
Il WWF di Foggia, qualche giorno fa, ha denunciato sul proprio profilo Facebook che i lavori attualmente in corso al Villaggio Azzurro, nei pressi dell’aeroporto Gino Lisa, hanno causato una vera e propria strage di alberi, arbusti e, con ogni probabilità, anche la distruzione di numerosi nidi di uccelli.
L’associazione ha annunciato che chiederà alla stazione appaltante, Aeroporti di Puglia, se siano stati rispettati tutti i regolamenti e le leggi a tutela della flora e della fauna presenti nell’area, sottolineando come quella zona avrebbe potuto diventare un grande polmone verde per la città di Foggia: un parco urbano a beneficio di tutta la comunità. La presa di posizione del WWF si conclude con un inquietante interrogativo: «Un’altra occasione persa?»
Per la cronaca, i lavori riguardano la «riqualificazione» del Villaggio Azzurro, che diventerà il centro regionale della Protezione Civile, per una spesa di 36 milioni di euro. Nulla da eccepire sull’importanza dell’opera. Ma la «riqualificazione» avrebbe potuto e dovuto essere più rispettosa della storia e dell’identità del sito.
Non si può che convenire con il WWF, aggiungendo che il parco urbano non è la sola occasione mancata. Ce n’è anche un’altra: l’area poteva essere destinata, almeno in parte, a custodire la memoria storica e culturale di cui il sito è particolarmente ricco, per esempio con la creazione di un museo dell’aviazione militare in Capitanata.
Non a caso, il Gino Lisa è stato uno dei primi sette aeroporti costruiti in Italia. Basti pensare a figure come Fiorello La Guardia, che conseguì il brevetto da pilota proprio in questa scuola di volo.
Se siamo ancora in tempo, prima che tutto venga spazzato via dalle ruspe che stanno operando in questi giorni, credo sia doveroso recuperare e tutelare:
- i cunicoli antimine;
- il monumento dedicato agli aviatori americani caduti nei cieli di Capitanata;
- e almeno uno degli edifici che ospitarono gli aviatori statunitensi durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
Su uno di questi edifici è ancora visibile un architrave con un fregio in stucco cementizio, riconducibile agli eventi storici e militari che si sono susseguiti a partire dalla fondazione della scuola di volo.
Spero che le foto che accompagnano la mia nota non restino il solo ricordo della gloria passata del nostro aeroporto.
Romeo Brescia




Tutto questo credo sia sconosciuto a molti foggiani. Io stesso ignoravo l’esistenza di tutte le strutture che riaffiorano con la “riqualificazione”. Fa bene il WWF a chiedere chiarimenti e nel contempo bisogna informare la cittadinanza di cosa rischia di perdere per sempre.
Ma a Foggia esistono 2 Villaggi Azzurri?? Quello, unico, che ricordo io è di fronte all’aeroporto Amendola, non Gino Lisa.
Appunto, c’è il Villaggio Azzurro di Amendola, e c’era quello del Gino Lisa, operativo fino a quando l’aeroporto ha svolto una funzione militare.
Non si può continuare così, perché distruggere sempre la memoria di Foggia? Basta con questi sfregi, grazie a Lettere Meridiane che ogni giorno ci dà la sveglia ed una speranza del buon vivere con dignità!