per averci proposto una edizione in salsa foggiana di Fast and Furious. 

Intanto, nella immagine che illustra il post, potete vedere la littorina che arrivava a Manfredonia Città. La stazione (che non aveva fabbricati, ma era costituita dai marciapiedi e dal solo binario, che finiva con il cosiddetto tronchino), venne aperta nel 1934. Nel 1942 vi si aggiunse un ulteriore tratto che portava all”interno del porto, a Manfredonia Marittima, dov’era presente un raddoppio, a servizio del porto). La critica ubicazione della stazione ne portò alla definitiva chiusura, nel 1989.

La puntata di Memorie Meridiane di oggi vi regala le immagini ad alta risoluzione, in versione originale, digitalmente restaurata e colorizzata. Potete scaricarle cliccando su collegamenti sotto. Per sfogliare le puntate precedenti cliccate qui.

La littorina di Manfredonia in bianco e nero

La littorina di Manfredonia a colori

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